Le full electric superano le termiche di cinque punti, mentre il gasolio arretra al 6% e la benzina al 21%

A giugno 2026, il modello più venduto in Europa in assoluto non è stato un’utilitaria a benzina né un SUV diesel. È stato un’auto elettrica: 34.480 immatricolazioni per la Tesla Model Y, quasi 9.000 in più della Dacia Sandero, come emerge dai dati di vendita europei di giugno 2026.

Il risultato sorprende non solo per il distacco, ma per il segnale che manda: un veicolo a batteria ha scalzato la regina delle low cost in un mercato dove il prezzo resta la prima variabile di scelta. E non è un caso isolato.

Il secondo modello elettrico più venduto è stata la Tesla Model 3, con 18.028 unità e un balzo del 67% rispetto a un anno fa, sufficiente per il settimo posto assoluto, come la fotografia del mercato delle elettriche conferma.

Numeri così spingono la quota delle auto con la spina a livelli che fino a pochi anni fa sembravano lontani. A giugno, le vendite di veicoli plug-in sono cresciute del 41% su base annua, trainate dalle full electric (+50%) mentre le ibride plug-in si sono fermate a +23%. In totale, le plug-in hanno raggiunto il 37% del mercato: più di un’auto nuova su tre, secondo l’analisi delle immatricolazioni di giugno.

Le elettriche pure da sole hanno toccato quota 26%, con 366.000 unità immatricolate, il record assoluto per questo tipo di alimentazione. È il tasso di crescita più rapido dell’anno, ben superiore a quanto ci si aspettava dopo un primo trimestre fiacco. A trainare è anche la quota delle BEV sul totale plug-in: il 71% a giugno, che porta la media semestrale al 69%, il valore più alto dal 2012, come si legge nel report mensile sulle vendite EV.

Fine della corsa per la benzina, il diesel scompare

Mentre l’elettrico avanza, i motori termici arretrano a velocità crescente. Le auto a benzina hanno perso il 12% in un anno, fermandosi al 21% di quota, come documenta il resoconto sulle motorizzazioni tradizionali. Ancora più rapido l’addio al diesel: -17% e appena il 6% del mercato, secondo la rilevazione sulle vendite diesel. Sei punti percentuali che non si vedevano da prima dell’invasione russa dell’Ucraina, quando il gasolio dominava ancora metà delle consegne in molti Paesi.

La forbice tra elettrico e endotermico si allarga in modo asimmetrico: a giugno le BEV hanno superato le auto a benzina di 5 punti, e il diesel è ormai una nicchia da veicoli commerciali e lunghi tragitti. Un cambiamento che sta avvenendo senza scossoni sui prezzi delle materie prime né incentivi straordinari, semplicemente perché l’offerta di modelli BEV si è ampliata e i listini scendono.

Il termometro del continente

Questa accelerazione industriale si inserisce in un quadro meteorologico sempre più caldo. Il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato in Europa, con una temperatura media di 1,17 °C sopra la baseline 1991-2020, come riporta il bilancio del clima estremo del 2025. E giugno 2026 ha frantumato ogni precedente per quel mese, diventando il più torrido di sempre, stando ai dati sul caldo record dell’Europa occidentale.

Il Vecchio continente si sta scaldando a un ritmo più che doppio della media globale, ed è già la regione del pianeta dove le temperature aumentano più in fretta, come emerge da un factcheck sulla velocità del riscaldamento europeo. Una tendenza confermata anche da le stime di riscaldamento accelerato che associano ondate di calore, incendi e nubifragi a danni economici miliardari.

Muoversi su strade che cuociono a 45 °C con un’auto elettrica sembra quasi un controsenso: la tecnologia che dovrebbe mitigare il problema avanza mentre il clima che la rende urgente peggiora più del previsto.

La soglia del 30%

Con una quota di BEV al 26% e una crescita del 50% anno su anno, il mercato delle full electric in Europa potrebbe chiudere il 2026 sfiorando il 30% annuo. È un livello che accelererebbe il ritiro di capitali dall’infrastruttura dei carburanti fossili e renderebbe più difficile per i costruttori ritardare gli investimenti sull’elettrico. Il prossimo numero da tenere d’occhio è la quota di elettriche pure su base mensile a settembre, dopo le immatricolazioni per le flotte aziendali: se scatterà sopra il 28% senza spinte normative eccezionali, la domanda si sarà definitivamente sganciata dagli incentivi.