La conversione dell’impianto da 3,5 miliardi riflette il crollo delle vendite EV in Nord America, scese del 27% a luglio

A New Carlisle, in Indiana, le prime celle che escono dalla linea non sono destinate a un pick-up elettrico ma a un container di accumulo per la rete. Samsung SDI ha già iniziato a produrre negli Stati Uniti celle NCA destinate allo storage, mentre General Motors ha ceduto a Samsung SDI la sua quota nella joint venture che sta costruendo la fabbrica di batterie a New Carlisle, in Indiana. L’obiettivo dichiarato è portare la capacità produttiva statunitense per l’ESS a circa 30 GWh annui entro la fine del 2026.

Non un’auto elettrica, ma la rete elettrica è il cliente finale.

Il crollo che spiega tutto

Le vendite di EV in Nord America a luglio 2026 sono scese del 27% su base annua a 140.000 unità, secondo il report Benchmark sulle vendite EV globali. Nei primi sette mesi dell’anno il totale è stato di 900.000 unità, il 18% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Negli Stati Uniti il calo è stato ancora più marcato: oltre il 30% a luglio.

Benchmark attribuisce il crollo nordamericano alla perdita del supporto federale alle EV e a un contesto normativo indebolito, oltre al confronto difficile con la corsa all’acquisto dell’estate scorsa prima che il credito d’imposta federale venisse eliminato dall’amministrazione Trump il 30 settembre 2025, come spiega l’analisi di Benchmark sulle cause del crollo.

Nel frattempo, il prezzo medio di transazione delle nuove EV a luglio 2026 ha registrato il primo aumento annuo da dicembre 2025, come riporta l’analisi Electrek sui prezzi delle EV. Gli incentivi sono scesi del 24,3% rispetto a luglio 2025, pari all’11,8% del prezzo medio di transazione.

Un doppio segnale: i listini salgono e gli sconti si restringono.

Da gigafactory per auto a hub di celle per storage

L’operazione trasforma l’impianto da 3,5 miliardi di dollari nella prima fabbrica di batterie nordamericana interamente controllata da Samsung SDI. L’accordo fra GM e Samsung SDI risale al 2023 ed era stato formalizzato nell’agosto 2024, come previsto da l’accordo GM-Samsung del 2023. GM ha deciso di uscire dalla joint venture e non sarà più proprietaria dell’impianto, ma manterrà una relazione industriale con Samsung SDI. L’uscita di GM dalla joint venture segna una discontinuità: la fabbrica non produrrà celle per auto, ma per lo storage stazionario. Samsung SDI prevede di aggiungere presto nuove linee per celle LFP, affiancandole alle attuali NCA.

70% medio annuo: l’accumulo accelera

Secondo un recente articolo dell’EIA, l’accumulo di batterie su larga scala è cresciuto in media del 70% negli ultimi tre anni. Sviluppatori e aziende di servizi pubblici hanno aggiunto 8,3 gigawatt di capacità solo nei primi sei mesi di quest’anno, e l’agenzia afferma che il paese potrebbe aggiungere altri 14 gigawatt entro l’inizio del 2027. Nel frattempo, Samsung SDI ha già ottenuto negli Stati Uniti un contratto ESS da circa 1 miliardo di dollari, con forniture previste dal 2026 al 2029.

Per chi installa o gestisce impianti di accumulo, la notizia ha due facce. Da un lato, una capacità produttiva statunitense dedicata all’ESS, con celle NCA già in produzione e celle LFP in arrivo, riduce i tempi di consegna e può calmierare i prezzi delle celle. Dall’altro, la chimica NCA, nata per l’automotive, non è ottimale per tutti i cicli di carica profondi, e solo l’arrivo delle LFP darà un’alternativa più adatta allo stoccaggio di lunga durata. Il vero trade-off è tra densità energetica e durata ciclica: chi gestisce sistemi di accumulo dovrà valutare caso per caso.