In Spagna le rinnovabili hanno già portato a bollette tre volte più basse rispetto all’Italia

Questa domanda non è solo tua. Nelle scorse settimane, 44 personalità della cultura — tra cui Vittorio Sgarbi, Corrado Augias, Paolo Crepet e Giuliano Ferrara — hanno firmato una lettera aperta che attacca le associazioni ambientaliste, accusandole di ostacolare lo sviluppo con la loro difesa a oltranza delle rinnovabili. Un j’accuse che ha trovato spazio sui giornali e che tocca un nervo scoperto: se le bollette restano alte mentre la Spagna paga molto meno, qualcuno avrà pure sbagliato qualcosa. Il dubbio è legittimo, ma prima di schierarsi vale la pena dare un’occhiata ai numeri veri. Perché, come spiega WWF Italia in un’analisi pubblicata lo scorso 2 luglio, le rinnovabili non sono il problema: sono l’unica strada per bollette più basse e un clima meno ostile.

La lettera e il dubbio

La lettera aperta, firmata da intellettuali come Vittorio Sgarbi, Corrado Augias, Paolo Crepet, Giuliano Ferrara e Stefano Allavena, punta il dito contro Legambiente, Greenpeace e WWF Italia. L’accusa è netta: le associazioni ambientaliste, con il loro approccio ideologico, ostacolano lo sviluppo e impongono un modello energetico costoso. Un messaggio che intercetta un sentimento diffuso — la frustrazione di chi guarda la bolletta e cerca un responsabile. Ma è davvero tutta colpa delle rinnovabili? O stiamo guardando nella direzione sbagliata?

I numeri che contano

I dati, infatti, raccontano una storia diversa. Partiamo dalla povertà energetica: lo scorso aprile, l’Ufficio studi della Cgia su fonti Istat e Oipe ha certificato che circa 5,3 milioni di italiani — pari a 2,4 milioni di famiglie — non riescono a scaldare adeguatamente la propria casa, a usare gli elettrodomestici quando servono o a illuminare le stanze senza l’ansia del contatore. Cinque milioni di persone per cui la bolletta non è un fastidio, ma una vera emergenza quotidiana. E non stiamo parlando di una cifra astratta: sono vicini di casa, parenti, colleghi.

Poi c’è il capitolo prezzi. Lo scorso marzo, i prezzi all’ingrosso dell’elettricità in Italia hanno registrato una media di 143 €/MWh. In Spagna, nello stesso mese, la media era di 42 €/MWh. Tre volte meno. E non è stato un caso isolato: dall’inizio di marzo 2026, i prezzi all’ingrosso spagnoli sono rimasti stabilmente tra i più bassi d’Europa. Viene spontaneo chiedersi: cos’hanno fatto gli spagnoli che noi non abbiamo fatto? La risposta è semplice: hanno investito massicciamente sulle rinnovabili, in modo pragmatico e senza le lacerazioni ideologiche che animano il dibattito italiano.

E mentre discutiamo se le pale eoliche rovinino il paesaggio, il clima non aspetta. La crisi climatica nel Mediterraneo — il nostro mare, il nostro cortile di casa — cresce più velocemente che altrove. Ondate di calore sempre più lunghe, siccità che mettono in ginocchio l’agricoltura, eventi estremi che si ripetono a distanza ravvicinata. Le rinnovabili, come ricorda l’analisi del WWF, sono l’unico antidoto sostenibile, nei tempi e nei costi, per abbassare la febbre che riscalda il Pianeta.

La scelta che conviene

La Spagna ci dà una lezione pratica: investire in rinnovabili non è un lusso da anime belle, ma un risparmio concreto per il portafoglio. Le bollette più competitive non sono un effetto collaterale della transizione ecologica: ne sono il risultato diretto. Quando il sole e il vento producono energia a costo marginale zero, il prezzo scende. E resta basso, come dimostrano i dati spagnoli da marzo in poi.

In Italia, invece, continuiamo a importare gas e a dipendere da mercati volatili, mentre il potenziale solare del Mezzogiorno e quello eolico delle isole restano in buona parte inespressi. Non è questione di ideologia: è il momento di decidere che tipo di futuro energetico vogliamo. Un futuro in cui le rinnovabili possono garantire bollette più basse, meno povertà energetica e un clima meno ostile non è un sogno — è un modello già funzionante, a poche ore di volo da noi.

La prossima volta che senti criticare le rinnovabili, pensa alla bolletta e al caldo che non dà tregua. Quei 5 milioni di italiani in povertà energetica non hanno tempo per i dibattiti tra intellettuali. Hanno bisogno di una scelta chiara: un paese con più rinnovabili è un paese dove si respira meglio, si spende meno e si è meno ricattabili da dinamiche internazionali che non controlliamo. La scelta è anche tua.