La nuova piattaforma BEV-N arriverà tra il 2028 e il 2029, mentre le immatricolazioni Chevy crollano del 36%
Nei giorni scorsi General Motors ha annunciato lo sviluppo di una nuova architettura per veicoli elettrici, nome in codice BEV-N, che dovrebbe arrivare sul mercato tra la fine del 2028 e l’inizio del 2029. L’annuncio — riportato da Electrek venerdì scorso — arriva in un momento delicato: stando ai dati diffusi a metà giugno, le immatricolazioni di veicoli elettrici Chevy sono diminuite del 36% su base annua, scendendo a quota 5.890 unità. Un paradosso che pesa sulla strategia del colosso di Detroit: mentre si progetta il futuro, il presente frana.
Progresso annunciato, vendite crollate
Il tempismo non potrebbe essere peggiore. General Motors dichiara di voler accelerare la transizione elettrica con una piattaforma di nuova generazione, ma i numeri raccontano una storia diversa: i concessionari faticano a piazzare i modelli attuali, la quota di mercato si assottiglia e il divario con i concorrenti — lo vedremo tra poco — si allarga mese dopo mese. Che cosa promette, esattamente, questa BEV-N? E perché arriva così tardi?
La scommessa BEV-N: più autonomia, più mani libere, ma nel 2029
La sigla non è casuale. BEV-N arriva dopo BEV2, lanciata nel 2017 con la Chevrolet Bolt EV, e BEV3, debuttata per l’anno modello 2023 con la Cadillac Lyriq. Secondo quanto riportato da GM Authority, la nuova piattaforma BEV-N rappresenta l’evoluzione successiva della strategia elettrica del gruppo e sarà utilizzata per la prossima generazione della Chevy Equinox EV, il primo veicolo a montarla, atteso tra la fine del 2028 e l’inizio del 2029. Un orizzonte che lascia a GM almeno due anni e mezzo di navigazione con le architetture attuali — le stesse che oggi faticano a convincere il mercato.
L’architettura BEV-N, secondo le indiscrezioni interne, dovrebbe arrivare entro la fine del decennio. Nel frattempo, GM ha confermato anche un salto tecnologico nella guida assistita: la guida senza occhi in autostrada, che a partire dal 2028 debutterà sulla Cadillac Escalade IQ per poi essere estesa ad altri veicoli del gruppo. Funzioni ambiziose, ma con un problema di fondo: quando BEV-N sarà realtà, saranno passati quasi tre anni dall’annuncio. Nel mercato dell’elettrico, tre anni sono un’eternità. E c’è da chiedersi con quali risorse e con quali volumi GM intenda sostenere questo percorso, mentre i conti trimestrali continuano a peggiorare.
Il nodo non è soltanto tecnologico. Una piattaforma è un investimento da miliardi di dollari, che va ammortizzato su volumi di vendita consistenti. Se oggi Chevy fatica a immatricolare seimila unità in un mese, quale scala potrà raggiungere tra due anni e mezzo, quando BEV-N entrerà in produzione? La promessa è chiara: più autonomia, guida autonoma avanzata, un’architettura pensata per competere con i migliori. Ma il cronoprogramma è dilatato e il mercato, nel frattempo, non sta fermo.
Mentre GM aspetta, gli altri corrono
Nel primo trimestre del 2026, il crossover bZ4X di Toyota si è piazzato al terzo posto tra i veicoli elettrici più venduti negli Stati Uniti, con 10.029 unità consegnate e una crescita dell’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dati che stridono con il -36% messo a segno da Chevy nello stesso arco di tempo. Il gruppo giapponese, a lungo considerato in ritardo sull’elettrico, sta conquistando quote con un prodotto concreto, disponibile oggi, non fra tre anni.
Anche Hyundai continua a macinare terreno. Stando agli stessi dati, la IONIQ 5 offre fino a 318 miglia di autonomia con un prezzo di partenza di 35.000 dollari, posizionandosi tra le elettriche più accessibili sul mercato americano. Numeri che spiegano perché il marchio coreano si stia avvicinando pericolosamente a Chevy nella classifica dei costruttori EV. Non è una questione di prestigio: è una questione di volumi, di economie di scala, di presenza nei concessionari. Ogni mese che passa senza un prodotto competitivo è un mese in cui i potenziali acquirenti scelgono altrove.
Riuscirà General Motors a colmare il divario con BEV-N quando la piattaforma arriverà, nella migliore delle ipotesi, tra due anni e mezzo? La domanda è aperta. Ciò che è certo è che il mercato non aspetta: Toyota, Hyundai e altri stanno già occupando lo spazio che GM ambisce a conquistare. La scommessa BEV-N — con la sua autonomia migliorata, la guida senza occhi e l’architettura di nuova generazione — potrebbe essere un ponte verso il futuro. O l’ennesimo ritardo che condanna il gruppo a rincorrere.




