Il test a piena potenza durato meno di un’ora, ma a velocità di trollaggio l’autonomia supera i 250 chilometri
Avete presente quel momento in barca, quando il serbatoio segna un quarto e il marina più vicino è dall’altra parte del lago? È lì che nasce la domanda: e se fosse elettrica? Per rispondere, lo scorso 12 luglio un test sul Lago Gaston, al confine tra North Carolina e Virginia, ha messo alla prova uno Scout 215 XSF con batteria da 84 kWh.
La prova sul lago: numeri di un pomeriggio
I dati emersi a piena potenza disegnano un quadro piuttosto chiaro. La barca ha viaggiato a circa 27-28 miglia orarie (43-45 km/h) consumando tra 80 e 85 kilowatt. Il display di bordo stimava circa 54 minuti di funzionamento a tutto gas e un’autonomia nel caso peggiore di 25-27 miglia, vale a dire 40-43 chilometri. Tradotto in termini pratici: meno di un’ora di acceleratore spalancato e poi si torna in banchina, con la speranza che la ricarica notturna basti per il giorno dopo.
La domanda che resta, a questo punto, è semplice: cosa succede quando si rallenta, o quando serve davvero ricaricare?
Cosa significa davvero: autonomia e ricarica
Ma i numeri del test raccontano solo la velocità massima; la vita reale in acqua è fatta di andature molto diverse. Ed è qui che il quadro cambia radicalmente. La stessa barca da 84 kWh che a tutto gas percorre solo una trentina di chilometri, a velocità di trollaggio — il passo lento della pesca a traina — può teoricamente coprire tra 160 e 180 miglia, oltre 250 chilometri. È una differenza enorme, ed è forse il punto che conta davvero: l’elettrico in acqua non premia chi va forte, premia chi va piano e a lungo. Un pescatore che trolla per ore, o chi naviga a passo d’uomo lungo la costa, vede l’autonomia moltiplicarsi.
Poi c’è il capitolo ricarica, ed è qui che bisogna essere onesti. Da vuoto a pieno servono circa 12 ore con alimentazione a 240 volt, ma la cifra può salire a 20-24 ore con il servizio a 120 volt. Tradotto: attacchi la barca la sera e, se la banchina è a 240 volt, la ritrovi carica al mattino; con una presa a 120 volt rischi di dover rinunciare all’uscita del giorno dopo. Per chi usa la barca solo nel weekend, questo è un vincolo reale, non un dettaglio.
Resta il nodo economico: a chi conviene davvero questo compromesso?
Il confronto: quanto costa l’elettrico oggi
E poi c’è il prezzo: non basta sapere che l’elettrico funziona, bisogna vedere quanto costa rispetto al termico. Prendiamo un sistema già in vendita. Il sistema E-Motion 180E di Vision Marine include un motore da 180 cavalli (135 kW), un pacco batterie da 60 kWh e tutti i componenti necessari — caricatore, monitor, comandi, elica e altro — per circa 79.000 dollari, di cui 27.000 solo per il motore. L’autonomia stimata è di 70 miglia (112 chilometri) alla velocità di crociera di 20 miglia orarie, o 3,5 ore di navigazione, a seconda di barca, meteo, carico ed elica.
Intanto il settore si muove. Flux Marine ha raccolto 15,5 milioni di dollari in finanziamenti di serie A, e il pacchetto Scout 215 XSF con il suo motore fuoribordo era stato presentato già al salone nautico di Miami del febbraio 2025. L’azienda mira a ridefinire i limiti dell’esperienza di navigazione, rendendola più potente, efficiente, sostenibile e piacevole.
La scelta, quindi, non è tra elettrico e termico in assoluto, ma tra modi di usare la barca. Se passate le giornate a trollare o a navigare a passo d’uomo, l’elettrico può già essere una scelta sensata: l’autonomia si allunga parecchio e una ricarica notturna, per quanto lenta, copre le ore di ormeggio. Se invece amate le andature veloci, per ora il termico resta più pratico. Il consiglio è guardare i propri consumi reali — le miglia che fate davvero in una giornata tipo — prima di decidere.




