La sottospecie rufa ha perso il 75% degli individui dagli anni Ottanta per la scarsità di uova di granchio nella Baia del Delaware.

Capita a molti, in spiaggia, di guardare gli uccelli sulla battigia senza sapere quale viaggio stiano compiendo. A Galinhos, in Brasile, a marzo di quest’anno qualcuno ha smesso di guardare distrattamente: in tre giorni di censimento sono stati contati 3.508 uccelli costieri, 774 dei quali nodi rossi, una cifra in linea con i censimenti precedenti. Dietro quei numeri non c’è solo una spiaggia: c’è un intreccio di protezione e trasformazione del territorio, e una rotta migratoria che attraversa due continenti.

Una spiaggia, tremila uccelli e un’onda che cresce

Il censimento di marzo non va preso come una cartolina. Secondo il professor Venerando Eustáquio Amaro, in alcune parti della costa la potenza delle onde, cioè la capacità di erodere il litorale, sta aumentando di oltre lo 0,5% all’anno. In pratica, la battigia su cui quei nodi rossi si fermano per riposare e nutrirsi non è un dato immobile: arretra e cambia forma. C’è un motivo concreto: se la spiaggia arretra, i punti in cui gli uccelli possono fermarsi si riducono. Ecco perché quei numeri funzionano più come un termometro della costa che come un semplice conteggio.

Ma un censimento non dice se quei nodi rossi stanno bene. Per capirlo bisogna allargare lo sguardo alla rotta atlantica, fino a un punto lontano migliaia di chilometri da Galinhos.

Perché un granchio del Delaware decide il destino del nodo rosso

Per capire i 774 nodi rossi di Galinhos bisogna seguire la rotta verso nord, fino alla Baia del Delaware, sulla costa orientale degli Stati Uniti. È lì che il nodo rosso della sottospecie rufa si ferma durante la migrazione primaverile: storicamente trovava un’abbondanza di uova di granchio a ferro di cavallo, che gli forniva le riserve di grasso per il lungo volo. La raccolta commerciale eccessiva dei granchi, usati per la ricerca medica e come esca, ha ridotto quella fonte di cibo al punto da non bastare più. La riduzione delle uova di granchio a ferro di cavallo nella Baia del Delaware è indicata come la causa del declino: le popolazioni di red knot rufa sono diminuite del 75% dagli anni Ottanta. In poche parole, le tappe di rifornimento che il nodo rosso usa da sempre stanno rendendo meno del previsto.

Dall’altra parte della rotta, la pressione non è minore. Uno studio pubblicato di recente su Perspectives in Ecology and Conservation ha rilevato una forte perdita di habitat di foraggiamento nel Midwest brasiliano. E non è un caso isolato: dal 1996 si sono verificati cambiamenti spaziali consistenti negli habitat degli uccelli costieri in tutte le regioni brasiliane, per lo più dovuti a conversioni da e verso aree di vegetazione, agricoltura e superficie idrica.

Se il cibo manca su un continente e gli habitat si restringono sull’altro, quanto possono valere i singoli siti protetti?

La rete cresce, ma il territorio continua a cambiare

Qui entra in gioco la protezione internazionale. La Rete Emisferica delle Riserve per gli Uccelli Costieri ha più di 446 partner e copre circa 38,9 milioni di ettari in 121 località in 20 paesi; il Bacino Potiguar è il più recente dei 121 siti nelle Americhe. A sostenere il riconoscimento c’è anche il Progetto Flyways Brazil, gestito da SAVE Brasil con il supporto dell’Istituto Neoenergia dal 2015, che ha contribuito al riconoscimento internazionale di tre città come aree di protezione delle specie. I numeri sembrano rassicuranti. Ma convivono con i cambiamenti spaziali registrati dal 1996: la domanda non è più se un sito è protetto, ma se la protezione riesce a rallentare le trasformazioni che ne minacciano la funzione.

Il Bacino Potiguar è il 121° sito della rete WHSRN: i prossimi censimenti, con l’aumento delle onde segnalato da Amaro e la perdita di aree di foraggiamento, diranno se i 774 nodi rossi di marzo 2026 erano un segnale di tenuta o solo un fotogramma fortunato. E soprattutto quanto resta di quella catena di habitat lontani.