Il paradosso del South Bronx: fondi per l’asma arrivano dove il traffico deviato aumenta l’inquinamento
Lo scorso maggio il sindaco Zohran Kwame Mamdani ha annunciato un investimento di 20 milioni di dollari dal programma di mitigazione del congestion pricing dell’MTA per migliorare gli esiti dell’asma infantile nel Bronx. Un assegno che arriva direttamente dal cuore di un paradosso ambientale che da mesi tiene banco tra South Bronx Unite e i ricercatori della Columbia University: i fondi per curare i polmoni dei bambini sono gli stessi che il sistema di tariffazione ha generato, ma nel frattempo, in alcune zone del quartiere, quei polmoni sono stati esposti a concentrazioni di polveri sottili mai viste prima dell’entrata in vigore del pedaggio.
La cura che arriva dal male
Il programma di mitigazione del congestion pricing ha stanziato 100 milioni di dollari per i quartieri colpiti in modo sproporzionato dall’inquinamento ambientale, dai cambiamenti climatici e da esiti sanitari già compromessi. Al Bronx sono andati 71,7 milioni, più del 70 per cento del totale. È il riconoscimento implicito, tradotto in cifre, che il pedaggio sotto la 60esima strada non redistribuisce il traffico in modo indolore: lo sposta, lo concentra, e in certi casi lo scarica proprio dove le mappe di vulnerabilità sanitaria erano già rosse. I 20 milioni annunciati a maggio dal Dipartimento della Salute della città sono una fetta di quella torta da 71,7. Serviranno a espandere due programmi: 8,9 milioni per il Bronx Asthma Program, che finanzia interventi di supporto comunitario, e 11,1 milioni per allargare l’Asthma Case Management Program nelle scuole. Quindici nuovi istituti del Bronx si aggiungeranno alla rete, e prima dell’anno scolastico 2026-27 dovrebbe essere operativo un sistema elettronico per i moduli di somministrazione dei farmaci, che manderà in pensione l’attuale processo cartaceo.
Fin qui la promessa. Ma i numeri che contano non sono solo quelli dei finanziamenti.
Chi vince, chi perde
Dietro le cifre roboanti degli stanziamenti si nasconde una mappa dettagliata di disuguaglianze vecchie e nuove. Otto milioni e novecentomila dollari andranno a programmi di prossimità gestiti da organizzazioni locali; undici milioni e centomila finanzieranno la gestione dell’asma dentro le scuole. Una suddivisione che risponde a logiche amministrative precise, ma che stride quando la si sovrappone ai dati raccolti dai monitor dell’aria piazzati vicino alle superstrade principali. Uno studio condotto dai ricercatori della Columbia University ha rilevato che il congestion pricing è stato associato, in media, a un aumento di 0,22 µg/m3 di PM2.5 orario nel South Bronx. Il dato medio, però, nasconde le punte: quattro monitor collocati accanto ai grandi assi autostradali hanno registrato incrementi significativi, con un massimo di 1,29 µg/m3. Significa che in prossimità delle arterie dove il traffico deviato si infila per aggirare la zona a pedagogio, l’aria è diventata misurabilmente più tossica. Sono le stesse aree — Mott Haven, Hunts Point, le strisce residenziali attaccate alla Cross Bronx Expressway — dove il Dipartimento della Salute sta ora portando i programmi scolastici e comunitari per l’asma.
Il quadro è quello di un quartiere che riceve fondi per mitigare un danno che il meccanismo stesso dei fondi contribuisce ad aggravare. La giustizia ambientale promessa dal programma da 100 milioni si scontra con la geografia reale delle polveri: i soldi arrivano dove i monitor segnalano picchi, ma arrivano sotto forma di educazione sanitaria e gestione farmacologica, non di riduzione delle emissioni. Il paradosso è tutto qui: il sistema premia le aree esposte con interventi a valle, mentre a monte l’esposizione cresce.
Il respiro sospeso
Eppure, c’è un dato che sfugge a questa geometria di compensazioni: le visite al pronto soccorso per asma tra i bambini dai 5 ai 17 anni sono diminuite del 38 per cento a livello cittadino e del 25 per cento nel Bronx tra il 2009 e il 2024. Quindici anni di progressi lenti, costruiti su programmi di gestione domiciliare, formazione degli insegnanti, controllo ambientale delle abitazioni. Con quindici scuole aggiuntive e un sistema elettronico che ridurrà la dispersione dei moduli farmacologici, il Dipartimento della Salute promette efficienza prima dell’inizio dell’anno scolastico 2026-27. Ma quei progressi sono stati misurati prima che il congestion pricing ridisegnasse le traiettorie dei camion e delle automobili dirette fuori Manhattan. Cosa succederà adesso che i livelli di PM2.5 sono aumentati proprio accanto ai plessi scolastici coinvolti nell’espansione? Nessuno, per ora, può misurarlo. I 20 milioni comprano sollievo immediato e una migliore organizzazione dei farmaci, ma non spostano di un metro le corsie autostradali che stanno pompando polveri nei polmoni dei bambini del South Bronx. La domanda resta nell’aria, letteralmente.




