La Seagull 2026 offre guida assistita urbana con LiDAR a meno di 15.000 dollari
Meno di 15.000 dollari, LiDAR sul tetto e guida assistita in città. Sul mercato cinese la BYD Seagull con God’s Eye B costa 97.900 yuan (circa 14.400 dollari). In Europa la stessa auto si chiama Dolphin Surf e parte da 22.990 euro (), ma ciò non le ha impedito di diventare il quinto modello elettrico più venduto al mondo nei primi cinque mesi del 2026, con oltre 125.000 unità (le vendite globali della Seagull).
La citycar che umilia i dazi
La Seagull 2026 arriva in sei allestimenti.
La versione base parte da 69.800 yuan (la Seagull base) e la 305 Freedom con l’opzione God’s Eye B si ferma a 90.900 yuan. La 405 km Flying con lo stesso pacchetto, la regina della gamma, costa 97.900 yuan (la Seagull 405 Flying). Il sistema, basato su chip Nvidia Drive Orin e LiDAR a soffitto, abilita la guida assistita in autostrada, in città e il parcheggio automatico (il sistema God’s Eye B).
Il paradosso è che i dazi europei, pensati per frenare l’avanzata delle auto cinesi, stanno producendo l’effetto opposto.
I numeri che Bruxelles non si aspettava
Secondo l’analisi di Transport & Environment, nel primo trimestre del 2026 le auto elettriche prodotte in Cina hanno conquistato il 17% del mercato BEV dell’Unione (la quota BEV cinese nell’UE). Per la prima volta i costruttori cinesi rappresentano più della metà delle importazioni di BEV dalla Cina verso l’Europa (la quota dei marchi cinesi nelle importazioni). BYD, nonostante un dazio del 17%, ha più che raddoppiato le sue importazioni di elettriche nell’UE (il raddoppio delle importazioni BYD).
I veicoli elettrici a marchio cinese restano in media il 21% più economici di quelli dei produttori europei (il vantaggio di prezzo del 21%). Il dato si inserisce in un quadro più ampio: a giugno 2026 le esportazioni di auto elettrificate a giugno hanno toccato le 523.000 unità, più della metà del totale delle auto esportate dalla Cina in quel mese.
E se l’Europa mollasse sul CO₂?
L’elemento che può cambiare le carte in tavola è la regolamentazione sulle emissioni. La proiezione di T&E stima che, se l’UE allentasse gli obiettivi di CO₂ per le auto, la quota di mercato dei marchi cinesi nell’elettrico salirebbe al 30% nel 2035.
Sarà quel numero — il 30 per cento — a misurare la distanza tra l’Europa e la Cina nei prossimi anni. E a dire se i dazi sono davvero serviti a qualcosa.




