Il divario tra percezione e realtà tecnologica rischia di vanificare anche i 14 miliardi stanziati dal governo italiano

Guardate la bolletta di dicembre. Poi guardate l’ultimo preventivo che avete chiesto per uno scaldabagno nuovo o per un impianto di accumulo. Se avete la sensazione che qualcuno vi stia parlando di tecnologie che non avete mai visto da vicino, non siete soli. Anzi: siete la maggioranza silenziosa della transizione energetica.

Il 25 per cento crede di avere una pompa di calore. La cifra vera è due

Un dato americano, che fotografa una dinamica identica a quella italiana, fa riflettere. In base a un’indagine di Franklin Energy, circa un quarto degli intervistati è convinto di possedere uno scaldabagno a pompa di calore. Peccato che i dati di settore inchiodino la diffusione reale di quella tecnologia intorno al 2 per cento. Lee Ann Head, direttrice delle soluzioni per Franklin Energy, lo spiega così: «Sospetto che molti proprietari di case che hanno recentemente acquistato scaldabagni elettrici assumano di avere scaldabagni a pompa di calore».

La confusione non risparmia le batterie domestiche: il 14 per cento dice di averne una, ma la penetrazione effettiva del mercato non arriva all’1 per cento. La stessa Head lo mette in chiaro: «Sospetto anche che un sistema di accumulo a batteria di riserva possa essere facilmente interpretato erroneamente come una qualsiasi delle varie batterie di ricarica che le persone hanno in giro per casa».

Se un cittadino non sa cosa ha installato in cantina, ogni incentivo pubblico rischia di diventare un trasferimento di denaro a vuoto. E l’Italia, da questo punto di vista, sta fornendo un esempio da manuale.

In Italia gli incentivi finiscono in 24 ore, poi il mercato si spegne

Il governo ha sbloccato 14 miliardi di fondi per l’energia, con il ministro Giorgetti che ha quantificato l’incremento di spesa della clausola di salvaguardia energia nello 0,6 per cento del Pil. Risorse imponenti. Peccato che, sul fronte auto elettrica, gli effetti assomiglino a un fuoco di paglia.

Secondo UNRAE, la spinta degli incentivi per le auto elettriche sembra aver già esaurito i propri effetti sulle immatricolazioni. Motus-E registra il progressivo rallentamento legato a l’esaurimento delle registrazioni degli incentivi introdotti a ottobre 2025: i fondi erano terminati in un solo giorno.

Dopo la corsa, il vuoto.

«Il ritardo sull’elettrico e l’andamento a strappi del mercato, confermato dalla recente corsa all’Ecobonus per i veicoli commerciali, riflette le difficoltà incontrate nella pianificazione di strumenti incentivanti chiari e prevedibili», ha dichiarato Fabio Pressi, presidente di Motus-E.

Parole che inchiodano il punto: senza regole stabili, i soldi volano in poche ore e il mercato si ferma. Pressi va oltre e indica una soluzione concreta: «Per ridare fiducia e stabilità al mercato, non è più rinviabile almeno una profonda revisione della fiscalità sulle auto aziendali, su cui si è già costituita un’importante convergenza della filiera». Se un’impresa non sa oggi quanto potrà detrarre domani per una flotta elettrica, rimanda l’ordine. E i 14 miliardi restano sulla carta.

Quattordici miliardi di euro servono istruzioni, non solo decreti

La ferita è la stessa, da Washington a Roma: il divario tra la tecnologia a disposizione e la capacità di capirla. Lee Ann Head non usa giri di parole: «Sono necessarie descrizioni cristalline delle caratteristiche dei prodotti idonei», e aggiunge che «più le utility possono creare un collegamento diretto tra acquisto e iscrizione al VPP, meglio è». Significa che devi sapere con precisione cosa stai portando in casa, come si integra con la rete e perché conviene. Altrimenti il bonus non si traduce in bolletta più leggera.

In concreto, chi oggi valuta un acquisto con incentivo farebbe bene a porsi tre domande. Primo: questo apparecchio è davvero la tecnologia che credo? Secondo: quanto mi farà risparmiare ogni anno, guardando i miei consumi veri e non le medie da dépliant? Terzo: se compro un’auto elettrica, ho già messo in conto i costi di ricarica e manutenzione che incontrerò nei prossimi cinque anni? I 14 miliardi statali sono una leva importante, ma nessuno regala niente quando si compra senza sapere cosa si sta comprando.