Giugno record in Europa (+31% annuo), Cina giù dell’11%, Nord America in calo del 20% da inizio anno.

Lo scorso giugno il mercato elettrico globale ha mostrato il suo paradosso più nitido: nello stesso mese in cui l’Europa firmava il record di vendite, la Cina, primo mercato mondiale, scivolava in negativo. Secondo i dati mensili pubblicati da Benchmark Mineral Intelligence, nel giugno 2026 nel mondo si sono venduti 2,0 milioni di veicoli elettrici, portando il totale da inizio anno a 9,6 milioni. Il dato globale, però, nasconde tre storie molto diverse.

Un record a due velocità

Lo scorso giugno, in Europa, le vendite di veicoli elettrici hanno toccato un record: più 28 per cento rispetto a maggio e più 31 per cento rispetto allo stesso mese del 2025. È il ritmo più sostenuto da mesi per un mercato che nel 2025 aveva mostrato segnali di stanchezza. In Cina, dove i volumi sono in valore assoluto più grandi, le vendite di veicoli elettrici sono invece calate dell’11 per cento su base annua a giugno; da inizio anno il mercato cinese è sotto del 14 per cento. Il Nord America viaggia ancora più indietro: meno 20 per cento da gennaio a giugno, secondo Benchmark Mineral Intelligence, con i produttori locali deboli dopo i cambi di strategia e le svalutazioni degli scorsi trimestri. La fotografia è a due velocità: l’Europa accelera, la Cina rallenta, il Nord America frena. Ma cosa spiega un calo cinese proprio mentre il vecchio continente corre?

Il paradosso cinese: calano le vendite, volano le esportazioni

La risposta sta in parte nell’anno scorso. Secondo Feng, in un’analisi ripresa da CNBC, la mancanza di vendite di veicoli in Cina potrebbe essere il ripagamento della domanda anticipata dell’anno scorso: molti acquisti erano stati tirati avanti, e ora il mercato ne sconta l’effetto. Intanto i produttori cinesi non stanno fermi. Le esportazioni di veicoli a nuova energia dalla Cina hanno raggiunto un altro record mensile a giugno, con quasi 500.000 unità. Non è un dettaglio: se il mercato interno cala, l’offerta cerca compratori all’estero.

E mentre la Cina esporta, gli Stati Uniti si defilano: secondo Benchmark Mineral Intelligence, le vendite nordamericane sono scese del 20 per cento da inizio anno, penalizzate da una legislazione più debole e dalla rimozione del credito d’imposta per i veicoli elettrici decisa lo scorso settembre. Qui sta il paradosso: la domanda cinese rallenta, quella americana arretra, eppure le esportazioni cinesi volano. Se la Cina non assorbe e gli Usa si ritirano, chi vende a chi? I dati di giugno pongono la domanda, non la risolvono.

La scommessa di Volkswagen sul piccolo elettrico

In questo vuoto si inserisce la mossa più concreta dell’estate. Lo scorso giugno, il Gruppo Volkswagen ha iniziato le consegne in Europa della sua nuova famiglia di auto elettriche urbane: ID.Polo, Cupra Raval, Skoda Epiq e ID.Cross. Non è solo un lancio di prodotto. Secondo il comunicato del gruppo, l’obiettivo è raggiungere una quota di mercato di circa il 20 per cento nel segmento delle piccole auto elettriche in Europa nel medio termine. È un obiettivo ambizioso, proprio nel segmento dove la concorrenza cinese e i costruttori storici si stanno contendendo i volumi.

La mossa di Volkswagen ha una logica: mentre la Cina esporta e gli Stati Uniti arretrano, il gruppo prova a presidiare il mercato europeo, il più dinamico del momento. La domanda, ora, è se i numeri dei prossimi mesi confermeranno la scommessa. Il mercato elettrico non è più un’unica storia. Nei prossimi mesi il numero da tenere d’occhio è la quota di Volkswagen nel piccolo elettrico in Europa: se si avvicina al 20 per cento, l’asse si è spostato; se le esportazioni cinesi continuano a crescere, la partita è solo all’inizio.