L’azienda ha accumulato 36 miliardi di debiti mentre beneficia di 5,6 miliardi in incentivi fiscali
Lo scorso anno, il terminal Calcasieu Pass di Venture Global — noto come CP1 — ha superato i limiti delle sue autorizzazioni ambientali 139 volte, un dato emerso dai regolatori statali e riportato da Inside Climate News. In media, una violazione ogni due giorni e mezzo. Eppure l’azienda non si è fermata: accanto ha già cominciato a costruire un secondo impianto, CP2, e continua a raccogliere incentivi pubblici mentre i pescatori locali accettano accordi al ribasso per tacere.
Uno sforamento ogni due giorni e mezzo
Il dato non è soltanto una statistica: nel suo primo anno di attività, CP1 ha rilasciato centinaia di migliaia di libbre di metano, monossido di carbonio, composti organici volatili e altre sostanze pericolose nell’aria della costa cameroniana. Metano che accelera il riscaldamento globale, composti che impattano sulla salute di chiunque respiri nei dintorni. Nel frattempo, l’acqua ha subito un’aggressione parallela. Lo stesso anno in cui CP1 sforava i limiti dell’aria, le operazioni di dragaggio per costruire CP2 — proprio accanto — hanno rilasciato fango e sedimenti nelle vie d’acqua del lago Calcasieu, uccidendo o danneggiando milioni di ostriche, come documentato dai pescatori e da una causa intentata da un allevamento ittico.
La cittadina di Cameron, già decimata dall’uragano Laura nel 2020, contava allora meno di 200 residenti; oggi i due terminal di Venture Global incombono su quel che resta del paese. Un tessuto sociale fragile, a cui l’inquinamento atmosferico e la distruzione dei banchi di ostriche sottraggono ciò che restava: la pesca. Ma come ha fatto un’azienda con questa fedina ambientale a diventare il secondo esportatore americano di gas naturale liquefatto?
Debiti, sussidi e guerra: come decolla un gigante del gas
La risposta è in una combinazione di ingegneria finanziaria aggressiva, incentivi statali e una finestra geopolitica favorevole. Venture Global ha accumulato oltre 36 miliardi di dollari di debiti per costruire i suoi impianti, scommettendo su una domanda globale di GNL in crescita. Nel frattempo, i due terminal operativi beneficiano di circa 5,6 miliardi di dollari in incentivi fiscali fino al 2040: lo aveva già calcolato il Sierra Club nel 2024, mettendo in luce quanto denaro pubblico stia sostenendo un’attività che lascia conti pesanti sul territorio.
L’azienda, fondata da Michael Sabel e Robert Pender, ha puntato su modelli costruttivi più rapidi ed economici rispetto a quelli dei competitor storici. La scommessa ha pagato: oggi è il secondo esportatore di GNL degli Stati Uniti, dietro soltanto a Cheniere, come riportato da CNBC. A gonfiare i profitti hanno contribuito anche le politiche permissive dell’amministrazione Trump e la guerra in Iran, che ha fatto schizzare i prezzi globali del gas naturale. Un’impennata che ha reso ogni carico di GNL più redditizio, riducendo la pressione a rispettare le consegne contrattualizzate — e forse anche i limiti ambientali. Eppure molti analisti avvertono che il boom del GNL si tradurrà prima o poi in un eccesso di offerta; se il crollo dei prezzi arrivasse mentre i debiti sono ancora in pancia, Venture Global — come altri con bilanci simili — potrebbe ritrovarsi in seria difficoltà.
L’espansione non si ferma, i contenziosi crescono
Mentre l’azienda offriva 20.000 dollari a un pescatore per il silenzio e la rinuncia a future cause legali, pianificava nuovi investimenti per decine di miliardi. Nel 2025, quando i pescatori hanno cominciato a denunciare i danni provocati dal dragaggio, Venture Global ha proposto accordi da ventimila dollari: chi accettava si impegnava a non fare causa e a non criticare pubblicamente l’azienda, come emerge da una copia dell’intesa ottenuta da Inside Climate News. Una strategia di low-cost dispute management che ha comprato un silenzio prezioso, proprio mentre le operazioni di costruzione di CP2 avanzavano.
Parallelamente, l’azienda è in arbitrato con clienti di peso come Shell, che la accusano di non aver consegnato i carichi di GNL previsti dai contratti a lungo termine firmati sull’impianto di Calcasieu Pass. L’arbitrato è noto da mesi e rischia di incrinare la reputazione contrattuale di un esportatore che, intanto, guarda avanti. Secondo le stime dell’Energy Information Administration, gli esportatori statunitensi prevedono di più che raddoppiare la capacità di liquefazione entro il 2029, aggiungendo 13,9 miliardi di piedi cubi al giorno. Venture Global è in prima fila con l’estensione di CP2 e possibili nuovi terminal.
Tenete d’occhio il 2029: la capacità di liquefazione USA raddoppierà, e con essa il numero di sforamenti ambientali. Senza un’autorità di controllo indipendente, a pagare sarà il Golfo del Messico.




