Il pascolo solare unisce risparmio economico, ricerca scientifica e tutela della biodiversità
La scorsa settimana lo stabilimento Volkswagen Poznań di Września, in Polonia, ha svelato un dettaglio insolito del suo impianto fotovoltaico da 18,3 megawatt: la manutenzione del verde non è più affidata a macchinari, ma a un gregge di un centinaio di pecore. Una scelta che, come riportato da InsideEVs, ha sostituito i tosaerba meccanici con un gregge di 100 pecore, unendo risparmio economico, ricerca scientifica e biodiversità.
Pecore sotto i pannelli: il caso Volkswagen Poznań
L’impianto, costruito e gestito dalla società Quanta Energy, ospita esemplari di razza wielkopolska. Non si tratta di un semplice esperimento estetico. Come ha spiegato in un comunicato stampa Marzena Pillich-Grońska, direttrice dello stabilimento Volkswagen Poznań, la fattoria fotovoltaica oggi non produce solo energia pulita, ma è diventata un luogo in cui l’azienda supporta la biodiversità, l’agricoltura locale e lo sviluppo della conoscenza scientifica. La stessa Pillich-Grońska, intervistata da InsideEVs, ha aggiunto che il progetto di pascolo dimostra come l’industria moderna possa lavorare in armonia con la natura.
L’allevatrice proprietaria del gregge, Justyna Nowak-Gajek, ha confermato che gli animali si sono adattati molto bene al nuovo ambiente e che il gregge si sente al sicuro tra i pannelli. Un dettaglio che segnala come l’integrazione tra allevamento e fotovoltaico sia già una realtà pratica, non solo teorica. Del resto, lo stesso gruppo Volkswagen aveva già sperimentato una soluzione analoga oltreoceano: nella fabbrica di Chattanooga, in Tennessee, un gregge di circa 50 pecore è impiegato nella gestione della vegetazione del parco solare, un’attività che l’azienda considera essenziale per le operazioni dell’impianto.
Ma quella di Volkswagen non è una trovata isolata: altri colossi dell’auto stanno seguendo la stessa rotta.
La corsa all’agrivoltaico tra i big dell’auto
L’iniziativa polacca si inserisce in un movimento più ampio. Il cosiddetto “pascolo solare” – l’uso di pecore per tenere bassa l’erba sotto i pannelli – è esploso insieme all’industria fotovoltaica, come documentato da Associated Press. Non è un caso isolato: Toyota, ad esempio, ha indicato il suo stabilimento in West Virginia come il primo impianto del gruppo a utilizzare l’agrivoltaico, facendo pascolare pecore sotto i pannelli solari. E al di fuori del settore automobilistico, aziende come SB Energy in Texas hanno già schierato migliaia di pecore nei propri parchi solari, trasformando un costo di manutenzione in un’opportunità di allevamento.
I vantaggi sono reciproci: gli impianti beneficiano di una rasatura costante e a costo zero del manto erboso, mentre gli allevatori ottengono pascolo e, in alcuni casi, un reddito aggiuntivo per la gestione del territorio. Ma oltre al risparmio, c’è un obiettivo più ambizioso: capire come i pannelli solari influenzano il benessere animale e l’ambiente circostante.
Oltre il pascolo: gli studi su benessere animale ed ecosistema
Il progetto di Września non è solo una trovata di green marketing, ma un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Come ha dichiarato a Electrek la dottoressa Joanna Składanowska-Baryza dell’Università di Scienze della Vita di Poznań, lo studio in corso analizza come gli impianti fotovoltaici influenzano il benessere animale, l’ecosistema locale e, in particolare, se l’ombra creata dai pannelli solari riduce lo stress da calore negli animali. È una domanda che ha implicazioni sia per il benessere animale sia per la produttività: temperature più miti potrebbero tradursi in una migliore qualità della lana o in una maggiore fertilità, ma i dati sono ancora pochi per trarre conclusioni definitive.
Il punto, per l’industria, è che il fotovoltaico a terra occupa spazio – e la gestione del suolo sta diventando una variabile economica e reputazionale. Se i risultati confermassero benefici tangibili, il modello agrivoltaico potrebbe scalare rapidamente: non più solo un gregge dimostrativo, ma una componente strutturale dei nuovi impianti. Con l’esplosione del solare prevista per i prossimi anni – in Europa come negli Stati Uniti – il pascolo fotovoltaico potrebbe diventare la norma, una sinergia che taglia i costi di manutenzione e ridisegna il paesaggio energetico. Il prossimo passo sarà misurare con precisione i benefici oltre la semplice rasatura: quanto vale, in termini economici e ambientali, un gregge sotto i pannelli?




