Il programma AgSTAR dell’EPA stima che oltre 8.000 allevamenti potrebbero adottare la tecnologia, ma oggi solo il 78% degli impianti

Ci sono circa 400 digestori anaerobici operativi nelle grandi aziende agricole degli Stati Uniti, secondo i dati del Dipartimento dell’Agricoltura (USDA) ripresi in un’analisi pubblicata a luglio dalla Penn State University. Sono numeri che raccontano un paradosso: la tecnologia esiste, il potenziale è immenso, ma la diffusione reale resta minima. In Danimarca, dove il biometano verde arriva a coprire tra il 35 e il 45% del consumo complessivo di gas, il letame è già una risorsa energetica strutturale. Negli Stati Uniti, invece, la digestione anaerobica resta una nicchia, nonostante possa ridurre il volume fisico dei rifiuti organici fino al 60%.

Il confronto con il paese scandinavo non è casuale. La Danimarca ha costruito in anni una filiera che trasforma gli scarti zootecnici in gas immesso direttamente nella rete nazionale. Negli Stati Uniti, invece, l’adozione è iniziata già negli anni Settanta ma ha preso un ritmo costante solo a partire dagli anni Novanta, e oggi circa il 78% di tutti gli impianti si concentra negli allevamenti da latte. Eppure l’EPA, tramite il programma AgSTAR, stima che i sistemi di recupero del biogas siano tecnicamente fattibili per oltre 8.000 grandi operazioni tra bovini e suini. Significa che solo una su venti delle aziende che potrebbero farlo ha effettivamente installato un digestore.

Dai colossi del petrolio agli allevatori: il metano diventa business

La risposta a questo ritardo potrebbe arrivare da attori che fino a pochi anni fa con il letame non avevano nulla a che fare. Già nel settembre 2020 Chevron annunciava un investimento per la costruzione di un massimo di 18 digestori, affidando a CalBio la fornitura di tecnologia, esperienza operativa e capitale per aiutare gli allevatori a catturare il metano e convertirlo in gas naturale rinnovabile. Un anno dopo, a settembre 2021, Enbridge e Vanguard Renewables hanno siglato un accordo da oltre 2 miliardi di piedi cubi (BCF) all’anno di RNG, con un investimento di 200 milioni di dollari per costruire digestori nel Nord-Est, nel Sud-Est e nel Midwest degli Stati Uniti.

Non si tratta solo di grandi firme. La legge dello Stato di New York, ricordata sempre nell’analisi della Penn State, impone alle aziende che producono due tonnellate di spreco alimentare a settimana di donare il cibo commestibile in eccesso e di riciclare il resto se esiste un riciclatore di organico nel raggio di 25 miglia. È un tipo di regolamentazione che, se estesa, potrebbe creare un mercato di prossimità per i digestori, aumentando la disponibilità di materia prima e rendendo più economico l’investimento iniziale per gli allevatori. Il nodo, però, non è solo a monte. Anche con più digestori in funzione, il metano catturato va trattato per diventare gas di qualità pipeline. Ed è qui che si gioca la partita successiva.

Il numero da tenere d’occhio: 16 milioni di MWh

Se tutte le oltre 8.000 aziende agricole oggi tecnicamente idonee adottassero sistemi di recupero del biogas, secondo le stime di AgSTAR si potrebbero generare quasi 16 milioni di megawattora (MWh) di energia all’anno, sostituendo circa 2.010 megawatt (MW) di generazione da combustibili fossili. Per dare un ordine di grandezza: 16 milioni di MWh equivalgono al consumo elettrico annuo di circa un milione e mezzo di famiglie americane. Non è poco. Ma il collo di bottiglia resta l’infrastruttura di upgrading del biometano.

Anche raggiungendo il potenziale massimo di produzione, senza impianti in grado di purificare il biogas e immetterlo nella rete del gas naturale, l’energia resterebbe confinata nelle stalle. Enbridge lo ha capito, e infatti dei 300 milioni di dollari complessivi legati all’accordo con Vanguard Renewables, circa 100 milioni sono destinati proprio alle attrezzature per l’upgrading del RNG. È un segnale importante: l’investimento nella capacità di trasformazione è il vero indicatore anticipato di un mercato che intende crescere.

Per i prossimi mesi, il dato da monitorare non sarà tanto il numero di nuovi digestori installati, quanto la capacità di upgrading del RNG effettivamente disponibile. Senza quell’anello di congiunzione, il gas resterà nelle stalle. Con i tubi giusti, invece, il letame può diventare una voce nella bolletta energetica di milioni di americani. La partita è appena cominciata, e quei 100 milioni di Enbridge sono solo il primo gettone.