Le rinnovabili superano il carbone al 34% del mix globale, ma il calo dei fossili si ferma allo 0,2%

Nel 2025 il mondo ha chiesto più elettricità, eppure la generazione da combustibili fossili non si è mossa. Il solare ha coperto da solo tre quarti dell’aumento della domanda, con un balzo record di 636 terawattora, ma carbone e gas sono rimasti fermi. È il paradosso fotografato dalla Global Electricity Review di Ember pubblicata lo scorso aprile: l’energia pulita assorbe tutta la crescita, ma i fossili non calano.

Le rinnovabili hanno raggiunto il 34% della generazione elettrica globale e hanno superato il carbone, fermo al 33%, per la prima volta in un secolo. Eppure, secondo l’analisi di Carbon Brief, il calo dei combustibili fossili nel 2025 è stato appena dello 0,2%. È la prima volta, rileva Ember, che il declino avviene per uno spostamento strutturale verso l’energia pulita, non per una crisi economica o un evento eccezionale. Il dettaglio è importante: la transizione non è più un incidente, ma ha la velocità di un treno che frena sul bagnato.

Il paradosso del 2025: il solare corre, i fossili restano

Il dato più eclatante è la crescita del solare: 636 terawattora in più in un anno, un +30% che equivale al doppio della domanda annuale di elettricità del Regno Unito. La Cina ha guidato l’incremento, rappresentando più della metà dell’aumento sia di capacità sia di generazione solare. Numeri che avrebbero dovuto far arretrare i fossili, e invece li hanno solo congelati.

«L’energia pulita sta crescendo abbastanza in fretta da assorbire la domanda crescente, mantenendo piatta la generazione fossile prima del suo inevitabile declino», ha scritto Aditya Lolla di Ember. È una frase che contiene il paradosso: la crescita delle rinnovabili oggi evita che i fossili salgano, ma non li fa ancora scendere. Come dire che la transizione sta vincendo la battaglia della domanda, ma non ha ancora cominciato a vincere quella del mercato.

Dal picco OECD alla COP28: la svolta strutturale

Il 2025 non è un caso isolato. Guardando indietro, il paradosso si scioglie: la generazione fossile dell’OECD ha toccato il picco già nel 2007 e da allora è in declino strutturale, tanto che nel 2025 era il 19% sotto quel livello. Non si tratta di oscillazioni cicliche: è un arretramento che dura da quasi due decenni.

Già nel dicembre 2023, in occasione della COP28, l’analisi di Ember pubblicata intorno ai negoziati climatici osservava che 107 economie su 215 avevano superato il picco della generazione da combustibili fossili e che il mondo era vicino a un punto di svolta in cui eolico e solare avrebbero spinto i fossili in declino. I numeri del 2025 confermano quella previsione: il sorpasso delle rinnovabili sul carbone, il solare che assorbe tre quarti della domanda, il calo strutturale non legato a shock. La svolta era attesa, ed è arrivata.

E ora? La lenta fine del carbone e le economie in ritardo

Le proiezioni dell’Agenzia internazionale dell’energia indicavano che le rinnovabili avrebbero potuto superare il carbone già nel 2025 e comunque entro il 2026 al più tardi, quando dovrebbero arrivare al 36% della produzione elettrica globale contro il 32% del carbone, il livello più basso in un secolo. I dati di Ember dicono che il sorpasso è già avvenuto lo scorso anno.

Ma il diavolo è nei dettagli. Un calo dei fossili dello 0,2% in un anno di crescita record del solare significa che, per ora, le rinnovabili stanno assorbendo la domanda senza davvero scacciare il carbone. E se la Cina da sola rappresenta più della metà dell’incremento solare mondiale, il resto della corsa è molto meno distribuito. La domanda, a questo punto, non è più se le rinnovabili cresceranno, ma se lo faranno abbastanza in fretta da rendere il declino dei fossili misurabile anche nelle bollette e nei bilanci delle imprese, non solo nei comunicati.

Il 2025 è stato l’anno in cui le rinnovabili hanno smesso di inseguire la domanda e hanno cominciato a erodere il mercato dei fossili. Ma con un calo dello 0,2%, il conto alla rovescia per carbone e gas è appena iniziato: chi non accelera ora pagherà il prezzo più alto, in bolletta e in competitività.