La modifica vale solo per le richieste future, mentre le infrastrutture già autorizzate continueranno a gravare sulle bollette di tutti
Lo scorso 31 luglio la State Corporation Commission (SCC) della Virginia ha approvato un fattore di allocazione dei picchi di domanda modificato, il 12CP: per una famiglia tipo il sovrapprezzo mensile legato alla clausola Rider T-1 scende da 2,90 a 0,94 dollari, una riduzione del 67,5 per cento, come riportato da Utility Dive. La decisione arriva dopo che, a maggio 2026, la Virginia Electric and Power Company, la società operativa di Dominion Energy, aveva chiesto di recuperare 1,538 miliardi di dollari attraverso lo stesso Rider T-1, come documentano i commenti depositati dal Chief Energy Officer per il governatore della Virginia.
Il 12CP: una cifra spiega la partita
Il 12CP è un fattore di allocazione basato su dodici picchi di domanda coincidenti: ripartisce una quota dei costi di trasmissione in base alla domanda che ciascuna classe di clienti fa registrare negli istanti di massimo carico del sistema. Nel caso del Rider T-1, la modifica approvata dalla SCC ha ridotto di circa il 6 per cento il fattore di allocazione della classe residenziale, portando il sovrapprezzo mensile per una famiglia tipo da 2,90 a 0,94 dollari. Il risparmio rispetto alla proposta iniziale è di circa 1,96 dollari al mese.
Per capire perché quel parametro contasse, serve guardare a come si muove la spesa. Nel 2026 la società propone di investire 1,280 miliardi di dollari in progetti supplementari locali, il 65 per cento di tutte le aggiunte di trasmissione, contro 641,6 milioni per i progetti del piano regionale PJM e 102,9 milioni per interventi di affidabilità autonomi. I progetti PJM RTEP sono quelli decisi a livello regionale dal gestore della rete, mentre i progetti supplementari locali rispondono a esigenze puntuali, spesso legate all’arrivo di nuovi grandi carichi. Secondo Appalachian Voices, la spesa per progetti supplementari è 26 volte superiore nel 2026 rispetto al 2021. Sono linee costruite per richieste specifiche, non per migliorare in modo trasversale la rete a beneficio di tutti.
Chi paga la rete dei data center?
La riduzione della bolletta residenziale non nasce dal caso. Già nel 2016, nel caso Haymarket/Amazon Web Services, Dominion aveva ammesso che un data center stava guidando una linea di trasmissione dedicata non necessaria per la rete più ampia o per altri contribuenti. Era il primo riconoscimento esplicito di un problema che da allora è cresciuto: chi deve pagare le infrastrutture elettriche usate in modo esclusivo dai data center?
La risposta della Commissione è arrivata a tappe. A fine novembre 2025 la SCC ha ordinato a Dominion di sviluppare e proporre allocazioni alternative dei costi di trasmissione nel procedimento successivo sul transmission rider, come riportato dal Southern Environmental Law Center. Nel corso del procedimento è intervenuta anche l’amministrazione della governatrice Abigail Spanberger: i data center dovrebbero pagare la loro “giusta quota”, hanno affermato i funzionari, e i clienti residenziali non dovrebbero pagare per infrastrutture elettriche usate esclusivamente dai data center, come si legge in una nota dell’ufficio del governatore.
Il principio è semplice da enunciare: chi usa una linea dedicata deve pagarla. Tradurlo in tariffe, però, è un’altra cosa: significa ridisegnare i fattori di allocazione, classe per classe, e accettare che i grandi clienti industriali e i data center assorbano una quota maggiore dei costi di trasmissione che oggi ricadono in parte sulle utenze residenziali. È una correzione tecnica, ma con un effetto distributivo molto concreto.
Le linee già approvate restano un conto per tutti
La decisione del 31 luglio apre una strada nuova, ma non cancella le scelte precedenti. La sentenza non è retroattiva: i progetti di trasmissione già approvati, come le linee Germanna e Daves Store, saranno ancora ripartiti su tutti i contribuenti. Lo chiarisce il Piedmont Environmental Council nell’analisi della decisione: qualsiasi progetto di trasmissione già approvato resterà allocato su tutti i contribuenti.
È qui che si misura la distanza tra principio e pratica. Il nuovo fattore 12CP protegge i clienti residenziali dalle richieste future, ma non tocca il passato: le linee già autorizzate, costruite o in costruzione, continueranno a pesare sulla bolletta di tutti, compresi coloro che da quelle infrastrutture non ricevono alcun beneficio diretto. Per le famiglie il risparmio mensile è concreto, ma il conto delle infrastrutture già deliberate resta aperto.
Il 12CP ha ridotto la bolletta residenziale, ma il vero banco di prova sarà la prossima richiesta tariffaria: solo se i nuovi progetti per i data center verranno allocati davvero in modo diverso, la “giusta quota” smetterà di essere uno slogan e diventerà una regola.




