Il sistema sorgerà nell’area della vecchia centrale termoelettrica acquisita nel 2018, con operazioni commerciali previste entro il 2027
Un blackout pomeridiano a Cebu non è una scocciatura: ferma linee produttive nella Zona Economica di Mactan, spegne server e condizionatori. Se la risposta non è accendere un’altra centrale ma installare batterie accanto alla vecchia centrale di Naga, allora bollette e contratti di fornitura stanno per cambiare. Il 1° luglio scorso, AboitizPower ha dato il via ai lavori per un sistema di accumulo a batterie da 60 MW che verrà costruito all’interno del complesso della centrale elettrica di Naga, a Barangay Colon, Naga City, Cebu.
Una batteria da 60 MW accanto alla centrale di Naga
Il progetto è un BESS autonomo, non una centrale: immagazzina energia quando la rete ha surplus o i prezzi sono più bassi e la restituisce nei momenti di picco. Per un’area come Cebu, dove il carico elettrico è legato a stabilimenti, uffici e condizionatori, un sistema così può intervenire senza dover avviare un’altra turbina. AboitizPower punta ad avviare le operazioni commerciali entro il 2027.
La scelta del sito non è casuale. Il sistema nascerà dentro il complesso di Naga, un impianto costruito negli anni ’80: la stessa area che per decenni ha prodotto elettricità da fonti termoelettriche ora ospiterà batterie. Per capire perché proprio lì, serve tornare alla privatizzazione.
Da NAPOCOR ad AboitizPower: l’eredità degli anni ’80 diventa hub di batterie
Il complesso della centrale elettrica di Naga fu costruito dalla National Power Corporation (NAPOCOR) negli anni ’80 ed è stato acquisito da AboitizPower nel 2018 tramite il programma di privatizzazione governativo, dopo una battaglia in Corte Suprema. Il 16 luglio 2018 il complesso è stato fisicamente consegnato e accettato da Therma Power Visayas Inc., sussidiaria di AboitizPower.
È un passaggio di proprietà che ha segnato a lungo la discussione locale: oggi quell’area, un tempo contesa, viene riconvertita in infrastruttura per l’accumulo, accanto alla generazione esistente. Il vecchio asset termoelettrico non sparisce, ma cambia funzione.
La corsa allo storage: cosa aspettarsi tra il 2026 e il 2027
AboitizPower non è sola. Già nel 2018, San Miguel Global Power aveva rilevato da AES Philippines il Masinloc BESS da 10 MW, primo impianto di accumulo a batterie delle Filippine e uno dei primi del Sud-est asiatico. Nella stessa Cebu, AboitizPower sta lavorando tramite East Asia Utilities Corporation a un BESS ibrido da 30 MW nella Zona Economica di Mactan, annunciato a luglio 2025 con messa in servizio prevista nella prima metà del 2026. MGEN sta realizzando un impianto da 49 MW a Toledo City, con una prima fase da 25 MW attesa per il 2026 e il completamento nel 2027, salvo autorizzazioni regolatorie.
Per chi vive o produce a Cebu, il punto pratico è la continuità del servizio. Più batterie connesse alla rete Visayas significano una riserva rapida da usare nei picchi o quando una centrale si ferma; rispetto all’accensione di un’altra unità termoelettrica, una batteria può entrare in funzione senza consumare combustibile e con tempi di risposta più brevi. Questo non si traduce in una bolletta automaticamente più bassa: i progetti di accumulo vanno remunerati, e il nodo aperto è chi pagherà la flessibilità e come verrà riconosciuta nei contratti di fornitura.
Il Dipartimento dell’Energia, per voce del sottosegretario Mario Marasigan, ha elogiato AboitizPower per la fiducia nel futuro energetico delle Filippine. Ma il consenso istituzionale non risolve da solo la questione dei costi: la capacità di accumulo è un servizio, e qualcuno dovrà sostenerne l’investimento. Per le imprese della Zona Economica di Mactan, dove un’interruzione ferma linee produttive, server e condizionatori, una rete con più accumulo può ridurre la durata e la frequenza dei blackout.
Nei prossimi diciotto mesi chi vive o produce a Cebu non deve aspettarsi bollette miracolosamente più basse, ma può iniziare a leggere gli annunci di batterie come un segnale concreto: meno interruzioni e una rete che impara a gestire i picchi senza dipendere solo dalle vecchie centrali.




