Il costo di Sizewell C supera di quasi cinque volte la soglia della Royal Society.
286 sterline per megawattora. È il costo livellato che Sizewell C avrebbe se fosse finanziato liberamente sul mercato: il prezzo necessario a garantire redditività all’investimento, tenuto conto degli elevati fattori di rischio tipici del nucleare, sarebbe pari a 286 £/MWh — 334 €/MWh — secondo le stime di Bloomberg riportate dal Financial Times e raccolte nell’analisi di QualEnergia pubblicata lo scorso agosto su La Nuova Ecologia.
Il numero non è un refuso. Già nel 2023 la Royal Society aveva avvertito che, nel sistema elettrico britannico, il nucleare ridurrebbe il costo di sistema solo se il costo livellato di questa fonte fosse inferiore a 60 £/MWh. A 286 £/MWh, Sizewell C supera quella soglia di quasi cinque volte. Per dare leggibilità al dato: il costo livellato è il prezzo dell’energia che rende redditizio un investimento lungo l’intera vita dell’impianto, includendo costo capitale, esercizio e rischio finanziario. La domanda che segue è tecnica prima che politica: perché una tecnologia che doveva essere matura presenta ancora un costo livellato fuori scala rispetto al valore che porta al sistema?
La promessa EPR e la realtà dei cantieri
La genesi di quel costo va cercata nei cantieri, non sulla carta. Lo scorso maggio il rapporto della National Audit Office ha concluso che Sizewell C comporta ancora rischi di consegna rilevanti, perché nessuna centrale nucleare del suo tipo è stata finora costruita senza ritardi o aumenti di costo. Non è una cautela formale: è il consuntivo di una famiglia di reattori — gli EPR — che non ha ancora prodotto un singolo cantiere rispettoso di tempi e costi annunciati.
Il precedente più vicino è Hinkley Point C, stesso progetto EPR. Lo scorso febbraio l’ultimo ritardo ha portato il costo totale dell’impianto a 35 miliardi di sterline, quasi il doppio della stima di 18 miliardi del 2016 — l’anno del via libera — e ha cancellato quasi 3 miliardi di sterline dai conti del gruppo francese. Per Sizewell C i numeri sono ancora più grandi: costo capitale previsto nell’intervallo 38,2-47,7 miliardi di sterline a valori 2024-2025, e un tempo di pianificazione-costruzione (planning-to-operation) di 18-23 anni. La quota del DESNZ nella società è del 44,9%, quella di EDF del 12,5%: lo Stato britannico è di fatto il primo azionista, ma la proprietà pubblica non elimina il rischio tecnico, lo ridistribuisce.
Il rinascimento nucleare in Europa e negli Stati Uniti, ormai in affanno, è stato una storia di ritardi e superamenti dei costi, con i nuovi progetti nucleari non testati più difficili da costruire del previsto; anche gli sviluppatori ammettono alti livelli di rischio. E per le famiglie britanniche i risparmi complessivi potrebbero essere superati dal costo di sostenere la costruzione fino quasi a metà della vita operativa di 60 anni dell’impianto.
Bollette anticipate e rinnovabili in discesa
Il rischio di consegna si traduce in costi immediati per chi paga la corrente. Da novembre 2025, quasi un anno fa, i consumatori del Regno Unito hanno iniziato a pagare per Sizewell C in bolletta, per un impianto che arriverà — nella migliore delle ipotesi — tra 18 e 23 anni. Il meccanismo è quello del Regulated Asset Base: il rischio di costruzione viene riconosciuto in tariffa mentre il cantiere è ancora aperto, socializzandolo sulle bollette. Secondo le previsioni del DESNZ, l’aumento per una famiglia tipica sarà di 4 sterline nel 2025-26, per salire a un intervallo compreso tra 17 e 19 sterline al momento dell’apertura.
Il confronto con le rinnovabili rende l’asimmetria ancora più marcata. Secondo la U.S. Energy Information Administration, nel 2023 il costo livellato del nucleare avanzato era stimato a 110 $/MWh e previsto invariato fino al 2050. Il solare fotovoltaico, sempre secondo l’agenzia statunitense, era a 55 $/MWh nel 2023 con una discesa prevista fino a 25 $/MWh nel 2050; l’eolico onshore era a 40 $/MWh e scenderà a 35 $/MWh. Due traiettorie opposte: una piatta, l’altra in caduta.
Per chi installa o gestisce impianti puliti, il caso Sizewell C conferma che il nuovo nucleare non è tanto una scommessa tecnica quanto un trasferimento di rischio dai bilanci degli sviluppatori alle bollette dei consumatori, mentre eolico e solare offrono una traiettoria di costo opposta e già competitiva. Se il fotovoltaico costerà 25 $/MWh nel 2050 e Sizewell C viaggia intorno ai 334 €/MWh, la domanda non è tecnica: è se abbia ancora senso legare le bollette a un cantiere da 18-23 anni.




