Il programma sostiene le imprese che trasformano gli scarti in risorse, con tutoraggio e accesso ai finanziamenti

Immaginate di osservare un cumulo di scarti vegetali e di vedere, anziché un problema da smaltire, la materia prima per un nuovo compost. O di raccogliere vecchie racchette da tennis, palloni sgonfi e tute da calcio e pensare a un mercato di scambio, non a una discarica. A Washington, due idee così hanno appena ottenuto un riconoscimento importante e, con un po’ di attenzione, iniziative analoghe potrebbero presto arrivare anche nel vostro quartiere. A metà luglio il Dipartimento dell’Ecologia dello Stato di Washington ha pubblicato i risultati del NextCycle Washington Pitch Showcase, la competizione che mette in gara i migliori progetti di economia circolare. L’evento si era tenuto lo scorso 4 maggio al Tulalip Resort Casino: 15 squadre hanno presentato le loro idee davanti a potenziali investitori e due di loro sono tornate a casa con il premio principale.

Dal campo alla racchetta: due idee che ridanno vita ai rifiuti

Il riconoscimento più alto nella categoria Material Solutions è andato alla Central Washington University di Ellensburg. Il team dell’ateneo ha sviluppato un’infrastruttura di compostaggio in loco presso la Wildcat Farm, l’azienda agricola del campus. Funziona così: gli scarti vegetali della fattoria vengono trasformati in compost direttamente sul posto, eliminando i costi di trasporto e creando un fertilizzante che torna a nutrire il terreno. Per l’università significa ridurre le spese di gestione dei rifiuti e, allo stesso tempo, chiudere il ciclo dei nutrienti senza dover acquistare ammendanti esterni.

Nella categoria Technology Solutions, invece, il primo premio è finito a Next Rep, una piccola realtà con sede a Poulsbo, nella contea di Kitsap. Next Rep ha creato un mercato comunitario online per attrezzature sportive usate: chi ha una racchetta in buono stato, un paio di scarpe da running ancora utilizzabili o un set di mazze da golf che non usa più può donarle, metterle in vendita o scambiarle. L’aspetto interessante è che parte dei proventi sostiene direttamente le squadre giovanili del territorio. Invece di accumulare polvere in garage o, peggio, finire in discarica, l’attrezzatura torna in circolo generando un doppio beneficio: economico per chi vende, e ambientale per la comunità.

NextCycle Washington: la rete che trasforma i rifiuti in risorsa

Quando si leggono storie come queste, viene spontaneo chiedersi se siano iniziative isolate o il frutto di una strategia più ampia. La risposta è la seconda. NextCycle Washington non è un concorso di idee fine a se stesso, ma un programma strutturato che aiuta singoli, imprese e organizzazioni a trasformare un’intuizione in un progetto concreto, offrendo tutoraggio, visibilità e accesso a finanziamenti. L’evento del 4 maggio ha richiamato più di cento partecipanti, dimostrando che il tessuto imprenditoriale e associativo della regione guarda con interesse all’economia circolare. Le quindici squadre in gara coprivano settori molto diversi: dall’edilizia al tessile, passando per l’organico e la tecnologia applicata al riuso.

Dietro all’iniziativa c’è una collaborazione pubblico-privata consolidata. NextCycle Washington è nato da un finanziamento iniziale della Divisione Rifiuti Solidi della Contea di King e oggi può contare sul sostegno congiunto della stessa Contea di King, del Dipartimento dell’Ecologia statale, del Washington Recycling Development Center, di Seattle Public Utilities e del Dipartimento del Commercio dello Stato di Washington. Non si tratta di un semplice patrocinio: i partner offrono risorse tecniche, connessioni con investitori e un percorso di incubazione che segue i team passo dopo passo.

La filosofia di fondo è stata riassunta da Heather Bartlett, responsabile del programma: «costruiamo un ambiente migliore e un’economia migliore», ha dichiarato. L’idea è che la riduzione dei rifiuti non debba essere un costo sociale o un obbligo normativo, ma un’opportunità per creare posti di lavoro e valore economico locale. Un approccio che non è un esperimento isolato: a riprova della solidità del modello, basta guardare a quanto accade in altri Stati. Il NextCycle Michigan, annunciato per la prima volta nel 2020, ha già accompagnato 90 diversi team lungo lo stesso percorso, generando una pipeline di progetti che spaziano dal riciclo della plastica agricola al recupero di materiali da costruzione. I numeri del Michigan confermano che, quando un programma di questo tipo si radica, i risultati arrivano.

Prossima fermata: candidature aperte da fine estate

Con l’arrivo dell’autunno, si apre una nuova finestra per chiunque abbia un’idea di riciclo, riuso o riduzione dei rifiuti. Le domande per la Cohort 5 di NextCycle Washington saranno accettate a partire dalla fine dell’estate o dall’inizio dell’autunno 2026. Non è necessario essere un’azienda strutturata o disporre di capitali ingenti: il programma è pensato per intercettare soluzioni concrete, anche nate da un’intuizione individuale o da un’associazione locale. L’importante è avere un progetto che risponda a un bisogno reale e che possa generare un impatto misurabile sulla quantità di rifiuti prodotta o sulla loro valorizzazione.

Se nei prossimi mesi vi capitasse di imbattervi in uno scarto che vi sembra ancora utile, o in un materiale che potrebbe avere una seconda vita, prendete spunto da chi ha già trasformato quell’intuizione in un’impresa. Le candidature si apriranno a fine estate: tenete d’occhio il sito di NextCycle Washington e, nel frattempo, guardate ai progetti premiati come a un promemoria del fatto che, a volte, il primo passo verso un’economia più circolare parte proprio dal cassonetto sotto casa.