La First Edition è già ordinabile a 72.855 euro, mentre la versione base da 66.685 euro arriverà nell’autunno 2026
906 chilometri di autonomia WLTP, 469 cavalli e un prezzo d’ingresso di 66.685 euro: la BMW i3 50 xDrive arriva nell’autunno 2026 con numeri da capogiro. Ma il dettaglio scomodo è un altro: a giugno gli ordini della BMW i3 50 xDrive First Edition erano già aperti a 72.855 euro, e oggi chi entra in concessionaria si trova davanti due prezzi, due versioni e un segmento di berline elettriche compatte di lusso rimasto quasi deserto.
906 km, 469 CV e due prezzi: la matematica dell’ingresso
Lo scorso 18 giugno, la BMW i3 50 xDrive First Edition è entrata a listino in Irlanda a 72.855 euro OTR. La versione base, invece, arriverà sul mercato irlandese nell’autunno 2026 con un prezzo di partenza di 66.685 euro OTR. Tra i due valori ci sono 6.170 euro di differenza, ma non è solo questione di allestimento: chi paga di più porta a casa il dato più appariscente della scheda, ovvero un’autonomia fino a 906 chilometri nel ciclo WLTP.
Il cuore tecnico resta lo stesso. La BMW i3 50 xDrive monta due motori elettrici, uno per asse, per una potenza combinata di 469 cavalli e una coppia massima di 645 Nm; l’accelerazione da 0 a 100 km/h è dichiarata in 4,7 secondi. Sono numeri che la collocano lontano dalla vecchia i3 compatta e vicina, almeno sulla carta, alle berline elettriche di fascia superiore. Resta però una sensazione di listino spezzato: la promessa dei 66.685 euro è l’ingresso, ma la First Edition costa di più.
I freddi dati di listino, però, si scontrano con i numeri di mercato che arrivano dal secondo trimestre.
Il +38% del trimestre e il peso dei due milioni di BEV
Se il presente accelera, resta però un vuoto. Nel secondo trimestre del 2026 le vendite europee di veicoli BEV del gruppo sono cresciute del 38%, raggiungendo 81.445 unità, grazie soprattutto all’aumento della disponibilità della BMW iX3. Nel primo semestre dell’anno i veicoli completamente elettrici hanno rappresentato circa il 28% delle vendite totali in Europa.
Dietro questi numeri c’è una traiettoria che parte da lontano. La prima BMW i3, lanciata alla fine del 2013, è stato il primo veicolo elettrico di serie del marchio. Da allora sono stati consegnati due milioni di veicoli a batteria in tutto il mondo. Non è poco, ma dice anche che il passaggio all’elettrico è stato lungo e per nulla lineare: BMW ha costruito prima una nicchia, poi ha trasformato la iX3 nel motore commerciale del trimestre, e solo adesso prova a trasferire la stessa spinta in una berlina compatta.
La domanda non è più se l’elettrico venda, ma chi occuperà lo spazio delle berline compatte di lusso.
Chi occuperà il deserto delle berline elettriche compatte?
Dal 2013 a oggi sono arrivati due milioni di BEV, ma nel segmento delle berline elettriche compatte di lusso quasi nessuno è arrivato. Secondo Consumer Reports, la nuova BMW i3 sarà una delle uniche berline elettriche di lusso di dimensioni contenute sul mercato. È un posizionamento che può essere un vantaggio, se la domanda esiste, o una condanna, se il vuoto è tale perché i clienti di quel segmento non sono ancora pronti a pagare circa 67.000 euro per una berlina compatta, per quanto elettrica e potente.
La scheda tecnica non è il problema: 906 chilometri di autonomia nella First Edition e 469 cavalli tolgono dall’equazione la maggior parte delle obiezioni classiche sull’elettrico. Il punto è un altro. La First Edition a 72.855 euro funziona da vetrina, ma il listino d’ingresso a 66.685 euro rischia di essere il prezzo che decide se il segmento si riempie o resta deserto. Se la versione base sarà disponibile in numeri sufficienti e senza rinunciare alla parte visibile della tecnologia, la i3 50 xDrive potrà fare da apripista. Se resterà una configurazione di carta, il mercato irlandese continuerà a vedere pochi modelli elettrici premium compatti, e i due listini resteranno un dettaglio da comunicato.
La risposta non è nella scheda tecnica, ma nei prossimi mesi nelle concessionarie irlandesi. Per chi entra oggi in concessionaria, la vera incognita non è l’autonomia: è se un listino sotto i 70.000 euro basterà a trasformare un segmento quasi vuoto in una scelta di massa, o se resterà solo il prezzo d’ingresso per un’elettrica che pochi possono permettersi.




