Il colosso cinese sfida il calo del 29% delle vendite EREV in Cina, puntando su un SUV da 1.500 km
Hai presente quel leggero senso di vuoto quando l’indicatore della batteria scende sotto il 20% e la prossima colonnina è a 50 chilometri? I range extender, quelli che montano un piccolo motore termico solo per ricaricare la batteria mentre viaggi, erano nati per cancellare quell’ansia. Eppure i dati raccontano che sempre meno italiani — e cinesi — li scelgono. Proprio adesso, però, Xiaomi ha deciso di entrare in questo segmento con il suo primo SUV elettrico a range extender, lo SkyNomad N90, il primo modello di una nuova serie e il suo debutto assoluto negli EREV. Ha senso, nel luglio del 2026, puntare su una tecnologia che sembra già in retromarcia?
Perché un’auto a range extender proprio ora?
L’annuncio, arrivato lo scorso 10 luglio, ha il sapore di una mossa controcorrente. Xiaomi non è certo l’ultima arrivata: tra SU7 e YU7, come ha ricordato il fondatore Lei Jun nei giorni scorsi, l’azienda ha già superato le 700.000 consegne cumulative di auto elettriche pure. Eppure, anziché continuare a spingere sull’elettrico senza compromessi, ha chiesto e ottenuto già a giugno dal MIIT cinese l’autorizzazione ad aggiungere veicoli passeggeri a range extender nella sua fabbrica di Pechino. Il risultato è lo SkyNomad N90, un SUV a tre file di sedili con un’autonomia combinata dichiarata di oltre 1.500 chilometri, spinta da un motore turbo 1.5 litri prodotto da Harbin Dongan che sviluppa 112 kW di potenza netta e — particolare fondamentale — non aziona mai le ruote: serve soltanto a generare elettricità per la batteria.
Per il consumatore che guarda al prezzo, la proposta è invitante. Secondo i media cinesi, la gamma SkyNomad dovrebbe partire da circa 200.000 yuan, ben al di sotto dei 250.000 yuan e oltre richiesti da concorrenti diretti come Li Auto L9 e Aito M9. Se guardiamo ai prezzi di pre-vendita ufficializzati il 30 luglio, il top di gamma N90 Max si attesta a 299.900 yuan, mentre il fratello leggermente più compatto N70 Max viene proposto a 259.900 yuan. La sensazione è che Xiaomi cerchi di ritagliarsi uno spazio puntando tutto sul rapporto tra dimensioni, autonomia e cifra d’ingresso. Ma per capire se si tratta di un’occasione o di un azzardo, bisogna mettere da parte l’entusiasmo e guardare i numeri reali del mercato.
I numeri che spiegano perché
Eccoli. Secondo i dati della China Passenger Car Association (CPCA) relativi allo scorso giugno, le vendite al dettaglio di auto EREV in Cina sono crollate del 29,31% su base annua, fermandosi a 82.000 unità. Non è un incidente di percorso: nell’intero primo semestre del 2026, le vendite al dettaglio sono scese del 15,09% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un totale di 450.000 veicoli. Sempre la CPCA segnala che le vendite all’ingrosso sono calate del 13,1% e quelle al dettaglio hanno addirittura perso il 19,4%, facendo dei range extender l’unico segmento tra le auto a nuova energia a segnare una contrazione. La quota degli EREV sul totale delle NEV vendute al dettaglio è scesa all’8,14%, dal 10,44% di giugno 2025. In altre parole, mentre tutto il mondo dell’elettrico cresce, i range extender arretrano.
E non è difficile capire perché. Le batterie migliorano, le ricariche diventano più veloci e la rete di colonnine si infittisce. Il valore aggiunto di portarsi dietro un motore termico che non muove mai le ruote, con tutto il peso e la complessità che comporta, diventa ogni mese meno giustificabile. Tra l’altro, il mercato cinese degli EREV è già presidiato da giganti difficili da scalfire: nel 2025, sette dei dieci SUV a range extender più venduti in Cina portavano il marchio Li Auto o Aito, quest’ultima sostenuta da Huawei. Li Auto, da sola, ha consegnato 30.468 veicoli solo a luglio e ha raggiunto 1.764.155 consegne cumulative al 31 luglio 2026. Entrare adesso con un prodotto nuovo significa sfidare avversari che hanno già costruito una base di clienti fedelissima e che continuano a macinare volumi, anche mentre il segmento si restringe.
Xiaomi gioca la carta del prezzo e della varietà: il catalogo depositato presso il MIIT comprende quattro versioni — N90 Max, N90 Max Camping Edition, N70 e N70 Max — il che suggerisce la volontà di coprire esigenze diverse, dalla famiglia numerosa all’avventura nel fine settimana. Ma se il mercato complessivo degli EREV si sta sgonfiando, abbassare il prezzo potrebbe non bastare a invertire la tendenza. Potrebbe anzi significare scommettere su una nicchia che, fra due o tre anni, rischia di valere molto meno di oggi sia in termini di vendite che di valore dell’usato.
Cosa conviene fare oggi
Allora, chi può ancora considerare lo SkyNomad? La risposta, come spesso accade, dipende da come usi davvero l’auto. Se ogni settimana ti sposti per centinaia di chilometri in zone dove le colonnine rapide sono un miraggio, il range extender è una polizza contro l’ansia da ricarica, e farlo con un SUV che promette oltre 1.500 chilometri di autonomia combinata può avere una sua logica. Se invece i tuoi spostamenti sono per lo più urbani o lungo tratte ben servite dalle infrastrutture di ricarica, stai comprando un’auto più complessa del necessario, con un motore termico da mantenere e un futuro rivendibilità tutto da verificare.
Mettiamola in termini concreti. Con 200.000 yuan di partenza, lo SkyNomad N90 costa meno di un Li Auto L9 o di un Aito M9, due nomi che già oggi dominano la categoria. Ma quei due marchi hanno alle spalle volumi altissimi e una rete di assistenza rodata. Xiaomi, al contrario, debutta proprio quando la CPCA fotografa un segmento in calo libero: -19,4% nelle vendite al dettaglio del primo semestre, unico comparto NEV con il segno meno. Se la tendenza prosegue, fra tre anni il valore dell’usato di un EREV potrebbe risentirne più di quello di un’elettrica pura. Tradotto: il risparmio iniziale potrebbe essere eroso da una svalutazione più rapida. Chi compra oggi deve mettere sul piatto anche questo calcolo, non solo il fascino del chilometraggio dichiarato e del prezzo d’ingresso aggressivo.
La vera autonomia non è quella che leggi sulla scheda tecnica. È quella che il mercato riconoscerà alla tua auto quando deciderai di rivenderla. Scegliete con la testa, non solo con il piede.




