Prezzi negativi dell’energia in Europa cresciuti 13 volte dal 2022; negli Usa le moratorie bloccano nuovi impianti.
Nel 2025, nei cinque maggiori mercati europei, le ore con prezzi negativi sono state oltre tredici volte quelle del 2022. Non è un errore di lettura: la rete fatica ad assorbire l’energia rinnovabile quando serve meno.
Un parco da 250 MW, eppure non basta
Intanto, a Wishek, Nord Dakota, a gennaio 2026 è andato online il parco eolico Badger Wind Farm: 92 turbine per 250 MW, sviluppato dalla danese Ørsted. Per la cittadina, è il più grande progetto di sviluppo economico della sua storia.
I numeri sembrano parlare da soli.
Secondo il revisore della città, Wishek ha ricevuto donazioni di buona volontà per 150.000 dollari da Ørsted. Con quei soldi sono stati finanziati i progetti comunitari di Wishek: una nuova caserma dei pompieri, una piscina pubblica e la riparazione del centro comunitario. E le tasse sulla generazione eolica produrranno circa entrate fiscali da 1,3 milioni di dollari all’anno per la contea di McIntosh, secondo le stime del revisore della contea.
Eppure, ad aprile 2026 la stessa contea ha adottato una moratoria annuale sui nuovi progetti eolici. La motivazione ufficiale: le preoccupazioni per un altro progetto Ørsted proposto nella parte meridionale, e per come influenzerebbe i proprietari di immobili non partecipanti.
La storia di Wishek non è un caso isolato. Mostra una frattura che nessun assegno sembra in grado di ricucire: chi ospita le turbine riceve benefici diretti, chi non partecipa percepisce solo i costi.
I soldi delle turbine non bastano a comprare il consenso.
Il prezzo zero non paga lo storage
La stessa frattura si osserva sui mercati. In Europa, l’eccesso di produzione rinnovabile spinge i prezzi sotto zero con frequenza crescente. Serve al più presto nuova capacità di accumulo per mantenere bancabili le rinnovabili merchant, come scrive QualEnergia. Senza accumulo, i prezzi zero divorano i ricavi e allontanano gli investimenti.
Dall’altra parte del mondo, il petrolio arretra
Altrove il problema è già stato aggirato. In Cina, l’analisi di CleanTechnica sulle emissioni cinesi mostra che i veicoli elettrici e il trasporto pubblico hanno permesso ai livelli di trasporto di crescere mentre il consumo di carburante crollava. Nella prima metà del 2026, il petrolio sostituito dai veicoli elettrici in Cina ha superato il consumo totale del Regno Unito in sei mesi.
Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi non è la potenza installata, ma la capacità di accumulo effettivamente connessa alla rete. Se non cresce in fretta, le moratorie come quella di McIntosh diventeranno il termometro di una transizione che avanza a due velocità: lì dove l’elettricità si può spostare nel tempo, e lì dove l’opposizione locale frena tutto.




