La svendita di Polestar e i tagli di Lucid rivelano la fragilità dei marchi premium senza volumi
Un listino prezzi non dovrebbe fare notizia di geopolitica. Eppure, vedere una Polestar 3, pensata per sfidare la fascia premium tedesca, passare da 67.500 a 44.500 dollari, come dimostrano gli sconti da 25.000 dollari di Polestar, ha il sapore amaro di una resa. Non è un semplice fallimento di mercato: è il primo, vero campo di battaglia del nuovo protezionismo tecnologico.
L’addio di Polestar agli Stati Uniti e i tagli al personale di Lucid non sono storie di startup in difficoltà.
Sono gli effetti collaterali di un mondo che si sta dividendo in due. Mentre la nuova regola sui veicoli connessi spinge fuori i marchi geek con troppa Cina nel software, le vere vincitrici sono le economie di scala più spietate, quelle che il mercato di massa premia con i volumi.
L’uscita di scena americana
Basta guardare i conti per capire la fragilità sistemica. Lucid, che ha accumulato una perdita netta di 2,7 miliardi di Lucid nel 2025, ha dovuto attuare una sforbiciata del personale Lucid del 12% a febbraio, seguita da un licenziamento del 18% in Lucid a giugno. Wall Street non premia più l’ossimoro dell’utilitaria di lusso. Per di più, il lancio del SUV Gravity, su cui si concentravano le speranze di rilancio, è stato frenato da problemi di software del Gravity SUV e colli di bottiglia produttivi.
Sul fronte svedese, il colpo è stato ancora più netto. La regola federale americana è chirurgica: dal model year 2027, ogni veicolo con software legato alla Cina è bandito. Volvo ha ottenuto un’autorizzazione speciale per continuare a vendere, ma c’è stata un’, controllata dal gruppo Geely. L’uscita dal mercato USA, formalizzata nel bando alle vendite americane di Polestar, trasforma ogni esemplare rimasto in un pacco indesiderato.
Il risultato è una svendita senza precedenti. La svendita della Polestar 3 è un affare per i cacciatori di occasioni, ma un disastro per il valore residuo del marchio. La Polestar 4, da 56.400 dollari, viene liquidata con fino a 25.000 dollari per chi paga in contanti. È l’equivalente di un grande magazzino del lusso che chiude i battenti perché il centro commerciale ha cambiato le regole d’ingresso.
La rivincita delle economie di scala
Mentre in America si combatte una guerra di dazi e codici binari, in Europa il mercato va da un’altra parte. A giugno 2026, in Italia, l’auto elettrica più venduta è stata la Leapmotor T03, con 2.744 unità, e la Dacia Spring è stata la seconda, con 5.300 consegne nel primo semestre, secondo i dati che segnano un dominio incontrastato della T03. Sono numeri che raccontano un desiderio reale: pagare poco per avere un’elettrica funzionale, lasciando da parte la potenza e il lusso geek.
Non è solo questione di citycar. Anche tra le ibride plug-in, a comandare la classifica di giugno c’è la BYD Atto 2, con la Seal U in terza posizione, come riporta la stessa analisi sulle PHEV di giugno. La tecnologia cinese non è più un esperimento o una scommessa: è la scelta pragmatica di chi vuole elettrificarsi senza dover svenare il proprio conto corrente, premiando chi produce su larga scala.
Il sorpasso silenzioso
Per capire la direzione del vento, basta un dato ignorato dai più: il 25 giugno 2026, nel Regno Unito, le vendite di auto elettriche hanno superato quelle a benzina per la prima volta. Una curva che cambia direzione, segnalata da balconi tedeschi che producono più elettricità delle leggi. Un sorpasso silenzioso, senza dazi, dettato dalla convenienza e dalla capillarità di una tecnologia ormai matura e accessibile.
Nei prossimi mesi, la forbice si allargherà. Da un lato, l’America blindata che prova a difendere l’industria nazionale rendendo l’auto elettrica un’esclusiva per pochi. Dall’altro, l’Europa, con il suo mercato sempre più permeabile ai marchi nati da sinergie cinesi. Il dato da monitorare non è il numero di licenziamenti di Lucid, ma la quota combinata di Leapmotor, BYD e Dacia Spring a fine anno. Se quella percentuale supererà la soglia psicologica del 25% del mercato elettrico italiano, l’idea di poter fermare l’onda con uno switch software svanirà definitivamente.




