Il calo del 37% nel 2025 segna la fine della fase espansiva dei bonus edilizi

La sensazione è quella di essere sempre un passo indietro: appena capisci come funziona una detrazione, il Governo la rimodula. Nel frattempo la caldaia perde colpi, l’infisso lascia passare spifferi e la bolletta pesa. Ma per capire se quei dubbi sono fondati, bisogna guardare oltre le chiacchiere da bar e immergersi nei dati reali.

Come stanno davvero le cose

I numeri ufficiali, appena diffusi, raccontano una storia a due facce. Stando al Rapporto ENEA sull’efficienza energetica diffuso nei giorni scorsi, tra il 2021 e il 2025 l’Italia ha risparmiato 5,08 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) grazie alle misure di efficienza monitorate. È un bel numero, che corrisponde all’85% dell’obiettivo intermedio fissato dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima a 6 Mtep. Detto in altro modo: abbiamo già percorso più di quattro quinti della strada che dovevamo coprire entro fine decennio. Solo nel 2024, il risparmio annuale complessivo ha raggiunto 4,5 Mtep/anno.

Fin qui le buone notizie. Il problema è cosa succede quando si guarda dentro quei 5,08 Mtep e si segue la traiettoria degli ultimi dodici mesi. A spingere il carro finora sono state soprattutto le detrazioni fiscali – Ecobonus classico, Bonus Casa e quel gigante che è stato il SuperEcobonus. Complessivamente, i meccanismi di detrazione hanno generato risparmi per 2,67 Mtep nel quinquennio 2021-2025. Ma nel solo 2025 il contributo delle detrazioni fiscali è crollato a 0,24 Mtep, con un calo del 37% rispetto all’anno precedente. Non è una flessione qualsiasi: è il segnale che la fase più espansiva dei bonus edilizi si è esaurita, e con essa una parte importante della spinta all’efficientamento.

Il SuperEcobonus da solo aveva prodotto 0,127 Mtep di risparmi nel 2024, con un cumulato complessivo di 1,36 Mtep. Cifre che restano imponenti, ma appartengono al passato: le regole più restrittive su cessione del credito e sconto in fattura hanno riportato la misura a una dimensione molto più contenuta. Parallelamente, anche i Certificati Bianchi – il meccanismo che premia le imprese energivore per ogni unità di energia risparmiata – hanno rallentato: nel 2025 hanno prodotto un taglio dei consumi di circa 0,115 Mtep, il 4,5% in meno rispetto al 2024.

Insomma, il traguardo dei 6 Mtep è vicino, ma il passo si è accorciato proprio quando bisognerebbe sprintare. Con il SuperEcobonus che arretra e i Certificati Bianchi in frenata, viene da chiedersi: quali strumenti restano davvero efficaci per chi vuole tagliare i consumi?

Cosa conviene fare (prima che sia tardi)

Ecco perché, oggi più che mai, serve un approccio pragmatico. La flessione del 2025 non significa che non ci siano più incentivi. Significa che sono cambiati, e chi vuole intervenire deve scegliere con più attenzione. Le detrazioni fiscali ordinarie – quelle al 50% o al 65% a seconda dell’intervento – restano operative e, per chi ha capienza fiscale e può diluire il beneficio in dieci anni, continuano a rappresentare la via più accessibile. Il consiglio spicciolo è di evitare il fai-da-te normativo: una caldaia a condensazione può ancora rientrare in detrazione, ma solo se abbinata a valvole termostatiche o a un impianto solare termico. Da sole, dal 2025 in poi, molte caldaie a gas sono fuori dai giochi.

Per le imprese, i Certificati Bianchi restano un canale interessante nonostante la frenata: il meccanismo premia chi progetza interventi di efficienza nei processi industriali, nell’illuminazione pubblica, nei data center. La riduzione del 4,5% annuo è contenuta, e il sistema nel suo complesso ha generato risparmi cumulati consistenti. Il punto è che le istruttorie possono richiedere tempo, e presentare un progetto a inizio 2027 potrebbe significare incassare i titoli di efficienza energetica in uno scenario regolatorio già diverso. Per questo conviene avviare le pratiche adesso.

Non esiste una bacchetta magica, ma esiste un margine di convenienza che si sta restringendo. Chi ha un intervento in programma – cappotto termico, pompa di calore, infissi a taglio termico – dovrebbe valutare seriamente di partire entro quest’anno. La finestra per ottenere il massimo vantaggio potrebbe restringersi nei prossimi mesi, ma non è ancora chiusa.

Il risparmio energetico non è un miraggio, ma neppure un treno già perso. I 5,08 Mtep accumulati in cinque anni dimostrano che le famiglie e le imprese italiane sanno riconoscere un investimento sensato quando il quadro degli incentivi è stabile. Oggi quel quadro si sta muovendo: chi si attiva prima che la cornice cambi del tutto può ancora beneficiare di un sistema che ha già portato il Paese all’85% del suo obiettivo intermedio. Dopodiché, toccherà adattarsi a regole nuove e, con ogni probabilità, meno generose.