Le emissioni della batteria si ripagano in circa tre anni, ma solo sopra una soglia minima di chilometri annui

Avete presente quella mattina in cui la vecchia auto a benzina non parte e cominciate a fare due calcoli: ripararla ancora o passare all’elettrico? Il dubbio non è solo economico. C’è sempre quella voce che dice: e se produrre la batteria inquinasse più di quanto risparmio in anni di guida? Un nuovo studio sulla rottamazione ribalta questa domanda, ma con una risposta scomoda: dipende da quanto guidate davvero.

Lo studio, che analizza il ciclo di vita di un veicolo a combustione sostituito con un’elettrica, ha trovato che a contare non sono le emissioni di produzione della batteria, ma la quantità di carburante che il vecchio veicolo avrebbe continuato a bruciare. Le differenze nell’efficienza operativa del veicolo hanno creato più del doppio della variabilità rispetto alla batteria, come emerge dall’analisi sull’efficienza operativa del veicolo.

Cosa succede davvero se rottami oggi

Per un SUV rappresentativo ponderato per la produzione sulla media della rete elettrica statunitense, la riduzione delle emissioni cumulative è stata del 44% nel periodo di 16 anni dello studio. Il debito di carbonio della produzione dell’EV sostitutivo viene ripagato in circa tre anni grazie alle minori emissioni operative, come mostra il debito di carbonio. La gamma completa dei risultati variava da una riduzione dell’82% a un aumento del 77% in casi estremi deliberati, secondo i risultati dello studio.

Ma c’è un punto che molti saltano: le soglie di chilometraggio.

Lo studio ha trovato che sotto le emissioni di produzione dell’EV sostitutivo non vengono recuperate: circa 7.054 km per le auto, 6.837 km per gli SUV e 10.794 km per i camion. La soglia media nel caso dei ricercatori era di circa 20.000 km, secondo i ricercatori dello studio.

Il vantaggio climatico può scomparire quando il consumo di elettricità dell’EV supera circa 30 kWh per 100 km e le emissioni della rete superano i 500 kg di CO2 per MWh, come mostrano le condizioni operative limite.

E la rete? Quanto pesa davvero?

Qui entra in gioco la pulizia della rete. La produzione solare è stata fino al 17% più alta nei giorni di ondata di caldo rispetto ad altri giorni di giugno e luglio, secondo la produzione solare. La produzione solare record ha aiutato a coprire l’aumento della domanda durante le ore diurne, come riporta la produzione solare record. Lo stoccaggio a batteria può trasportare elettricità economica nella sera, quando la domanda di raffreddamento è ancora alta e la rete è più esposta a costosa energia termica, come evidenzia lo stoccaggio a batteria.

In Italia, le rinnovabili elettriche hanno coperto il 46,6% della domanda il 14 agosto, come documenta il report sulle rinnovabili.

Quando non conviene, e quando sì

Chiudiamo con cosa significa per voi. Se fate meno di circa 7.000 km all’anno con l’auto, sostituire un benzina funzionante con un’elettrica può peggiorare il clima. Il debito di carbonio della nuova batteria non viene ripagato dai pochi chilometri percorsi. Non è un invito a tenere il vecchio diesel per sempre, ma a fare un conto onesto: se fate 10.000 km l’anno e la vostra rete locale è pulita, il passaggio conviene e il debito si ripaga in circa tre anni. Se fate 5.000 km e l’auto nuova consuma più di 30 kWh per 100 km, fermatevi un attimo: forse la scelta migliore per il clima (e per il portafoglio) è aspettare, usare l’auto attuale e passare all’elettrico solo quando i chilometri e la rete giocano a favore.