La causa federale contesta il programma EPR del Colorado già operativo dal luglio 2025, con tariffe dovute da gennaio 2026

Il 30 luglio scorso la National Association of Wholesaler-Distributors (NAW) ha depositato la causa federale NAW v. Ryan (Case No. 1:26-cv-03460) contro il Producer Responsibility Program for Statewide Recycling Act del Colorado, la legge sulla responsabilità estesa del produttore per gli imballaggi nota come House Bill 22-1355. Insieme al ricorso è stata presentata una mozione per un’ingiunzione preliminare. Non si chiede soltanto di dichiarare incostituzionale la norma, ma di bloccarla subito. E il blocco non riguarda un obbligo futuro: i produttori del Colorado sono tenuti a partecipare al programma dal 1° luglio 2025 e versano tariffe obbligatorie da gennaio 2026, circa sei mesi al momento del deposito. La legge è già pienamente operativa, eppure la NAW la impugna solo ora chiedendo un arresto immediato.

La NAW è una delle principali associazioni di categoria statunitensi: rappresenta l’industria della distribuzione all’ingrosso da 8,7 trilioni di dollari, fondata nel 1946, con oltre sei milioni di lavoratori e un peso pari a quasi un terzo del PIL degli Stati Uniti. Quando un soggetto di queste dimensioni chiede a un tribunale federale di fermare un programma statale, l’effetto non è limitato a una singola azienda.

Un’ingiunzione chiesta insieme alla causa

La mossa non è rituale. Una mozione per ingiunzione preliminare chiede al giudice di sospendere l’applicazione della legge mentre si decide il merito del ricorso. Se accolta, i membri della NAW smetterebbero di versare le tariffe in attesa della sentenza. Il deposito contestuale alla causa — e non dopo mesi di udienze — segnala l’intenzione di ottenere un arresto rapido, prima che il programma consolidi ulteriormente i propri obblighi. Ma non è la prima volta che la NAW usa questa leva processuale, ed è proprio questo il punto.

Tre fronti, un precedente che pesa

La richiesta di ingiunzione non nasce dal nulla. Il ricorso del Colorado è il terzo attacco legale a una legge statale EPR sugli imballaggi che coinvolge la NAW: prima c’è stata la causa in Oregon, NAW v. Feldon, poi il ruolo dell’associazione come unico attore imprenditoriale — insieme a 17 procuratori generali statali — nella sfida multi-stato alla SB 54 della California, la Plastic Pollution Prevention and Packaging Producer Responsibility Act. Ora il Colorado.

Il precedente più concreto arriva dall’Oregon. Lo scorso 6 febbraio un tribunale federale ha concesso un provvedimento ingiuntivo preliminare a favore della NAW, ritenendo che sussistessero “seri quesiti” sul merito e un rischio di danno irreparabile, e bloccando di fatto l’applicazione della RMA — la legge EPR dell’Oregon — nei confronti dei membri dell’associazione. In pratica, un giudice federale ha già riconosciuto che gli argomenti della NAW meritano una sospensione cautelare prima della decisione finale. È un benchmark concreto per la mozione depositata il 30 luglio scorso in Colorado.

A rendere il quadro più fitto, lo scorso marzo l’Independent Lubricant Manufacturers Association aveva già presentato la prima sfida legale al programma EPR del Colorado in un tribunale statale, sollevando questioni di diritto statale e costituzionale. E la pressione non si ferma ai confini del Colorado: gruppi industriali, singoli produttori, una coalizione di procuratori generali e organizzazioni ambientaliste hanno ciascuno depositato ricorsi contro diversi aspetti di questi regimi. La legge del Colorado non è un bersaglio isolato, ma il terzo atto di una sequenza coordinata.

Chi paga mentre i giudici decidono

Dalla strategia nazionale all’impatto locale, il punto resta concreto. In Colorado i produttori sono tenuti a partecipare al programma EPR sugli imballaggi per i materiali coperti dal 1° luglio 2025 e a versare le tariffe obbligatorie da gennaio 2026. La causa federale apre una domanda a cui per ora non c’è risposta: chi paga mentre i giudici decidono? Se l’ingiunzione preliminare venisse accolta, cosa accadrebbe alle tariffe già versate e agli obblighi dei prossimi mesi? Per i produttori ogni trimestre di attesa è un esborso certo; per gli operatori del riciclo è un flusso di risorse che potrebbe interrompersi. La risposta non c’è ancora.

La certezza normativa necessaria agli investimenti nel riciclo è appesa a un’ingiunzione preliminare che, dopo il precedente dell’Oregon di febbraio 2026, non è più un’ipotesi di scuola.