Scaduto il termine del 1° settembre 2026, i 4 miliardi della piattaforma ETAF restano disponibili

Hai rimandato la presentazione del progetto fotovoltaico in America Latina? Non sei il solo. I 4 miliardi di dollari della piattaforma ETAF non sono spariti, ma la scadenza per ottenere la priorità era lo scorso 1° settembre 2026. Se l’hai mancata, non è finita: ora però devi capire dove sei rimasto.

La scadenza che non dovevi mancare

Questa estate IRENA ha invitato gli sviluppatori di progetti rinnovabili in America Latina a presentare proposte progettuali per accelerare il finanziamento nella regione. La regola era semplice: le proposte presentate entro il 1° settembre 2026 ricevono una considerazione prioritaria. Chi ha consegnato dopo non è escluso, ma entra in coda senza corsia preferenziale. I progetti selezionati possono comunque essere valutati per il finanziamento attraverso la Climate Investment Platform (CIP) e la piattaforma Energy Transition Accelerator Financing (ETAF). La CIP è un’iniziativa congiunta di IRENA, United Nations Development Programme (UNDP) e Sustainable Energy for All (SEforALL), in collaborazione con il Green Climate Fund (GCF). Ma i 4 miliardi di ETAF sono solo una parte del capitale in gioco: da dove arrivano davvero i fondi e perché potrebbero non bastare?

I soldi ci sono. Ma non bastano

Se la priorità è passata, la domanda diventa: quei fondi bastano a cambiare il mercato? I numeri dicono di no, o almeno non ancora. Secondo una nuova ricerca della Climate Policy Initiative, la finanza climatica destinata ad America Latina e Caraibi è raddoppiata: da 54 miliardi di dollari nel 2020 a 108 miliardi nel 2024.

Il problema è cosa succede dall’altra parte del mercato. Già nel 2024, gli investimenti nei combustibili fossili hanno raggiunto 95 miliardi di dollari, più del doppio dei 43 miliardi di finanza climatica destinata ai sistemi energetici. In altre parole: mentre i capitali verdi crescono, i capitali fossili corrono più veloci. La sfida per uno sviluppatore non è quindi l’assenza di fondi, ma il rischio di arrivare tardi in un mercato dove l’attenzione dei finanziatori è già contesa.

Da dove arrivano i capitali che oggi finanziano le rinnovabili? Una parte della storia viene da lontano. Già nel 2013, IRENA e l’Abu Dhabi Fund for Development hanno avviato una partnership per finanziare progetti di energia rinnovabile nei paesi in via di sviluppo. Gli Emirati Arabi Uniti hanno stanziato 350 milioni di dollari per il fondo IRENA-ADFD, distribuiti in sette cicli fino al 2020. La piattaforma ETAF, che ha raccolto più di 4 miliardi di dollari in impegni per accelerare la transizione energetica entro il 2030, è l’erede di quella logica: i capitali ci sono, ma da soli non ribaltano un mercato dove il fossile continua a muoversi più in fretta.

Chi è già partito (e cosa conviene fare ora)

Mentre rifletti, altri hanno già firmato. La Caribbean Development Bank ha raggiunto il financial close del progetto geotermico da 10MW in Dominica, un’operazione che coinvolge la Geothermal Power Company of Dominica, controllata interamente da Ormat Technologies Inc. Non è un caso isolato: nel contesto caraibico, IDB Invest ha messo sul tavolo un pacchetto di prestiti da circa 368 milioni di dollari a favore di AES Dominicana Renewable Energy S.A., controllata di The AES Corporation nella Repubblica Dominicana, per finanziare progettazione, costruzione e gestione di tre nuovi impianti rinnovabili non convenzionali per 240MWac di capacità installata, oltre a rifinanziare il debito a breve di altri tre progetti per 150MWac.

La finestra non è chiusa, ma ogni mese perso avvicina il prossimo bando con ancora più concorrenza. Per chi sviluppa un progetto, la mossa più sensata ora è verificare subito i requisiti. Nell’ambito di ETAF, i progetti pubblici devono avere una spesa in conto capitale di almeno 10 milioni di dollari; per i progetti privati o in partenariato pubblico-privato la soglia sale a 25 milioni.

Non aspettare il prossimo annuncio. Controlla se il tuo progetto supera la soglia minima — per i progetti pubblici parliamo di 10 milioni di dollari di spesa in conto capitale — e prepara la documentazione per candidarti appena si apre una nuova finestra. La vera sfida, in America Latina, non è trovare i soldi: è muoversi prima che i progetti già avviati e i finanziamenti fossili saturino l’attenzione dei finanziatori.