Bando PAC SRD01: copre fino al 65% per fotovoltaico ed efficientamento, domande entro il 6 agosto.
Immaginate un agricoltore ligure, magari con qualche ettaro di uliveto o una serra di basilico, che guarda la bolletta elettrica di giugno. Pompe per l’irrigazione, celle frigorifere, essiccatoi: le voci di consumo si sommano e i margini si assottigliano. Quanto pesa davvero l’energia sui conti di un’azienda agricola? La risposta è semplice: pesa parecchio, e chi coltiva lo sa bene. Eppure, per chi ha un codice fiscale e una partita IVA agricola in Liguria, c’è adesso una via d’uscita concreta, almeno fino alle ore 12 del 6 agosto. La Regione Liguria ha messo a disposizione oltre 19,6 milioni di euro per sostenere gli investimenti produttivi delle imprese del settore primario, e una fetta importante di questi soldi è pensata proprio per tagliare i costi in bolletta. Il tempo per muoversi, però, sta per scadere.
Il peso dell’energia sui campi
Se avete mai gestito un’azienda agricola, sapete che pompare acqua da un pozzo, mantenere la catena del freddo o far funzionare un impianto di trasformazione non sono spese accessorie: sono costi fissi che a fine mese si mangiano il ricavo. In Liguria, con una conformazione del territorio che spesso impone soluzioni tecniche più dispendiose e una frammentazione delle proprietà, quei costi possono essere ancora più alti. La domanda che molti si pongono è se esista un modo per trasformare un costo puro in un investimento capace di ripagarsi nel tempo. La risposta arriva con un bando che, se guardato da vicino, ha numeri interessanti per chi vuole installare pannelli fotovoltaici, sostituire vecchi motori o isolare meglio i capannoni.
Cosa offre il bando SRD01
L’intervento si chiama SRD01, è parte del Piano Strategico della PAC 2023-2027 ed è attivato da tutte le Regioni italiane. Nel caso della Liguria, il decreto dirigenziale che lo ha approvato formalmente è arrivato lo scorso 11 giugno, con una dotazione finanziaria complessiva di 19.606.000 euro. Il bando è aperto dalle ore 10 del 23 giugno e chiude, come detto, alle ore 12 del 6 agosto. Le domande si presentano attraverso il Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), la piattaforma che gli operatori del settore conoscono bene.
La parte che interessa di più chi ha una bolletta pesante è la possibilità di finanziare interventi per l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo. Tradotto: potete chiedere un contributo per mettere i pannelli sul tetto della stalla, coibentare un magazzino, comprare un inverter più efficiente o sostituire un vecchio gruppo frigo. Il contributo può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili. Vuol dire che per ogni 10.000 euro di investimento, la Regione ve ne rimborsa fino a 6.500. Non male se il vostro obiettivo è abbattere il costo della bolletta e smettere di dipendere al cento per cento dall’andamento del prezzo dell’elettricità.
L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Piana, ha spiegato che si tratta di «una misura molto importante per accompagnare le imprese agricole liguri nei percorsi di crescita e innovazione». Al di là della formula istituzionale, il punto è che quei percorsi di innovazione, per molti, significano semplicemente spendere meno per produrre lo stesso basilico, le stesse olive, lo stesso vino. E in un momento in cui i margini sono risicati, risparmiare sulle utenze è una strategia di sopravvivenza prima ancora che di crescita.
Quanto conviene (e come muoversi prima che sia tardi)
Per capire il valore di questa misura si può guardare a ciò che hanno fatto altre regioni. Prendete il caso dell’Emilia-Romagna, che per lo stesso intervento SRD01 ha stanziato 45 milioni di euro con percentuali di sostegno che vanno dal 40% al 60% a seconda della zona (alluvionata o meno), della presenza di giovani agricoltori e dei vincoli naturali. Sono numeri diversi, con una dotazione doppia rispetto ai circa 19,6 milioni della Liguria. Cosa significa per un’azienda ligure? Due cose. La prima: la cifra messa a disposizione dalla Regione Liguria non è enorme se rapportata a un territorio più ampio, ma proprio per questo occorre fare in fretta, perché le risorse potrebbero esaurirsi rapidamente. La seconda: rispetto ad altre realtà, la percentuale massima del contributo ligure (65%) è competitiva, e va sfruttata subito se avete già in mente un intervento.
Facciamo un esempio pratico. Mettete in conto di spendere 20.000 euro per un impianto fotovoltaico da 15 kW sul tetto della vostra rimessa. Con un contributo al 65%, il costo vivo per voi scende a 7.000 euro. Se quell’impianto vi fa risparmiare 1.500 euro l’anno di bolletta, recuperate l’investimento in meno di cinque anni. Da lì in poi, l’energia che producete e consumate è tutta guadagno netto. Se invece i lavori riguardano l’isolamento termico di un magazzino frigorifero, il risparmio sui consumi del gruppo frigo può essere anche più alto, e il tempo di rientro si accorcia ulteriormente.
Attenzione però: il bando finanzia investimenti per autoconsumo. Non state diventando produttori di energia da rivendere, ma semplicemente coprite una parte dei vostri consumi aziendali. Questo è un vantaggio in termini di semplicità burocratica e di convenienza immediata, perché riducete la bolletta senza dovervi preoccupare dei prezzi di mercato dell’energia. L’onestà intellettuale impone di dire che se la vostra azienda ha consumi elettrici molto bassi – pensate a un piccolo orticoltore con poche attrezzature – l’investimento potrebbe avere tempi di rientro più lunghi e forse non essere prioritario. Ma per chi ha celle frigo, impianti di irrigazione a pressione, essiccatoi o laboratori di trasformazione, i numeri sono quasi sempre dalla parte del fotovoltaico e dell’efficientamento.
La finestra per presentare domanda è ancora aperta, ma si chiuderà tra quattro giorni. Avete fino alle ore 12 del 6 agosto per accedere al portale SIAN con il vostro tecnico di fiducia e caricare la documentazione. Non è un bando a sportello continuo: scade, e se perdete questa finestra dovrete aspettare la prossima, che al momento non ha né date né certezze di dotazione. Per chi coltiva, l’energia resta un costo fisso. Questo bando può trasformarlo in un investimento, a patto di sbrigarsi.




