L’esperimento nella miniera di Boulby durerà dodici mesi e dovrà dimostrare se il sottosuolo può davvero ridurre i costi energetici
Prima di scendere a 1,1 chilometri nella miniera più profonda della Gran Bretagna, conviene ripartire da un numero: Growing Underground consumava quattro volte più energia per unità di area rispetto a una serra tradizionale nel Regno Unito. La società privata che coltivava nei tunnel di Clapham è stata sciolta nel novembre 2023. Poi, lo scorso 17 luglio, è arrivato l’annuncio della fattoria verticale più profonda del mondo: nel laboratorio che finora cercava materia oscura e neutrini ora cresce anche un’insalata, e il progetto promette di risolvere proprio il problema energetico che ha affondato i tentativi precedenti.
La scommessa nel buio
I raccolti vengono piantati a 1,1 chilometri sottoterra, in una miniera in funzione: la miniera di polialite e sale vicino a Whitby che ospita il laboratorio sotterraneo STFC Boulby, il più profondo della Gran Bretagna e l’unica struttura scientifica sotterranea profonda del Paese. Finora, in quegli ambienti schermati dalla radiazione cosmica, si cercavano materia oscura e neutrini; ora, per la prima volta, si coltiva cibo. Secondo l’UKRI, l’annuncio segna il passaggio di Boulby dalla fisica delle particelle all’agricoltura, reso possibile da un premio UKRI Biotechnology and Biological Sciences Research Council (BBSRC) STFC Facility Access Funding. La scommessa è tutta qui: l’ambiente sotterraneo stabile potrebbe ridurre i costi energetici che in superficie limitano l’agricoltura verticale, dove illuminazione, riscaldamento e controllo climatico pesano sui conti operativi.
L’ombra di Clapham
Il problema è che questa promessa arriva dopo un fallimento che aveva esattamente lo stesso conto energetico. Growing Underground coltivava nei tunnel di Clapham, al riparo dalla luce solare. L’idea era simile: ambiente controllato, produzione costante, indipendenza dal clima. Poi sono arrivati i numeri. Secondo lo studio dell’Università di Cambridge, l’impianto consumava quattro volte più energia per unità di area rispetto a una serra tradizionale nel Regno Unito. La società è stata sciolta nel novembre 2023.
I tunnel di Clapham oggi sono gestiti da Zero Carbon Farms. Ma il precedente resta: l’agricoltura sotterranea non è fallita per mancanza di domanda o di tecnologia, è fallita perché l’energia costava troppo rispetto a quanto si riusciva a vendere. È la lezione che Boulby dichiara di aver imparato.
La differenza, sulla carta, è il luogo. Clapham era un esperimento urbano, vicino ai consumatori ma lontano da una soluzione per i costi. Boulby sta a 1,1 chilometri di profondità, nel cuore di una miniera attiva di polialite e sale, dove la stabilità termica è un dato geologico, non una variabile da costruire. Ma la stabilità termica da sola non spegne le lampade: illuminazione, riscaldamento e controllo climatico rappresentano una grande parte dei costi operativi, e il sottosuolo non elimina la necessità di illuminare. Il comunicato UKRI parla di riduzione dei costi come possibilità, non come risultato misurato. Il condizionale è d’obbligo: finora è una promessa, non un dato.
Dodici mesi per una risposta
Lo studio durerà dodici mesi ed è progettato per andare oltre la teoria, fornendo la prima prova nel mondo reale della fattibilità commerciale dell’agricoltura sotterranea. È la prima volta che qualcuno tenta di misurare, e non solo raccontare, se coltivare a più di un chilometro sotto la superficie possa essere pratico e redditizio. Il finanziamento arriva da un premio UKRI BBSRC STFC Facility Access Funding: denaro pubblico per un esperimento che, se funziona, dovrà comunque reggersi da solo.
La domanda, però, resta aperta. Con quali risorse e con che tempi si pensa di chiudere il divario energetico che ha già chiuso Clapham? Un conto è pagare un esperimento di dodici mesi, un altro è sostenere un’attività commerciale che deve generare entrate sufficienti a coprire i costi. Se alla fine i numeri non tornassero, chi pagherebbe il conto?
La miniera di Boulby ha dodici mesi per dimostrare se il sottosuolo è una soluzione energetica o un’altra bolla dell’agricoltura verticale. Il tempo è già iniziato.




