Il PV5 ha conquistato il 9% del mercato europeo dei furgoni elettrici, un risultato anomalo per un solo modello

Nel primo trimestre del 2026, mentre in Europa le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri elettrici si fermavano all’8,2% – meno della metà del target ZEV mandate salito al 24% – Kia nel Regno Unito toccava una quota del 18,5%. E aveva in vendita un solo furgone: il PV5. Un dato che stride, se si guarda al mercato nel suo complesso, e che racconta una storia diversa da quella che i numeri aggregati lasciano intuire. Il PV5 ha conquistato da solo il 9% del mercato europeo dei veicoli commerciali leggeri elettrici nei primi tre mesi dell’anno. Un solo modello. Una quota a due cifre quasi. Com’è stato possibile?

Il paradosso del PV5

Il mercato dei furgoni elettrici resta drammaticamente al di sotto degli obiettivi fissati dalle normative. Già nel 2025 il target ZEV mandate per il Regno Unito era del 16%, ma le vendite annuali si erano fermate all’8,4%. Un divario di quasi otto punti percentuali che avrebbe dovuto far scattare più di un campanello d’allarme. Invece il 2026 è partito ancora peggio: target alzato al 24%, immatricolazioni del primo trimestre inchiodate all’8,2%. Non un miglioramento, ma un arretramento ulteriore, segno che la transizione elettrica nei veicoli commerciali è ancora lontana dal decollare, almeno sul fronte dei volumi complessivi.

In questo deserto di immatricolazioni sotto le attese, Kia ha piantato una bandiera. Con il solo PV5, nei primi quattro mesi dell’anno l’azienda coreana si è piazzata al terzo posto tra i marchi di veicoli commerciali leggeri a zero emissioni nel Regno Unito. Terza, con un solo modello, contro competitor che schierano intere gamme. Una performance che ha quasi esaurito, in quattro mesi, gli obiettivi di vendita totali che Kia si era data per l’intero 2026. Numeri che costringono a chiedersi: che cosa ha funzionato così bene?

La formula Kia

Ma il dato che spiega meglio il successo è un altro: Kia ha dovuto aumentare significativamente il suo piano di vendite. Non perché avesse previsioni prudenti, ma perché la domanda ha superato ogni stima. Quattro mesi. E il magazzino virtuale del PV5 era già quasi vuoto. Non è solo una questione di prodotto azzeccato o di prezzo competitivo: è la conferma che esiste una domanda reale, concreta, per i furgoni elettrici, ma a patto che l’offerta sia pensata fin dall’inizio per quel tipo di alimentazione. E che il mercato premierà chi arriva con una soluzione coerente, mentre chi arranca con conversioni elettriche di piattaforme tradizionali rischia di restare indietro.

La quota del 18,5% nel primo trimestre in UK – quasi un quinto del mercato – è un numero che pesa, se si considera che Kia è entrata nel segmento dei veicoli commerciali con le spalle larghe del gruppo Hyundai ma con zero heritage nel mondo dei furgoni. Nessuna flotta storica da rimpiazzare, nessuna relazione consolidata con i fleet manager, nessun cliente affezionato a un motore diesel di provata affidabilità. Solo un prodotto, una rete di dealer e una strategia commerciale aggressiva. E ora che il PV5 ha quasi esaurito i target 2026 in un terzo dell’anno, lo sguardo corre al prossimo passo: il PV7.

Il PV7 bussa alla porta

Con il PV5 lanciato e già in difficoltà a stare dietro alla domanda, il PV7 si prepara ad allargare la forbice. Presentato in versione concept al CES 2024 insieme al PV5, il PV7 è attualmente in fase di sviluppo e sarà lanciato nel 2027. Le dimensioni raccontano già la differenza di ambizione: il concept svelato ormai due anni e mezzo fa misurava 5.270 mm in lunghezza, 2.065 mm in larghezza e 2.120 mm in altezza, con un passo di 3.390 mm. Numeri che lo collocano in una categoria superiore, con il vano di carico più grande dell’intera gamma PBV di Kia. Sarà il secondo veicolo della famiglia Platform Beyond Vehicle, un furgone pensato per chi oggi guarda al Ford Transit e cerca un’alternativa a zero emissioni senza compromessi sullo spazio.

Il PV7 arriverà in un mercato che, nonostante i target ZEV restino lontani, sta mostrando una dinamica interessante: non è il mercato nel suo complesso a crescere, ma la quota di chi vende cresce in fretta. Kia lo ha dimostrato con un solo modello. Quando nel 2027 avrà due furgoni in listino – uno medio e uno grande – il numero da guardare non sarà solo quello delle immatricolazioni assolute, ma la quota di mercato che l’azienda riuscirà a strappare. E se la traiettoria disegnata dal PV5 sarà confermata, qualcuno, a Wolfsburg o a Detroit, dovrebbe iniziare a preoccuparsi.