Joint venture con Redelfi: sei progetti BESS da 500 MW, tra analisi rapida e gestione autorizzativa.

Ventiquattro, quarantotto ore. Tanto basta a ReNow per consegnare report di livello bancario, validati da ingegneri. Ma quanto vale un report se poi, in Italia, servono anni per autorizzare un impianto? Lo scorso 17 luglio, InfraLab è diventata il primo partner qualificato dell’Execution Layer di ReNow: un tentativo di unire le due velocità.

Il paradosso dei 24-48 ore

ReNow si presenta come una piattaforma operativa per energie rinnovabili su scala utility: rischi territoriali, analisi tecno-economica, due diligence e chiusura. Dietro i report rapidi ci sono tre agenti di intelligenza artificiale dedicati al rischio territoriale, all’analisi tecnico-economica e alla due diligence documentale. Coprono fasi diverse del ciclo di vita di un progetto, dall’individuazione dei rischi alla verifica documentale. La velocità dell’analisi, però, non si traduce automaticamente in velocità di consegna. L’iniziativa con InfraLab nasce proprio per colmare quello che viene definito il divario tra concezione del progetto e consegna effettiva. Se i report sono così rapidi, perché serve un partner esecutivo? La risposta sta nel divario che la partnership promette di chiudere.

InfraLab, primo mattone dell’Execution Layer

Il paradosso si scioglie guardando al ruolo di InfraLab: non analisi, ma esecuzione. Un referto medico può arrivare in 24 ore; l’intervento, no. ReNow fornisce il referto. InfraLab si occupa dell’intervento. La società è uno sviluppatore professionale italiano di progetti utility-scale per solare, eolico, biomasse e accumulo elettrochimico, specializzato nella concezione, progettazione e gestione diretta di tutte le attività necessarie per ottenere le autorizzazioni per gli impianti dei clienti. Non è un dettaglio: è esattamente il tipo di competenza che manca a una piattaforma nata per produrre analisi in tempi stretti.

La concretezza numerica arriva dalla joint venture Ribess. Redelfi, tramite Renueva S.p.A., ha costituito una joint venture paritetica con Infralab S.r.l. per sviluppare progetti BESS stand-alone in Italia. Il piano prevede, nell’arco di tre anni, lo sviluppo di sei progetti BESS già identificati per una capacità totale di 500 MW. Non si parte da zero: i sei progetti sono già stati individuati, e l’orizzonte temporale è definito. Va però precisato che si tratta di potenza installata, non di energia prodotta: 500 MW di capacità dicono molto sull’impegno di sviluppo, ma nulla su quante ore di accumulo siano previste o su quanta energia potrà essere immessa in rete.

C’è poi un elemento di tutela: tutte le analisi di progetto, precisa l’annuncio, sono eseguite nel pieno rispetto dei requisiti di privacy e riservatezza. Non è un dettaglio tecnico. L’Execution Layer diventa così il punto di passaggio tra la piattaforma e il cantiere: ReNow porta i dati e i report, InfraLab porta la progettazione e la gestione autorizzativa.

Il mercato che si muove

La domanda porta al confronto con chi opera già sugli asset rinnovabili. LevelTen Energy ha operato un mercato di asset rinnovabili già dal 2021, mettendo in contatto sviluppatori di impianti rinnovabili e investitori. Sono cinque anni di marketplace: LevelTen ha costruito un luogo di compravendita. La mossa di ReNow ha una direzione diversa. Non facilitare la compravendita di asset esistenti, ma aggiungere un execution layer alla propria piattaforma: passare dall’analisi alla gestione operativa dei progetti, dal report al cantiere.

Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi non è la velocità dei report — quella è già nota: 24-48 ore. È la capacità di InfraLab di trasformare sei progetti BESS da 500 MW in impianti autorizzati entro tre anni. Resta da vedere se i 500 MW saranno solo l’inizio dell’Execution Layer o il nuovo benchmark del settore.