La Cina ridefinisce lo stato solido, apre la strada a batterie ibride e produzione flessibile

Solo il quarto gradino di una scala di nove.

Secondo Robin Zeng, presidente di CATL, lo sviluppo delle batterie completamente allo stato solido è fermo lì. Non un azzardo, ma la confessione del leader mondiale del settore, riportata da CATL e i problemi con lo stato solido. L’obiettivo è arrivare al settimo o all’ottavo livello entro il 2027, giusto per avviare le prime validazioni industriali. Nel frattempo, l’industria si sta già muovendo in un’altra direzione.

L’ibrido che diventa “solido” e le celle che non stravolgono le fabbriche

Dal 1° luglio 2026 entreranno in vigore in Cina nuovi standard che ridefiniscono lo stato solido. Batterie con una quota di elettrolita liquido tra il 5 e il 20 per cento saranno classificate come ibride “liquid-solid state”. Autenticamente solide, secondo questi parametri, solo quelle sotto il 5 per cento di componente liquida. La differenza è sottile ma concreta, come mostra il Tianmu Lake Institute of Advanced Energy Storage Technologies, l’istituto di ricerca legato allo sviluppo del pacco da 150 kWh usato da Nio.

TIES ha presentato due celle al litio-ferro-fosfato da 314 Ah e 588 Ah realizzate con una tecnologia di solidificazione “in situ”. Il risultato: capacità e sicurezza più alte, senza rivoluzionare le linee produttive. Secondo l’istituto, basta modificare meno del 10 per cento delle attrezzature già usate per le batterie convenzionali. I primi accordi di filiera di TIES sono già stati annunciati, insieme a sistemi di controllo qualità per la produzione pilota. Non è lo stato solido pieno, ma un percorso alternativo che potrebbe arrivare prima sul mercato.

Chi resta indietro e chi avanza con le batterie di oggi

Mentre i riflettori restano puntati sulle tecnologie future, la Skoda Peaq mostra cosa può fare una batteria convenzionale ben integrata. La versione a passo lungo, denominata Peaq 90, monta un pacco da 91 kWh lordi (86 kWh netti) e raggiunge un’autonomia WLTP di 640 km. Non è promessa, è un dato omologato con batterie agli ioni di litio di corrente generazione.

La ricarica rapida della Peaq porta dal 10 all’80 per cento in 27-28 minuti. E tutte le varianti supportano le funzioni V2L, V2H e V2G: la ricarica bidirezionale è già parte del progetto, non un aggiornamento promesso. Numeri che ridimensionano l’ansia da autonomia senza bisogno di invocare lo stato solido.

Intanto, sul fronte geopolitico, l’esclusione di Polestar dal mercato USA segna un altro episodio della frammentazione del mercato elettrico. La Polestar 3 era appena stata aggiornata con architettura a 800 volt, ricarica più rapida e il computer Nvidia Drive AGX Orin. Bloccata per questioni regolatorie, resta un’auto che non varcherà l’oceano.

Il vero segnale da guardare nei prossimi mesi

A gennaio 2026 CATL ha lanciato il più grande banco di prova per lo stoccaggio energetico al mondo: la piattaforma Tener per sodio e litio di CATL, un sistema che rende intercambiabili le due chimiche. Il messaggio è chiaro: il gigante delle batterie non scommette su una singola tecnologia salvifica, ma prepara un’infrastruttura produttiva flessibile.

Gli occhi restano puntati sul 2027, l’anno in cui CATL punta a livello 7-8 sulla scala dello stato solido e TIES potrebbe avviare la produzione pilota delle sue celle ibride. Nel frattempo, la domanda da seguire è una sola: la produzione su larga scala di batterie che costano meno e si adattano a più chimiche saprà rendere superfluo il salto allo stato solido, prima ancora che arrivi?