Tre quarti della CO₂ catturata nel mondo viene iniettata nei giacimenti esauriti per estrarre più greggio, non per essere stoccata

Tre quarti dell’anidride carbonica catturata nel mondo non finiscono sotto terra per salvare il clima. Servono a pompare altro petrolio. È il dato scomodo che si scontra con i miliardi di sterline appena messi sul piatto dal governo laburista di Keir Starmer e con l’agenda dell’IPCC, riunita a Lima per discutere il prossimo Rapporto Metodologico. Non è un dettaglio, è il cuore del meccanismo di greenwashing che l’industria fossile sta provando a blindare con l’accordo di Lima sul Rapporto Metodologico 2027.

L’ironia sta proprio nella criticità attribuita dall’IPCC al CCS. La tecnologia viene descritta come indispensabile per centrare l’obiettivo delle emissioni zero. Un assist perfetto per un settore, quello degli idrocarburi, che vede nella cattura del carbonio l’unica via per continuare a estrarre senza essere messo al bando. Peccato che la narrazione del salvataggio climatico si scontri con i numeri reali e con una prassi consolidata da cinquant’anni.

Il paradosso del metano “pulito”

In teoria, il CCS montato su fabbriche e centrali elettriche permetterebbe di continuare a usare combustibili fossili senza alterare il clima. In pratica, la quasi totalità della CO2 oggi catturata non proviene da ciminiere industriali, ma è un semplice sottoprodotto di un processo di purificazione del gas metano. La si separa dal combustibile per poi rivenderla. E a chi viene rivenduta? Alle industrie petrolifere, che la usano per il recupero potenziato del petrolio.

È un circolo vizioso che parte da lontano. La cattura della CO₂ fu battezzata negli anni Settanta proprio come tecnica di estrazione potenziata nei pozzi americani e canadesi. Iniettare anidride carbonica nei giacimenti aiuta a spremere altro greggio. Fine della storia.

Oggi i tre quarti della CO₂ catturata nel mondo finiscono proprio lì, dentro i giacimenti esauriti, per stanare le ultime gocce di oro nero. Non stiamo parlando di una distorsione temporanea: è l’architettura originaria del sistema.

Il settore non ha mai smesso di trattare la CCS come una foglia di fico. Mentre si promettono impianti sperimentali, i budget pubblici vengono già dirottati su una tecnologia che per ora finanzia nuova trivellazione.

Quando il test prevede di inquinare

Il passo dalla teoria alla pratica è accidentato. All’epoca del report IPCC del 2005, si contavano i tre progetti pilota del 2005. Vent’anni dopo, la maturità promessa non è arrivata. Anzi. Guardando ai fatti di cronaca, durante la sperimentazione di Veolia nel Regno Unito la CO2 catturata verrà deliberatamente rilasciata in atmosfera per “verificare le prestazioni”.

Questo dettaglio operativo alimenta l’accusa di “pericolosa distrazione”. Perché mentre gli impianti si “testano” emettendo, i critici più agguerriti inchiodano la tecnologia a una scala ancora non comprovata per avere un impatto reale sulle emissioni globali. Il risultato netto, oggi, è un aumento delle emissioni dovuto alla combustione del petrolio estratto proprio grazie alla CO₂ catturata.

A chi servono davvero i 22 miliardi

A spingere sull’acceleratore, però, ci sono i governi. Con la promessa di finanziamento del governo Starmer che destina fino a 21,7 miliardi di sterline in 25 anni al settore, il Regno Unito scommette tutto su idrogeno “blu” e cattura del carbonio. Una cifra monstre, resa possibile anche da un orientamento politico che coincide con l’impegno economico del Regno Unito verso il net-zero.

Il punto, per i contribuenti, è capire se stanno finanziando una raccolta differenziata dell’aria o un nuovo ciclo di incentivi all’industria fossile. Il Rapporto Metodologico IPCC del 2027 potrebbe dettare le regole contabili per questa partita. Riuscirà a distinguere la CO₂ che resta intrappolata per sempre dalla CO₂ che finisce nei motori delle nostre auto dopo un passaggio nei giacimenti esauriti? Se la risposta sarà ambigua, saranno solo i bilanci pubblici a piangere, mentre le multinazionali del gas avranno trovato il modo per farsi pagare due volte.