Il sorpasso del solare sul carbone non basta: la generazione da fossile cresce ancora.

Per la prima volta, il calo del consumo di petrolio ha fatto scendere le emissioni complessive della Cina. Nel secondo trimestre 2026, le emissioni di CO2 della Cina sono scese dell’1%, ma non per il carbone: il consumo cinese di petrolio è crollato del 9% complessivo e il consumo di petrolio per i trasporti del 16%.

Il calo delle emissioni è arrivato nonostante la ripresa della generazione a carbone. Nel settore elettrico, il consumo di carbone è cresciuto del 2,4%. A spingere il carbone è stata anche la riduzione forzata di solare ed eolico: quando la rete non assorbe l’elettricità rinnovabile, le centrali fossili restano accese.

Eppure la Cina si avvicina a un traguardo. Secondo le autorità di Pechino, la capacità di energia solare supererà quella delle centrali a carbone entro fine settembre 2026. L’installato fotovoltaico supererà il carbone nel terzo trimestre dello stesso anno.

Secondo Ye Jing, direttore della divisione Analisi dell’offerta e della domanda di energia del Cec, “le nuove fonti energetiche sono diventate un pilastro fondamentale, con l’energia eolica e fotovoltaica in continua espansione e la loro capacità installata in costante crescita. L’energia solare sarà la principale fonte energetica del Paese”.

La crescita delle rinnovabili è sostenuta da progetti di ammodernamento delle interconnessioni di rete, dal maggiore utilizzo degli impianti di accumulo e dall’ottimizzazione del sistema energetico nazionale. Secondo il report Ember, nel 2025 la generazione da carbone in Cina è scesa dell’1,2% (-71 TWh) non per una contrazione economica, ma per l’espansione delle rinnovabili.

Quando il sole non c’è

Il sorpasso sulla capacità installata non equivale a un sorpasso sulla produzione. Il fotovoltaico produce quando c’è sole, mentre il carbone garantisce la base e il bilanciamento. La riduzione forzata di solare ed eolico è stata uno dei fattori che ha spinto le centrali a carbone a restare accese. Questo è il punto: la Cina ha smesso di bruciare più petrolio, non più carbone.

Il crollo del petrolio che maschera il carbone

Il calo delle emissioni di CO2 del secondo trimestre 2026 è spiegato quasi interamente dal petrolio.

Il consumo di petrolio è sceso del 9% complessivo e del 16% per i trasporti, un effetto della diffusione dei veicoli elettrici e di altri cambiamenti nella mobilità. Ma se si guarda al settore elettrico, il quadro è diverso: il carbone cresce, le rinnovabili vengono tagliate fuori quando la rete non le assorbe. L’entusiasmo per il sorpasso solare rischia di nascondere il fatto che la transizione elettrica cinese è ancora incompleta.

Il numero da tenere d’occhio

Nei prossimi mesi, il dato che conta non è la capacità installata, ma la generazione termoelettrica. Se il carbone continuerà a crescere mentre il solare raggiunge il sorpasso, il traguardo sarà solo sulla carta. La variazione della generazione a carbone nel terzo trimestre 2026 è il numero da guardare: se resterà positiva nonostante il sorpasso solare, la transizione sarà ancora una promessa.