I dati del 2025 e del primo semestre 2026 mostrano un sorpasso netto nelle vendite globali di veicoli elettrici

Guardare il listino prezzi di un’auto elettrica oggi è un’esperienza diversa rispetto a solo un paio d’anni fa. Il mio colpo di scena personale è stato trovare un SUV cinese con più autonomia di una Model Y a quasi 8.000 euro in meno. È in quel momento che scatta una domanda molto concreta: chi è BYD e perché sta vendendo più di Tesla? L’istinto rimane quello di guardare al marchio che ha inventato il segmento, ma i numeri raccontano una storia diversa e, per chi deve mettere mano al portafoglio, vale la pena ascoltarla.

Il dubbio in concessionaria

Entrare oggi in una concessionaria o anche solo navigare tra i configuratori online significa scontrarsi con un panorama commerciale che fino a ieri non esisteva. I marchi cinesi sono ovunque, con BYD in prima fila. Proporre un crossover spazioso, ben rifinito e con oltre 500 chilometri di autonomia reale è ormai la normalità, non l’eccezione. E i listini lo riflettono: il confronto non è più tra una Tesla e il nulla, ma tra opzioni diverse, dove il risparmio può essere sensibile. Fidarsi, però, è un’altra cosa. Tesla rappresenta ancora la scelta rassicurante, quella con una rete di ricarica proprietaria e una comunità di utenti consolidata. La domanda che sorge spontanea, girando tra schede tecniche e preventivi, è se questa diffidenza verso il nuovo sia ancora giustificata o se ci stiamo perdendo un’occasione concreta di spendere meno e avere di più, semplicemente per abitudine.

Numeri che parlano chiaro

I dati dicono che il cambiamento è profondo e sono più eloquenti di qualsiasi spot pubblicitario. L’ultimo dato disponibile, diffuso da Bloomberg e riportato nei giorni scorsi, certifica che BYD ha consegnato 557.090 veicoli completamente elettrici nel secondo trimestre del 2026. Nello stesso arco di tempo, a fronte di un trimestre che Tesla chiuderà e comunicherà solo più avanti, rimangono impresse le difficoltà dei primi mesi dell’anno. Nel primo trimestre del 2026, i dati Q1 2026 Tesla avevano registrato appena 358.023 veicoli consegnati. Un dato insufficiente non solo rispetto al rivale cinese, ma anche per assorbire la propria capacità produttiva: al 31 marzo 2026, Tesla aveva già prodotto 50.363 veicoli in più di quanti fosse riuscita a venderne.

Questa forbice tra produzione e domanda non è un incidente di percorso. Già nel 2025, BYD ha superato Tesla come più grande produttore mondiale di veicoli completamente elettrici per l’intero anno. Il colosso cinese ha chiuso il 2025 con 2.254.714 unità vendute, segnando un balzo del 27,9% su base annua. Le vendite all’estero hanno superato per la prima volta il milione di unità, con un incremento del 150% rispetto all’anno precedente, un’espansione aggressiva che ridefinisce le gerarchie globali. Tesla, al contrario, ha raggiunto il suo picco di 1,81 milioni di consegne già nel 2023, per poi scendere a 1,79 milioni nel 2024, invertendo una traiettoria di crescita che sembrava inarrestabile.

Il sorpasso non è confinato ai mercati emergenti o alla sola Cina. BYD ha superato Tesla in Europa a febbraio 2026 per il secondo mese consecutivo: 17.954 immatricolazioni contro 17.664. In un mercato tradizionalmente ostico per i costruttori extraeuropei, le vendite di BYD sono aumentate del 162% su base annua. Davanti a queste cifre, il dubbio per chi è seduto in concessionaria o sta configurando la propria auto online diventa inevitabile: conviene ancora puntare tutto su Tesla?

Cosa conviene fare oggi

Il confronto non è più tra una Tesla e il nulla, ma tra diverse opzioni concrete. E la scelta oggi si basa su criteri più pragmatici di un tempo. Sul prezzo, BYD è spesso in vantaggio: la differenza reale di listino, come nel caso del SUV con 8.000 euro di scarto sulla Model Y, è la norma per alcuni modelli. Sull’autonomia, i costruttori cinesi hanno colmato il gap, con batterie Blade e ottimizzazioni che in molti test reali pareggiano o superano i modelli americani equivalenti. Sulla disponibilità, BYD produce e consegna senza le attese che hanno caratterizzato Tesla in passato, e questo è un fattore decisivo quando si ha bisogno dell’auto.

Restano, è giusto esserne consapevoli, i rischi aperti. La rete di assistenza BYD è in costruzione, mentre Tesla ha una presenza capillare consolidata. L’esperienza di guida e il software sono il punto forte su cui Tesla mantiene un vantaggio tangibile, con aggiornamenti via etere rodati e un’interfaccia difficile da replicare. E c’è la questione della tenuta del valore dell’usato: il mercato secondario per i marchi cinesi è ancora tutto da formare, un’incognita per chi compra nuovo e programma una rivendita futura. Chi sceglie BYD oggi deve farlo con la consapevolezza di questi elementi, ma anche con la certezza di non comprare più un prodotto di nicchia: compra l’auto di chi ha venduto più elettriche pure di chiunque altro nel 2025 e continua a farlo nel 2026.

Il mercato dell’auto elettrica non è più un monologo di Tesla. Oggi scegliere significa valutare alternative concrete che spesso battono il pioniere su prezzo, autonomia e disponibilità. Non è un addio a Tesla, che resta un riferimento per tecnologia e rete di ricarica, ma l’arrivo di una concorrenza che fa bene a tutti, acquirenti compresi. Per chi deve acquistare oggi, ignorare BYD non è una scelta prudente: è rinunciare a priori a un risparmio concreto e a un prodotto che i numeri dicono essere già il preferito di milioni di automobilisti nel mondo.