Le utility americane scaricano sulle famiglie i costi delle nuove centrali a gas costruite per i data center dell’intelligenza artificiale
Due decisioni nello stesso giorno hanno spostato il costo dell’intelligenza artificiale dai bilanci delle Big Tech alle bollette delle famiglie. Il 20 agosto 2026, la Tennessee Valley Authority approva il Piano Integrato delle Risorse 2026. Lo stesso giorno, Duke Energy rifila ai clienti più poveri della North Carolina un doppio colpo tariffario. Il pezzo di Canary Media del 20 agosto 2026 lo scrive nel titolo: “Duke Energy deals double whammy to its poorest North Carolina customers”.
Il piano della TVA prevede la costruzione di centrali elettriche a gas per servire gli interessi dei data center di intelligenza artificiale. Insieme all’approvazione dell’IRP, l’utility ha votato una classe tariffaria per i grandi clienti come i data center di intelligenza artificiale.
La bolletta come strumento di redistribuzione
Le parole di Bonnie Swinford spiegano il meccanismo meglio di un modello di prezzo.
“Dopo tanti anni di advocacy e organizzazione da parte delle persone della Valle del Tennessee, l’IRP della TVA danneggia il pubblico servendo gli interessi aziendali e delle Big Tech.”
“I data center hanno bisogno di questa costruzione di gas, le persone hanno bisogno di energia rinnovabile.”
“In un momento in cui tutti lottiamo per pagare le bollette mensili, la TVA ha deciso di aggiungere al nostro fardello servendo i data center di intelligenza artificiale piuttosto che il pubblico.”
“A differenza del consiglio di amministrazione della TVA o degli sviluppatori delle Big Tech, non siamo in questa lotta per profitti rapidi o nomine politiche.”
La risposta di PJM: portatevi l’energia
Mentre la TVA addossa i costi ai residenti, il gestore di rete PJM prova a spostarli sui data center: la richiesta di PJM ai data center di portare la propria energia sta ridisegnando l’onere infrastrutturale. La Pennsylvania sta già affrontando la questione dei data center che portano la propria energia.
Il numero da osservare nei prossimi mesi non è la potenza dei nuovi impianti a gas, ma la quota dei costi di rete che finisce in tariffa regolata. Se PJM spinge i data center verso l’autoproduzione e la Pennsylvania ne discute, si sta delineando un mercato a due velocità: le grandi infrastrutture digitali si scollegano dalla bolletta, i clienti residenziali restano a coprire i costi fissi.
La direzione è già visibile nel doppio colpo del 20 agosto.




