Il rapporto Arera segnala un differenziale del 14% sul prezzo netto dell’energia rispetto all’Eurozona

Bolletta shock: quanto ci costa davvero la luce

Mettiamo subito le cifre sul tavolo. Secondo i dati dell’Autorità per l’Energia, le Reti e l’Ambiente, le famiglie italiane pagano in media 35,70 centesimi di euro per kilowattora, secondi solo alla Germania. Non è solo una questione di tasse e oneri di sistema: il prezzo netto dell’elettricità, cioè al netto di imposte e balzelli, è di 25,92 c€/kWh, contro una media dell’Eurozona di 22,73 c€/kWh. Parliamo di un differenziale del 14% che si paga sulla materia prima energetica, prima ancora che lo Stato ci metta mano con gli oneri.

In altre parole, anche se domani qualcuno azzerasse tutte le tasse in bolletta, pagheremmo comunque più dei francesi, degli spagnoli e degli olandesi. La domanda a questo punto è quasi obbligata: perché? La fotografia più aggiornata della situazione energetica italiana arriva proprio dall’ultimo rapporto dell’Arera, appena presentato dal presidente uscente Stefano Besseghini.

Cosa dice (e non dice) l’ultimo rapporto Arera

Questo rapporto ha un valore simbolico che va oltre i dati. È l’ultimo presentato dal Consiglio guidato da Besseghini, sostituito a gennaio 2026, e coincide con il trentesimo anniversario della legge istitutiva di ARERA, la numero 481 del 14 novembre 1995. Trent’anni in cui l’Autorità è passata dalla regolazione di un mercato monopolistico a un panorama completamente liberalizzato, almeno sulla carta. Oggi ARERA è membro del CEER, il Consiglio dei regolatori europei dell’energia, e partecipa ai tavoli dell’ACER e della Commissione Europea. Ma il nodo dei prezzi resta tutto italiano.

Nel 2024 la richiesta di energia elettrica in Italia ha raggiunto 312,7 TWh, con un aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Consumiamo di più, paghiamo di più, e nel frattempo il sistema di protezione che per decenni ha ammortizzato le oscillazioni del mercato è stato quasi del tutto smantellato.

Il rapporto non lo dice esplicitamente, ma lo si legge tra le righe: il combinato disposto tra l’alto prezzo netto dell’energia e la fine delle tutele di prezzo crea una tempesta perfetta per il consumatore medio. La buona notizia è che i dati ci sono e sono pubblici. La cattiva è che usarli bene richiede un po’ di metodo.

Mercato libero: come difendersi (e cosa cambia)

Il 2024 è stato l’anno della quasi totale dismissione del Servizio di Maggior Tutela per l’elettricità. In pratica, la stragrande maggioranza delle famiglie italiane si trova oggi nel mercato libero, che tu l’abbia scelto attivamente o che ci sia finito per default. La Relazione annuale 2025 dell’Arera, come evidenziato dall’analisi di Canale Energia, mostra un mercato retail ancora frammentato, con centinaia di operatori e offerte che cambiano di continuo. Non è necessariamente un male: la concorrenza, quando funziona, abbassa i prezzi. Ma funziona solo se il consumatore ha gli strumenti per confrontare.

E qui veniamo al punto pratico. Nel mercato libero la fedeltà non premia mai. Anzi, restare con lo stesso fornitore per anni senza verificare le condizioni è il modo più sicuro per pagare più del necessario. Le offerte con sconto temporaneo sul prezzo della materia energia vanno lette con attenzione: spesso lo sconto vale per 12 o 24 mesi, dopodiché si torna a una tariffa piena che può essere anche superiore a quella che avevi prima. Il Portale Offerte di ARERA esiste proprio per questo: è uno strumento pubblico, gratuito, che ti permette di confrontare le offerte luce e gas inserendo i tuoi consumi reali. Non ti dice qual è “la migliore” in assoluto, ma ti mostra il costo annuo stimato per ciascuna opzione, comprese tutte le voci.

Un altro consiglio spicciolo: guarda sempre al prezzo netto della materia energia, non al prezzo finito che include gli oneri. Gli oneri di sistema e le tariffe di trasporto sono uguali per tutti i fornitori, perché decisi dall’Autorità. Quello su cui puoi risparmiare davvero è la componente di commercializzazione e il prezzo della materia prima.

Per la prossima bolletta, l’unica arma che hai è il confronto attivo. Prendi l’ultima fattura, individua i tuoi consumi annui, vai sul Portale Offerte e simula. Diffida di chi ti chiama al telefono promettendo risparmi miracolosi: di solito il risparmio dura poco e il vincolo contrattuale molto di più. Nel mercato libero, informarsi è l’unica tutela che conta davvero.