La nuova Skoda Peaq unisce sette posti, bagagliaio ampio e prezzo sotto i 50.000 euro
Stai guardando i listini delle auto elettriche con il terzo figlio in arrivo. Servono sette posti, un bagagliaio che non sparisca appena si alza la terza fila, e una spesa sotto i 50.000 euro. Fino a ieri la risposta era: non esiste. Oggi invece la risposta arriva, ma non da chi ti aspetti — e nemmeno da dove credi.
Negli Stati Uniti, il Dipartimento del Commercio ha appena rifiutato a Polestar l’autorizzazione richiesta dalla norma sui veicoli connessi. A cascata, il Bureau of Industry and Security ha negato l’autorizzazione a vendere veicoli dal model year 2027. Il risultato è un muro protezionistico che esclude uno dei marchi elettrici più dinamici dal mercato americano.
Il paradosso di un’azienda che corre senza gli Stati Uniti
Eppure Polestar non sta affatto male. Nel primo trimestre del 2026 ha toccato un record di 13.126 consegne, in crescita del 7% sull’anno precedente. Il 94% delle vendite al dettaglio è avvenuto al di fuori del mercato statunitense. Mentre i dazi americani alzano barriere, Polestar accelera su l’ampliamento della rete commerciale europea e sulla localizzazione produttiva, e identifica alcuni mercati in crescita come Sud-est asiatico, Europa orientale, America Latina e Canada. Tradotto: se l’America chiude la porta, il resto del mondo si organizza da solo.
Il SUV che stavamo aspettando (e che costa meno di 50.000 euro)
In Europa, intanto, Skoda ha appena svelato il nuovo SUV elettrico Peaq. È il primo SUV a sette posti con batteria della casa boema e nasce sulla piattaforma MEB di Volkswagen — anzi, è mai prodotto. La configurazione a sette posti offre 299 litri di capacità di bagagliaio: pochi ma onesti per la spesa quotidiana. Basta abbattere la terza fila e lo spazio sale a una capacità di 890 litri, perfetta per i bagagli delle vacanze.
Il prezzo di partenza è quello che fa scattare la molla: meno di 50.000 euro nella maggior parte dei mercati. Considerando che Skoda è il secondo marchio più venduto in Europa, il Peaq può diventare in fretta l’auto di riferimento per chi ha famiglia e vuole passare all’elettrico senza spendere come per un’ammiraglia tedesca.
Ricarica bidirezionale: il dettaglio che cambia la bolletta
Non è solo una questione di spazio. Tutte le varianti del Peaq supportano la ricarica bidirezionale V2L, V2H e V2G: cioè l’auto può alimentare elettrodomestici (V2L), mandare energia a casa (V2H) e restituirla alla rete (V2G). Proprio il V2G è il pezzo che mancava. Secondo il sistema V2G di Volkswagen ed Elli, ogni automobilista può incassare fino a 720 euro all’anno semplicemente collegando l’auto alla wallbox quando non la usa. Non è un miraggio: è già attivo e, con l’arrivo di modelli come il Peaq, diventerà la normalità per chiunque abbia un contratto di fornitura domestica.
Quello che succede oggi ha un sapore preciso. L’America sceglie il protezionismo e allontana dal mercato modelli competitivi; l’Europa invece risponde con veicoli pensati per le famiglie reali, a prezzi ragionevoli, con tecnologie che abbattono i costi di gestione. Per chi sta per cambiare auto, la finestra è questa. Prendere un’elettrica familiare a meno di 50.000 euro con sette posti e la possibilità di guadagnare dalla ricarica non è più un progetto.
Adesso si può entrare in concessionario, sedersi sulla terza fila e chiedere quanto costerà ricaricarla di notte.




