La differenza emerge lontano dalle colonnine, tra montagna e campeggi isolati
Hai comprato un’auto elettrica, magari ci hai già fatto due o tre weekend fuori porta, e adesso sogni una vacanza in campeggio senza pensieri. Poi scopri che esistono due roulotte pensate proprio per te. La prima si chiama Pebble Flow ed è completamente elettrica: niente benzina, niente bombole di GPL, niente rumore. L’altra è l’Evotrex-PG5, e ha una particolarità che a prima vista sembra una sconfitta: un generatore a gas montato di serie. La scelta fra le due non è scontata, e i dati raccolti sul campo raccontano una storia più sfumata di quanto suggeriscano gli slogan, come spiega un’analisi di CleanTechnica pubblicata ieri.
Due roulotte, due mondi
Partiamo da quello che vedresti in un concessionario. La Pebble Flow è elegante, minimalista, e si presenta con un pacco batteria da 45 kilowattora, stando a quanto riportato da un articolo di CNET di inizio 2025. Se vuoi renderla ancora più indipendente, esiste il Magic Pack, un pacchetto opzionale che aggiunge due motori elettrici per assistere la trazione e recuperare energia in discesa. Il messaggio è chiaro: zero combustibili fossili, nessun generatore ronzante, potenza per giorni, come recita il produttore stesso sul sito ufficiale di Pebble.
Dall’altro lato c’è l’Evotrex-PG5, che ha un approccio completamente diverso. Il suo sistema energetico unificato unisce una batteria litio-fosfato da 43 kWh, pannelli solari da 1,5 kW e, appunto, un generatore a gas ultra-efficiente chiamato Horizon, come descritto in un articolo di The Verge. L’idea è semplice: se sei in mezzo al nulla e la batteria del tuo pick-up elettrico è scarica, il generatore del rimorchio la ricarica. Può farlo in corrente alternata a 6,6 kW o addirittura in corrente continua a 60 kW, usando il connettore Tesla-NACS di cui ormai quasi tutti i modelli sono dotati. Sulla carta, la differenza vera fra le due roulotte non è l’estetica né il comfort: è come si comportano quando sei lontano da una colonnina.
La ricarica non è un dettaglio
Il problema non lo vedi in città, dove le colonnine abbondano. Lo scopri in montagna, o davanti a un supercharger affollato con una roulotte al traino. Chi scrive ha accumulato oltre 13.000 miglia di traino con veicoli elettrici, passando da una Bolt EUV a un Silverado EV, visitando parchi nazionali, statali e piazzole sperdute su terreni pubblici. L’esperienza diretta mette a nudo i limiti delle soluzioni solo elettriche.
Pebble può essere ricaricata in corrente continua, il che sulla carta risolve il problema dei tempi. Ma nella pratica introduce un intoppo logistico non banale. In una piazzola pull-through con cavi sufficientemente lunghi, collegare sia il pick-up sia il rimorchio è fattibile. In tutte le altre stazioni – cioè la stragrande maggioranza di quelle esistenti – la procedura è un’operazione a ostacoli: devi fare retromarcia con il rimorchio, attaccarlo alla colonnina, sganciarlo, spostare il camion nella piazzola accanto, caricarlo, e poi riagganciare tutto per ripartire. L’analisi apparsa ieri su CleanTechnica lo spiega senza giri di parole: è un processo macchinoso che scoraggia chiunque abbia provato a farlo una volta con la famiglia al seguito.
Il generatore a gas dell’Evotrex, invece, taglia il nodo. Non puoi ricaricare il rimorchio a una stazione DC veloce, ma non ne hai nemmeno bisogno: quando la batteria del camion scende, il generatore si accende e la riporta su. È un compromesso, certo. Significa portarsi dietro un po’ di benzina o GPL, e accettare un rumore di fondo che la Pebble elimina del tutto. Ma è anche una flessibilità che, con l’infrastruttura attuale, ha un valore pratico misurabile.
I numeri del mercato delle batterie aggiungono un tassello importante. I prezzi dei pacchi batteria sono scesi sotto i 110 dollari per kWh, e le tecnologie di nuova generazione – celle semi-solide e allo stato solido – stanno raggiungendo densità di 350-400 Wh/kg nei test su veicoli reali. Significa che fra qualche anno avremo batterie più leggere ed economiche, ma oggi la capacità installata su questi rimorchi (43-45 kWh) è quella che è: sufficiente per alimentare i servizi di bordo, non abbastanza da garantire l’autonomia del veicolo trainante senza aiuti esterni se guidi per ore in zone remote.
Il compromesso che non ti aspetti
Forse stai pensando che un generatore a bordo sia una resa, l’ammissione che l’elettrico puro in campeggio ancora non funziona. Ma se cambi prospettiva, la scelta diventa meno ideologica e più concreta. Tutto dipende da come e dove viaggi davvero.
Se il tuo raggio d’azione sono i campeggi attrezzati, con colonnine nel raggio di pochi chilometri, Pebble Flow è la soluzione più pulita e coerente. Non emetti fumi, non compri carburante, e il Magic Pack opzionale può persino ridurre i consumi del tuo pick-up. Ma se programmi soste in aree di sosta libere, parchi naturali poco serviti o tragitti lunghi nell’entroterra, il generatore dell’Evotrex-PG5 non è una sconfitta tecnologica: è una rete di sicurezza. Ti evita di ritrovarti con il camion scarico a 50 chilometri dalla prima colonnina, magari di notte e con temperature in discesa.
Nessuna delle due roulotte è perfetta per tutti. Pebble ti chiede di accettare manovre e tempi aggiuntivi quando devi fare il pieno di elettroni in viaggio. Evotrex ti chiede di accettare un po’ di rumore e un rabbocco di carburante occasionale. La differenza la fa l’itinerario: se quest’estate parti con l’auto elettrica e una roulotte al gancio, non guardare solo l’etichetta «100% elettrico». Conta le colonnine che troverai lungo la strada e decidere di conseguenza.




