La Regione ha speso oltre 3 milioni nel 2023 per 13 interventi, ma l’erosione non si ferma
Lo scorso 8 luglio l’assessore regionale all’ambiente David Barontini annunciava l’avvio di un tour di sopralluoghi lungo la costa toscana: 17 opere, 11 comuni, 2 milioni di euro di investimento complessivo cofinanziato all’80 per cento. Due giorni dopo è partito da Marina di Pisa, per toccare Follonica, Marina di Massa, San Vincenzo, l’Argentario e Capalbio. La foto‑opportunità è confezionata con cura: l’assessore sulla spiaggia, i tecnici al seguito, i sindaci che ringraziano. Ma se il mare toscano genera il 4,7 per cento del valore aggiunto regionale e dà lavoro al 4,3 per cento degli occupati, la domanda che resta fuori dal briefing è quanto pesa davvero uno stanziamento da due milioni sulla bilancia di un’erosione che non conosce la tregua stagionale.
Cerotti da 2 milioni
Gli interventi di ripascimento che Barontini ha voluto celebrare sono stati approvati dalla Giunta regionale già a marzo, all’interno del primo stralcio del documento operativo per il recupero della fascia costiera 2026. Una delibera vecchia di mesi, che il tour estivo trasforma in un rito di presenza politica. L’assessore, in un intervento ripreso da Toscana TV, ha definito questo il primo provvedimento concreto della nuova consiliatura sulla salvaguardia delle coste. Peccato che la cifra – poco più di 2 milioni di euro – basti appena a spostare sabbia da un punto all’altro lungo diciassette cantieri, con una media di 118.000 euro a intervento. Ripascire qualche centinaio di metri di arenile può dare l’illusione di una spiaggia tornata ampia per una stagione; risolvere la dinamica che ogni anno se la mangia è tutta un’altra partita. Dietro il tour, i numeri raccontano un’altra storia.
I conti che non tornano
La Regione, già nel 2023, aveva finanziato con oltre 3 milioni di euro 13 interventi di recupero costiero, tutti ormai conclusi. Oggi, con un’economia del mare che vale quasi il 5 per cento del Pil regionale, lo sforzo si riduce a due milioni per un numero perfino superiore di opere. Secondo i dati 2026 pubblicati da T24 Economia, l’Economia del Mare in Toscana pesa per il 4,7 per cento sul valore aggiunto e per il 4,3 per cento sull’occupazione: tradotto in persone e fatturati, significa decine di migliaia di posti di lavoro e qualche miliardo di euro che poggiano, letteralmente, sulla tenuta delle spiagge.
Quello che i soldi del ripascimento non affrontano è la causa dell’erosione. Come è stato ricostruito anche da analisi indipendenti, la costa toscana soffre perché il suo equilibrio dinamico fra apporto e perdita di sedimenti è stato interrotto da porti, dighe e antropizzazioni che bloccano il flusso naturale di sabbia. Ogni stagione le correnti portano via più di quanto arrivi da monte. Un intervento tampone di soli due milioni – importo analogo a quello che la Regione spende per manutenzioni ordinarie di altri comparti – serve a rattoppare qualche punto critico, non a invertire il processo. Per ogni euro speso in un cerotto di sabbia, ce ne sono a rischio molti di più nei bilanci di stabilimenti balneari, ristoranti, agenzie di noleggio attività sportive e dell’intera filiera ittica. È una proporzione che non regge nessuna analisi costi‑benefici.
Spiagge che spariscono, turismo che trema
Quando la sabbia manca, i concessionari riducono gli ombrelloni, gli albergatori segnano disdette, i lavoratori stagionali restano a casa. A Marina di Massa, a San Vincenzo, nei tratti di litorale che l’erosione ha già dimezzato, ogni estate senza un ripascimento adeguato è un’ipoteca sulla sopravvivenza stessa delle imprese. Il 4,3 per cento di occupati del comparto costa è fatto di persone che non possono aspettare le passerelle mediatiche dell’assessore di turno. Eppure, la Regione continua a muoversi per bandi annuali e stanziamenti straordinari, senza mai mettere sul tavolo un masterplan strutturale di adattamento della costa. La vera domanda resta: c’è una strategia oltre il tampone?
I due milioni di oggi sono il prezzo di un’emergenza rinviata di anno in anno. Ogni estate senza sabbia è un’ipoteca sul futuro dell’economia toscana.




