Nel secondo trimestre 2026 gli Stati Uniti hanno aggiunto 20,2 GWh di stoccaggio, il balzo più grande mai registrato

Il 74% dei gigawattora di batterie installati negli Stati Uniti nel secondo trimestre 2026 è finito in stati che nel 2024 hanno votato per Donald Trump, come emerge dalla geografia dello stoccaggio del secondo trimestre. È il dato che spiazza: la batteria non è più un simbolo di parte, ma un’infrastruttura di sistema.

Nel trimestre gli Stati Uniti hanno aggiunto 20,2 gigawattora di capacità di stoccaggio, il più grande balzo mai registrato. Il primo semestre 2026 chiude a 30,8 GWh di installazioni, secondo il report U.S. Energy Storage Market Outlook Q3 2026 di SEIA e Benchmark Mineral Intelligence.

Più del 10% di tutta la capacità di stoccaggio oggi in funzione negli Stati Uniti è entrata in rete solo in quel trimestre, riporta il report U.S. Energy Storage Market Outlook. Su scala industriale, la capacità è quasi raddoppiata da 88 GWh a 165 GWh nei primi 18 mesi dell’amministrazione Trump, sempre secondo il report sul record di stoccaggio.

Il contesto globale aiuta a capire la direzione. Nel 2025 le rinnovabili hanno generato più elettricità del carbone per la prima volta: 10.730 TWh contro 10.476 TWh, secondo i dati del sorpasso delle rinnovabili sul carbone. E la politica non è sparita: esiste un super PAC nato per colpire gli avversari politici dell’energia pulita, ricostruito nel quadro della transizione energetica statunitense.

L’Arizona prende il comando

Il fatto nuovo è geografico. L’Arizona ha guidato il paese con 6,2 GWh di nuove installazioni di stoccaggio, il trimestre più forte mai registrato per un singolo stato. Il Texas ha aggiunto 3,8 GWh di stoccaggio e la California 3,6 GWh.

Shan Tomouk, BESS & Energy Lead presso Benchmark Minerals, lo dice chiaramente, nel report U.S. Energy Storage Market Outlook:

Stiamo vedendo una forte crescita del pipeline in Arizona, Nevada, Oregon, Colorado e molti altri stati.

Dalla capacità alla produzione

Il rapporto tra capacità e produzione si fa concreto: il contributo dello stoccaggio a batteria alla rete indica che nei primi otto mesi del 2026 le batterie hanno fornito più elettricità che in tutto il 2025. I gigawattora installati cominciano a essere usati davvero nei momenti di picco.

I progetti su scala industriale hanno dominato il trimestre: 17,9 GWh di stoccaggio utility-scale sui 20,2 GWh complessivi. E la manifattura segue: due nuovi impianti di celle per batterie in Ohio e Tennessee e un impianto di moduli da 50 GWh in Texas, come indicato dalla nuova capacità produttiva di batterie.

Tim Pawlenty, presidente e CEO di SEIA, usa il linguaggio dell’affidabilità, non dell’ideologia:

Questa crescita record evidenzia che lo stoccaggio è un potente strumento di affidabilità che rafforza la nostra sicurezza energetica, soddisfa la domanda crescente e mette una pressione al ribasso sulle bollette elettriche.

La dichiarazione è riportata dal report sul record di stoccaggio.

Il numero per i prossimi mesi

La domanda ha superato le aspettative: le previsioni fino al 2030 sono salite dell’11,5%, a 683 GWh di capacità di stoccaggio. Se il ritmo del secondo trimestre diventasse strutturale, l’anno in corso supererebbe i 60 GWh, dopo i 30,8 GWh del primo semestre.

Il prossimo dato da osservare è la tenuta di Arizona e Texas, non la retorica. La batteria è già diventata un asset di sistema. E i numeri dicono che la politica può rallentarla, ma finora non l’ha fermata.