Lo studio pubblicato su Science quantifica il beneficio: rottamare subito un’auto a benzina riduce le emissioni cumulative del 44%
Nell’ultimo trimestre, in Europa, i profitti delle major petrolifere sono raddoppiati. Nello stesso momento, uno studio pubblicato su Science ha misurato il costo del rinvio: rottamare subito un’auto a benzina per un’elettrica riduce le emissioni cumulative del 44% e ripaga il debito di carbonio in tre anni. Il vecchio consiglio di “tenerla finché muore” si reggeva su un calcolo ormai superato.
Il carburante che continui a bruciare pesa più della batteria
Uno studio sul ciclo di vita tra elettrica e benzina ha isolato il punto: a contare non sono le emissioni di produzione della batteria, ma la quantità di carburante che il vecchio veicolo avrebbe continuato a bruciare. Lo studio su Science ha confrontato tre scenari di ciclo di vita: durata completa di 16 anni, ritiro a 11 anni e ritiro a 2 anni. Nel caso di ritiro anticipato il beneficio diventa una riduzione del 44% delle emissioni cumulative e un periodo di ammortamento del carbonio di tre anni.
Non è un pareggio rimandato. Lo studio afferma che i benefici ambientali della sostituzione iniziano già dal primo giorno di vita del veicolo a combustione interna. Jesse Smith, della rivista Science, ha spiegato che i benefici energetici dello scambio con un’elettrica iniziano ad accumularsi dal primo giorno, e che la sostituzione all’inizio del ciclo di vita fornisce costantemente riduzioni delle emissioni di gas serra. Le considerazioni finanziarie sulla sostituzione influenzeranno quando le persone sceglieranno di cambiare, ma dal punto di vista delle emissioni non è quasi mai troppo presto per cambiare.
Chi guadagna davvero mentre il termico invecchia
La convenienza climatica della sostituzione precoce convive con un mercato che spinge nella direzione opposta. Antony Froggatt, direttore senior di T&E, parla di ingiustizia: le major abbandonano l’energia verde mentre i guidatori pagano il conto dei loro profitti record. La denuncia di T&E arriva insieme a un altro dato: una precedente ricerca di T&E stima che il conflitto con l’Iran peserà sui guidatori di benzina cinque volte più che su quelli elettrici.
Il numero da guardare adesso non è il litio
Negli Stati Uniti, il trasporto personale è il maggiore emettitore di gas serra, sopra l’intera industria aerea. Se il quadro regge anche in Europa, l’età media del parco auto diventa la variabile chiave: ogni anno in più di un termico è carburante bruciato che non si recupera con una batteria più efficiente. Il prossimo numero da tenere d’occhio non è il prezzo del litio: è il rapporto tra profitti petroliferi e prezzo medio delle elettriche usate. Se i profitti restano alti e le elettriche usate scendono, la finestra per non rottamare si chiude ancora più in fretta.




