La spinta degli ibridi arriva mentre le tariffe doganali pesano per 1,4 trilioni di yen sui conti del gruppo

Nel secondo trimestre del 2026, il 56,8% delle Toyota vendute negli Stati Uniti era elettrificato: più di un’auto su due non era più soltanto termica. Non una nicchia, ma il nuovo baricentro del mercato americano. Il dato emerge dal rapporto sulle vendite statunitensi di giugno e del secondo trimestre diffuso da Toyota Motor North America all’inizio di luglio. Dati che, letti insieme all’andamento del carburante e ai conti annuali, raccontano due storie opposte.

Il 56,8% che sposta il baricentro

Nel secondo trimestre i veicoli elettrificati hanno toccato quota 383.091 unità, in crescita del 19,5% e pari al 56,8% del volume totale. Un anno fa, nell’intero 2025, le vendite di veicoli elettrificati negli Stati Uniti avevano raggiunto 1.183.248 unità, il 47,0% del totale, su un volume complessivo di 2.518.071 veicoli, in aumento dell’8,0% su base annua. Nel 2025 la componente elettrificata è cresciuta del 17,6%, contro l’8,0% dell’intero volume: tira più del mercato. La distanza tra il 47% e il 56,8% è di quasi dieci punti percentuali, colmati in pochi trimestri. Non è una soglia simbolica, ma il segnale che la parte elettrificata è ormai maggioritaria. Ma perché proprio adesso? La risposta sta nel prezzo alla pompa e nel raffreddamento delle elettriche pure.

Benzina a +20%: la vittoria degli ibridi

Il 56,8% non nasce dal caso: il prezzo alla pompa e le scelte di gamma tracciano un confine netto tra chi cresce e chi arretra. Secondo i dati riportati da CNBC, l’aumento di oltre il 20% dei prezzi della benzina su base annua e il raffreddamento della domanda di veicoli elettrici puri hanno premiato i produttori con modelli ibridi rispetto a quelli che ne sono privi. In questo contesto, chi poteva offrire un ibrido a chi non vuole ancora passare all’elettrico puro ha avuto un vantaggio immediato. General Motors ne è l’esempio più evidente: nel secondo trimestre ha registrato un calo delle vendite del 4,2%, mentre Toyota ha continuato a crescere proprio sulla spinta della quota elettrificata. Il segnale è chiaro: in questo mercato, l’assenza di una gamma ibrida pesa più della presenza di singoli modelli elettrici.

Ma il successo commerciale non si traduce automaticamente in profitto, soprattutto quando le tariffe entrano nei conti.

Il paradosso nordamericano: vendite record, conti in rosso

Il rovescio della medaglia emerge dai conti dell’anno fiscale chiuso lo scorso 31 marzo. Le tariffe statunitensi sono pesate per 1,4 trilioni di yen: secondo l’analisi pubblicata da WardsAuto, l’impatto complessivo ha portato il margine in Nord America a -1,4%, trasformando la regione più importante per le vendite del gruppo in un’area in perdita. È la prima volta in 16 anni.

Il contrasto con i numeri commerciali è netto. Da una parte, più della metà delle auto vendute negli Stati Uniti è elettrificata e la componente elettrificata cresce del 19,5%; dall’altra, proprio il mercato che genera questi risultati non riesce più a produrre utile. Vale la pena di collocare il dato nel tempo: l’anno fiscale 2026 si è chiuso a fine marzo, prima che il 56,8% del secondo trimestre venisse reso noto. Il rosso nordamericano non è quindi la conseguenza di un rallentamento delle vendite, ma di un costo esterno che si è aggiunto ai conti, colpendo proprio la regione che Toyota considera il suo punto di forza. Non è un dettaglio contabile: la prima perdita regionale dopo 16 anni segna un cambio di regime, e l’impatto delle tariffe è stato sufficiente ad azzerare completamente i profitti della regione.

Resta da osservare se nei prossimi trimestri il 56,8% di vendite elettrificate riuscirà a compensare il peso delle tariffe. Per ora, il numero da tenere d’occhio non è soltanto la quota di elettrificazione, ma se e quando il Nord America tornerà in utile.