Gli incentivi per le auto elettriche stanno diventando strumenti di politica commerciale, con regole diverse tra stati e province
Hai presente quando entri in concessionaria con l’idea di prendere un’elettrica, attirato da uno sconto statale che sembra fatto apposta per te, e poi scopri che quel modello lì — proprio quello che volevi — è stato cancellato dalla lista perché il capo dell’azienda ha litigato con il governo? Succede anche a me.
E sta succedendo a migliaia di automobilisti canadesi, mentre in California la stessa identica auto può invece contare su un rimborso immediato di 3.500 dollari.
Un continente, due direzioni opposte
Prendiamo il programma appena partito in California. Si chiama il programma MyFirstEV e mette sul piatto uno sconto di 3.500 dollari per le nuove elettriche e 1.750 dollari per quelle usate. Lo sconto viene applicato al momento dell’acquisto o del leasing, senza dover aspettare rimborsi postali di fine anno. La particolarità è che la ripartizione dei costi tra Stato e produttori è alla pari: ogni sconto è co-finanziato dal costruttore che partecipa al programma. E ci sono dentro in quattordici, compresa Tesla, che entrerà ufficialmente da agosto 2026.
Il fondo complessivo è di 135,5 milioni di dollari, con la suddivisione equa tra tutti i costruttori aderenti. E a proposito di Tesla: il suo sito segnala già che il 50% dei fondi a sua disposizione è ancora disponibile. Non è poco, se consideriamo che i modelli più venduti in California sono proprio Model Y e Model 3.
C’è anche una regola locale che fa discutere: i massimali di prezzo non valgono per le case con sede in California. Tradotto: Lucid e Rivian possono vendere berline da oltre 80.000 dollari e restare incentivate, mentre un’elettrica coreana o tedesca oltre una certa soglia perde il bonus. Una scelta di politica industriale, non ambientale.
Il cestino canadese e la ripicca politica
Attraversiamo il confine e la musica cambia. La causa di Tesla contro Manitoba è l’episodio più rumoroso. Nel bilancio di marzo 2025, il governo provinciale dell’NDP ha escluso Tesla e i veicoli di fabbricazione cinese dalla lista dei modelli ammessi agli incentivi elettrici locali. L’esclusione di Tesla dal programma Manitoba è stata giustificata con motivazioni che c’entrano poco con le emissioni e molto con la politica commerciale nordamericana.
«We cut him off», ha detto il premier Wab Kinew, collegando direttamente al sostegno di Elon Musk alle azioni del presidente Trump contro il Canada.
Non è una questione simbolica. Tesla contesta l’accusa di discriminazione selettiva: nessun altro costruttore con una casa madre americana è stato escluso. Solo Tesla. E la miccia è stata accesa dai 250 milioni di dollari spesi da Musk per l’elezione di Trump. Intanto British Columbia, Nuova Scozia e Isola del Principe Edoardo hanno fatto lo stesso: l’esclusione in altre province canadesi ha tolto Tesla dai programmi di incentivo per tutto il 2025, sempre con la stessa motivazione legata alle tensioni commerciali.
Il messaggio è chiaro: gli incentivi all’elettrico non servono più (solo) a ridurre la CO₂. Servono a premiare gli amici e punire i nemici. Mentre la sfida del calore industriale pulito resta irrisolta per migliaia di fabbriche americane, i governi usano i bonus auto come leve diplomatiche.
Chi compra, che succede?
Se vivi in California, puoi approfittare del programma MyFirstEV senza guardare le etichette politiche della casa che produce l’auto. Se abiti in Manitoba o in una provincia che ha escluso Tesla, il tuo diritto allo sconto dipende dal fatto che qualcuno a centinaia di chilometri abbia deciso di punire un amministratore delegato. La convenienza ambientale non c’entra: c’entra il posizionamento geopolitico.
Prima di firmare un contratto, controlla se la tua regione ha inserito o cancellato un marchio per ragioni politiche. Non dare per scontato che l’incentivo valga per tutti i modelli a basse emissioni. E se sei in California e punti a una Tesla, muoviti mentre il serbatoio del programma è ancora pieno a metà. I fondi, quando finiscono, non tornano.




