NextEra ha firmato contratti per 1,3 GW di batterie in soli tre mesi

Nei giorni scorsi, Iberdrola ha annunciato l’avvio del suo primo progetto di accumulo su larga scala negli Stati Uniti. Si chiama Shutler, si trova nella contea di Gilliam, Oregon centro-settentrionale, e quando entrerà in funzione nel 2027 avrà una capacità di 41 megawatt, in grado di immagazzinare fino a 82 megawattora. È un passo avanti, certo. Ma in un Paese che nel 2025 ha installato 57,6 GWh di nuova capacità di accumulo — con una crescita del 30% rispetto al record del 2024 — quei numeri iniziano a sembrare modesti. Anzi, minuscoli.

L’ultimo arrivato nella corsa alle batterie

La notizia va letta dentro un quadro più ampio. Iberdrola ha obiettivi ambiziosi: raggiungere oltre 120 GWh di capacità di accumulo installata cumulativa entro il 2030, con un investimento previsto di 1,5 miliardi di euro. Ma tra il target e la realtà, per ora, c’è un oceano. Anzi, c’è un mercato che corre a velocità doppia rispetto alla capacità dell’azienda spagnola di mettere a terra progetti. Shutler, con i suoi 82 MWh, rappresenta lo 0,07% dell’obiettivo dichiarato al 2030. Manca un’inezia: il 99,93%. E il tempo stringe.

La sussidiaria americana Avangrid ha già circa 3.000 MW di generazione nel Pacifico nord-occidentale. Un portafoglio rispettabile. Ma sullo storage è praticamente ferma al palo. Il progetto Shutler è, per ammissione della stessa azienda, il primo accumulatore su scala industriale di Iberdrola negli Stati Uniti. Arriva in un momento in cui i competitor locali non stanno camminando: stanno volando.

Cosa significa per la contea di Gilliam

Ma dietro questi numeri, c’è una realtà locale fatta di posti di lavoro e assegni per le scuole. Perché se è vero che 41 MW non spostano gli equilibri del mercato americano, per una contea rurale dell’Oregon l’impatto è concreto. Avangrid stima che la costruzione dell’impianto creerà circa 35 posti di lavoro sindacali locali. Non è poco in un territorio dove ogni opportunità conta. E l’azienda ha anche annunciato donazioni annuali per un totale di 110.000 dollari a due organizzazioni non-profit della contea di Gilliam, focalizzate sull’educazione della prima infanzia e sui servizi per l’infanzia.

Sono cifre che fanno la differenza per una comunità piccola. E meritano di essere riconosciute. Il problema è un altro: mentre Gilliam festeggia l’arrivo di Shutler, il resto del settore sta giocando una partita completamente diversa. Nel primo trimestre del 2026, NextEra Energy Resources ha firmato contratti per un record di 4 GW di nuovi progetti di generazione. Di questi, 1,3 GW erano batterie. Fate il conto: 1.300 MW contro 41 MW. Trentadue volte tanto, in tre mesi soli. E NextEra prevede di arrivare a 43 GW di accumulo a batteria entro il 2032.

Non stiamo parlando di un concorrente qualsiasi. Stiamo parlando del leader di un mercato che, solo nel 2025, ha installato 57,6 GWh di nuova capacità — un record assoluto, in crescita del 30% sull’anno precedente. In questo contesto, annunciare con enfasi un progetto da 82 MWh è come portare una bicicletta a una gara di Formula Uno.

La salita per i giganti europei

Ma mentre Gilliam festeggia, la competizione non aspetta. La domanda che aleggia su tutta questa vicenda è semplice: Iberdrola ha davvero le risorse, la velocità e la determinazione per colmare un gap che oggi si misura in ordini di grandezza? Non è un problema di ambizione — il target da 120 GWh lo dimostra. È un problema di esecuzione. Di capacità di scaling. Di presenza sul campo. NextEra costruisce, firma contratti, mette a terra gigawatt come se fossero mattoni. Iberdrola, per ora, piazza il primo tassello.

La vera domanda non è se lo storage crescerà — sta già esplodendo. È se Iberdrola riuscirà a tenere il passo o resterà uno spettatore di lusso in un mercato che corre a 57,6 GWh all’anno. Con 82 MWh alla volta, la matematica non promette bene.