In Germania le elettriche superano benzina, diesel e ibride con una crescita del 78%

A giugno 2026, in Germania, le immatricolazioni di auto elettriche pure hanno superato quelle di benzina, diesel e ibride messe insieme. La quota di mercato ha toccato il 28,4%, con un balzo del 78,2% sullo stesso mese dell’anno prima. Non un assaggio di futuro: è un mercato che si è già girato.

Il dato tedesco arriva mentre il resto d’Europa sistema i contatori. A fine 2025, l’Unione contava 1,1 milioni di punti di ricarica pubblici. Secondo un’analisi di Transport & Environment, tutti i paesi membri tranne uno rispettano i target comunitari: la rete di ricarica europea ha corso più veloce delle vendite di auto elettriche.

Chi diceva “non ci sono colonnine” oggi deve guardare i numeri e cambiare argomento.

La piattaforma che accontenta tutti

Mentre la Germania voltava pagina, Toyota svelava il concept della prossima Corolla. Una macchina attesa, visto che la Corolla ha superato i 57 milioni di unità vendute in sessant’anni. Il costruttore giapponese ha scelto una strada molto Toyota: una piattaforma unica in grado di ospitare motori a combustione, ibridi, plug‑in hybrid ed elettrici a batteria. Il prototipo con griglia chiusa e punto di ricarica confermava che la variante BEV è in sviluppo. Ma nel giorno della presentazione, l’amministratore delegato Koji Sato non ha parlato solo di elettrico:

«Che sia un’auto elettrica a batteria, plug‑in hybrid, ibrida o con motore a combustione interna – qualunque sia la fonte di energia – facciamo auto belle che tutti vogliano guidare».

Una frase che suona come un manifesto, o forse come un tentativo di tenere insieme pezzi che altrove si stanno già separando. Akio Toyoda, in un’intervista alla NHK, è stato più diretto: ha parlato di un forte senso di crisi che attraversa l’azienda. Un ingegnere intervistato nello stesso contesto ha ammesso: «penso che stiamo perdendo con la Cina». E la crisi ha già lasciato tracce: a luglio 2026 Toyota ha cancellato la Lexus LF‑ZC, l’ammiraglia elettrica che doveva rappresentare il salto.

La domanda che è già cambiata

La scommessa di Toyota è che il cliente voglia ancora scegliere, che la transizione sia un menu e non un binario. Ma i numeri tedeschi raccontano altro: la quota di mercato del 28,4% delle elettriche a giugno non è un episodio, è il punto più alto di una curva che sale da mesi. L’incremento del 78,2% delle registrazioni rispetto all’anno precedente dice che la domanda sta accelerando proprio mentre i costruttori cinesi stringono la morsa. BYD ha superato Ford nel 2025, diventando il sesto costruttore mondiale, e il suo amministratore delegato Wang Chuanfu ha dichiarato che l’azienda diventerà il primo produttore globale per volumi entro cinque anni. Non è una spacconata: i numeri del 2025 la rendono già una previsione plausibile.

Quota 30 e l’effetto sostituzione

Il dato da tenere d’occhio nei prossimi mesi è la soglia del 30% di quota BEV in Germania. Se il secondo semestre 2026 confermasse la tendenza di giugno, il dibattito non sarà più “quale motorizzazione scegliere”, ma con quale velocità la combustione interna smetterà di essere un’opzione di massa. La piattaforma multi‑powertrain della Corolla arriverà sul mercato con la compatibilità con BEV, plug‑in, hybrid e ICE, ma potrebbe trovarsi a rispondere a una domanda che il mercato ha già smesso di fare. Perché quando le elettriche pure battono tutte le altre alimentazioni nel primo mercato europeo, offrire un motore termico non è più prudenza: è un costo.