Il valore delle auto a benzina usate crolla mentre quello delle elettriche sale, ridisegnando il mercato dell’usato
George e Jeanette hanno più di ottant’anni. A luglio hanno comprato una Leapmotor B10 Design. Non sono due attivisti del clima né due tecnofili: sono una coppia di pensionati che ha fatto il conto di cosa costa davvero tenere un’auto. La loro scelta ci dice più di mille report sulle vendite di nuove elettriche. La trincea della transizione non è in fabbrica, è nel piazzale dell’usato.
Il conto cinese: termiche invendibili e NEV che tengono il valore
Guardate la Cina, il mercato più avanti. Da gennaio ad aprile 2026, le transazioni di NEV usati in Cina hanno raggiunto 547.900 unità, +29% su base annua. I valori di rivendita dei NEV usati in Cina sono aumentati di circa il 30%. Nel frattempo, i concessionari cinesi hanno definito le ‘invendibili’.
Un concessionario ha riferito che perde quasi il 10% al mese, con una perdita di 30.000 RMB (circa $4.400). Un’auto venduta di recente per 300.000 RMB è stata rivenduta a 200.000 RMB, un crollo del valore della termica usata che racconta il mercato. In Cina, i valori residui a tre anni delle auto a benzina sono scesi a circa il 46%.
Attenzione a un dettaglio: i NEV sono il 63% delle nuove vendite, ma la quota dei NEV nel mercato dell’usato è solo dell’8,57%. C’è spazio per chi vende, ma il mercato dell’usato elettrico è ancora giovane. E chi oggi tiene un’auto a benzina usata in Cina sta già vedendo il suo valore evaporare.
La scommessa americana: un’auto da $50.000 che diventa un problema da $5.000
Negli Stati Uniti, l’economista del sito CleanTechnica ha fatto una previsione precisa: entro il 2031, dice che un’auto a benzina o diesel varrà meno del costo di carburante, manutenzione e riparazioni per mantenerla. In pratica, tenerla diventa un costo netto, non un asset. L’autore spinge oltre: un’auto a benzina da $50.000 diventerà un problema da $5.000 entro cinque anni.
I numeri dell’usato elettrico già lo confermano. Le Nissan Leaf usate del 2024 costano tra $15.000 e $20.000. E uno studio dell’Università del Michigan ha rilevato che i veicoli elettrici usati hanno il costo totale di proprietà più basso negli Stati Uniti.
Non è una questione di ideologia, è aritmetica.
Per chi guadagna uno stipendio normale, l’autore spiega le tre opzioni per il guidatore medio nel 2031:
- Tenere l’auto a benzina pagata (costo $300 al mese)
- Venderla mentre ha ancora valore e comprare un EV usato economico da $10.000 con un prestito di 5 anni (costo totale $300 al mese)
- Una terza opzione non specificata nel testo
Il paradosso norvegese: nuovo quasi tutto elettrico, il parco resta termico
Chi dice “in Norvegia è tutto elettrico” dimentica il parco circolante. A Oslo, la capitale mondiale dell’elettrico, il 48,8% delle auto passeggeri era elettrico a fine 2025. Nel primo semestre 2026, la transizione norvegese all’elettrico ha portato la quota di nuove auto elettriche al 97,6%. Eppure, più del 60% della flotta termica norvegese brucia ancora carburante.
Questo significa che la transizione non è un interruttore: si gioca sul parco esistente, su chi tiene l’auto vecchia. Ed è lì che il valore del termico comincia a sgretolarsi, prima in Cina, poi negli Stati Uniti, e presto anche da noi.
Se hai un’auto a benzina pagata, siediti e fai un conto mensile: carburante, tagliandi, eventuali riparazioni. Se il totale supera i 300 dollari al mese, stai già pagando per tenere un asset che perde valore. Se stai per comprare un usato termico, guarda i prezzi dell’usato elettrico: oggi una Leaf usata costa quanto una berlina media, ma con costi di gestione molto più bassi. Il piazzale sta già cambiando. Il problema non è se scegliere l’elettrico nuovo, ma se tenere in garage un termico che domani potrebbe non valere più niente.




