Il sorpasso globale anticipa le previsioni di un anno: Cina, Europa e Stati Uniti guidano la transizione con strategie diverse

Per la prima volta nel 2025, le fonti rinnovabili hanno generato più elettricità del carbone a livello globale: 10.730 TWh contro 10.476 TWh. Il sorpasso è avvenuto un anno prima del previsto, secondo il report Ember sul sorpasso delle rinnovabili.

La notizia non è solo simbolica. È il sintomo di una competizione a tre che sta ridisegnando la geografia energetica: la Cina accelera sul solare, l’Europa sull’eolico, gli Stati Uniti sullo stoccaggio.

Un sorpasso che ridisegna la classifica

Nel terzo trimestre del 2026, la capacità fotovoltaica cinese supererà per la prima volta quella delle centrali a carbone, secondo i dati di QualEnergia. Parliamo di potenza installata, cioè della capacità di produrre, non dell’energia effettivamente generata. Un dettaglio che conta: il carbone resta ancora una fonte significativa, ma il sorpasso indica che gli investimenti cinesi puntano altrove.

A fine luglio 2026, la potenza solare cinese ha raggiunto 1,29 terawatt, in crescita del 16,1% sull’anno precedente, come riporta l’analisi di QualEnergia. Una crescita a doppia cifra che non è frutto del caso: la spinta arriva da progetti di ammodernamento delle interconnessioni di rete, dal maggiore utilizzo degli impianti di accumulo e dall’ottimizzazione del sistema energetico nazionale, come spiega l’approfondimento di QualEnergia.

Ye Jing, direttore della divisione Analisi dell’offerta e della domanda di energia del Cec, ha dichiarato: “Le nuove fonti energetiche sono diventate un pilastro fondamentale, con l’energia eolica e fotovoltaica in continua espansione e la loro capacità installata in costante crescita. L’energia solare sarà la principale fonte energetica del Paese”. La frase è contenuta in un articolo di QualEnergia.

C’è un altro dato che spiega il sorpasso: secondo il report Ember, nel 2025 la generazione da carbone in Cina è scesa dell’1,2% (-71 TWh) non per una contrazione economica, ma per l’espansione delle rinnovabili, come riportato da la testata QualEnergia. Il carbone non crolla, ma per la prima volta perde quota per colpa delle alternative pulite.

Il vento europeo accelera, ma i permessi frenano

Nei primi sei mesi del 2026, l’Europa ha installato 8,8 GW di nuova capacità eolica, un aumento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo il report di WindEurope. La potenza installata cresce, ma non è uniforme: alcuni mercati trainano, altri arrancano.

WindEurope prevede che l’Europa arrivi a 24 GW di nuova capacità eolica entro fine 2026, cifra contenuta nelle stime aggiornate di WindEurope. Sarebbe un record, ma la distanza tra i 8,8 GW del primo semestre e i 24 GW annuali richiede un’accelerazione netta nei prossimi mesi.

“Il 2026 potrebbe essere un anno record per l’eolico. Ma non possiamo dare questo slancio per scontato. Proprio quando abbiamo più bisogno del vento per rafforzare la resilienza economica dell’Europa, i volumi di autorizzazione sono in calo nei mercati chiave. Le decisioni dei governi su autorizzazioni, aste, reti ed elettrificazione nei prossimi mesi faranno la differenza.” — Tinne Van der Straeten, CEO di WindEurope, in un comunicato di WindEurope.

Le batterie americane corrono, anche negli Stati repubblicani

L’industria statunitense dello stoccaggio energetico ha installato un record di 20,2 gigawattora di nuova capacità nel secondo trimestre del 2026, secondo il report di CleanTechnica. Attenzione: sono gigawattora di capacità di accumulo, non di potenza. Significa che le batterie possono immagazzinare e restituire quella quantità di energia.

La capacità di stoccaggio energetico su scala industriale è quasi raddoppiata da 88 a 165 GWh nei primi 18 mesi dell’amministrazione Trump, come rileva l’analisi di CleanTechnica. Un ritmo che ha sorpreso gli stessi analisti: la domanda di stoccaggio energetico ha superato le aspettative, portando a un aumento dell’11,5% nelle previsioni al 2030, ora a 683 GWh, secondo il rapporto citato da CleanTechnica.

Più del 74% della capacità di stoccaggio energetico installata nel secondo trimestre è stata costruita in stati vinti da Donald Trump nelle elezioni del 2024, principalmente Arizona, Texas e Utah, come emerge da i dati diffusi da CleanTechnica. L’Arizona ha guidato il paese con 6,2 GWh di nuove installazioni, il trimestre più forte mai registrato per un singolo stato, secondo le rilevazioni di CleanTechnica.

Il risultato più sorprendente è un altro: lo stoccaggio a batteria ha fornito più elettricità alla rete nei primi otto mesi del 2026 rispetto a tutto il 2025, secondo i dati raccolti da CleanTechnica.

Le batterie non sono più un accessorio: stanno diventando una fonte di energia quotidiana.

Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi è 24 GW: la capacità eolica che l’Europa si aspetta di installare entro fine 2026. Se i permessi non ripartono, il sorpasso cinese e la corsa americana lasceranno l’Europa al palo. La gara delle rinnovabili non perdona chi rallenta.