La dichiarazione One Health nelle Americhe prova a tradurre in azione un accordo globale

Un milione e 270mila morti all’anno. È il bilancio, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, della resistenza antimicrobica (AMR). Ed è soltanto una voce di un passivo molto più ampio, quello delle malattie che transitano dagli animali all’uomo.

Il conto salato delle zoonosi

Il 60 per cento delle malattie infettive umane conosciute è di origine zoonotica; quasi il 75 per cento di quelle emergenti prende avvio tra animali domestici o selvatici. Ogni anno le malattie di origine alimentare causano circa 1,5 milioni di morti nel mondo, 78mila soltanto nelle Americhe. Davanti a queste cifre, nei giorni scorsi l’annuncio del Quadripartito – l’alleanza che riunisce Fao, Woah, Oms/Paho e Unep – segnala la firma di una dichiarazione congiunta per rafforzare il coordinamento regionale sotto l’approccio One Health nelle Americhe, il primo accordo di questo tipo. Ma i numeri globali nascondono storie locali – e perdite che si misurano in dollari.

La mosca che costa cara (e la mucca da 950 dollari)

Dai grandi numeri ai casi di campo. Nelle Americhe la mosca della carne del Nuovo Mondo continua a diffondersi, richiamando l’attenzione dell’Organizzazione mondiale per la salute animale (Woah), che sollecita una collaborazione rafforzata tra i settori zootecnici e le frontiere. Non è soltanto un problema veterinario: è una spesa che si accumula sulle spalle degli allevatori.

A questi danni si aggiungono quelli dell’influenza aviaria H5N1. In una mandria da latte dell’Ohio, una perdita media di 950 dollari per vacca – stando a uno studio pubblicato su Nature Communications – ha portato a un onere complessivo di 737.500 dollari, tra calo della produzione di latte e decessi. Non è un incidente confinato: la circolazione del virus tra i bovini impone un ripensamento dei sistemi di sorveglianza che metta insieme sanità animale, sanità pubblica e ambiente. Con questi numeri sul tavolo, cosa cambia davvero dopo la firma?

Dopo l’inchiostro, il mercato

La dichiarazione arriva dopo anni di policy. Già nel settembre 2021, la Paho aveva adottato una politica One Health durante la pandemia di COVID-19. Nel marzo 2022, i direttori generali di Fao, Woah (allora Oie), Unep e Oms avevano firmato un Memorandum of Understanding che trasformava la Tripartita in Quadripartita, un patto che ora cerca di prendere forma operativa nei territori. La nuova dichiarazione regionale è il tentativo di calare quell’architettura su un continente dove la mosca della carne e l’influenza aviaria mandano segnali di prezzo crescenti.

Il vero banco di prova non sarà l’inchiostro, ma il monitoraggio: quante risorse verranno effettivamente dirottate verso la prevenzione delle zoonosi, a partire dai sistemi di allerta precoce per le malattie trasmesse dagli alimenti che già oggi causano 78mila decessi l’anno nelle Americhe? La risposta si misurerà nei prossimi mesi, non nelle sale conferenza.

Il mercato delle malattie non aspetta la burocrazia: il prossimo focolaio è già in incubazione.