Il calo si è concentrato subito dopo il picco del 2025, ma la quota è stabile da tre trimestri: dietro
Nel secondo trimestre del 2026 le vendite di veicoli elettrici negli Stati Uniti sono diminuite del 20,5% rispetto allo stesso periodo del 2025: è il terzo trimestre consecutivo di calo su base annua. Lo certifica il rapporto di Cox Automotive sulle vendite EV pubblicato lo scorso luglio. La quota dell’elettrico sul totale delle auto nuove è scesa intorno al 5,8%, lontana dal record del 10,6% toccato nel terzo trimestre del 2025, quando gli acquirenti si erano affrettati a sfruttare gli incentivi statali in scadenza.
La distanza è ancora più marcata in volumi assoluti: secondo i dati raccolti da Kelley Blue Book, nel terzo trimestre 2025 le vendite EV negli Stati Uniti avevano toccato il massimo storico di 438.487 unità. Nove mesi dopo, la presenza dell’elettrico si è quasi dimezzata. Ma la media nazionale nasconde un ricambio selettivo: mentre alcuni costruttori arretrano, altri raddoppiano.
La quota quasi dimezzata in nove mesi
Il dato del secondo trimestre non va letto da solo. La frenata è cominciata subito dopo il picco: secondo il rapporto di Cox Automotive sul primo trimestre 2026, nel quarto trimestre del 2025 le vendite erano già diminuite del 36% su base annua, e nei primi tre mesi del 2026 il calo è stato del 27%, con la quota ferma intorno al 5,8%. Nel secondo trimestre la flessione si è attenuata al 20,5%, ma resta profonda per un mercato che fino a poco prima cresceva a doppia cifra.
C’è però un dettaglio che aiuta a ridimensionare l’allarme: la quota di mercato è stabile da tre trimestri, sempre intorno al 5,8%. La discesa dal 10,6% al 5,8% si è concentrata soprattutto tra il terzo e il quarto trimestre del 2025: da allora l’elettrico ha smesso di perdere terreno rispetto al resto del mercato, anche se il volume su base annua continua a calare. Il record del 10,6%, del resto, era un’anomalia gonfiata dalla corsa agli incentivi in scadenza. Il 5,8% attuale assomiglia più a una normalizzazione che a un crollo. Dietro il dato aggregato, però, le traiettorie dei singoli costruttori divergono in modo radicale.
Chi scivola, chi raddoppia
Tesla resta il primo venditore elettrico degli Stati Uniti, ma sta perdendo terreno. Nella prima metà del 2026 le sue vendite sono calate di oltre il 10% rispetto all’anno precedente; nonostante questo, rappresenta ancora circa la metà di tutte le vendite EV del Paese, quasi esclusivamente grazie a due modelli, Model Y e Model 3. È un segnale di concentrazione: metà del mercato dipende da un unico costruttore, e quel costruttore è in flessione.
Anche General Motors ha scelto di ridimensionare la propria offerta elettrica, e il conto è arrivato piuttosto in fretta. Lo scorso dicembre l’azienda ha registrato una svalutazione di 1,6 miliardi di dollari legata al passo indietro nel segmento EV. Un costo reale, contabilizzato prima ancora che il mercato si assestasse.
Dall’altra parte ci sono Toyota e Subaru. Nel secondo trimestre del 2026 entrambi i marchi hanno raddoppiato il volume di veicoli elettrici su base annua, e Toyota in particolare è entrata tra i primi cinque venditori di EV negli Stati Uniti. Il dato si inserisce in un quadro più ampio: all’inizio di luglio la CNBC ha riportato che le vendite di Toyota nel secondo trimestre sono aumentate dell’1,1%, trainate da un incremento di circa il 20% delle elettrificate. Va precisato che il raddoppio riguarda il volume di EV puri, mentre l’incremento del 20% citato da Toyota si riferisce alle elettrificate, una categoria più ampia che include anche gli ibridi. La direzione, in ogni caso, è opposta a quella di Tesla e GM.
Insomma, la frenata aggregata si scompone in direzioni opposte: da un lato Tesla e GM riducono l’esposizione, dall’altro Toyota e Subaru la costruiscono. Se il mercato si sta riorganizzando, la domanda è cosa accadrà nei prossimi trimestri: stabilizzazione o ulteriore selezione?
Cosa osservare adesso
Se Tesla perde oltre il 10% e Toyota raddoppia, il problema è l’elettrico in sé o l’offerta? Il quadro non è più un semplice calo: è un trasferimento di volumi tra costruttori. Per questo il numero da tenere d’occhio non è più la quota complessiva dell’elettrico, ma la tenuta di Toyota tra i primi cinque venditori EV e la risposta di Tesla e GM.
Il crollo dell’elettrico americano non va letto come una rinuncia, ma come un turno di selezione. Nei prossimi mesi conterà meno la quota aggregata e più chi riuscirà a consolidare una presenza stabile. Il dato più indicativo sarà la posizione di Toyota nella classifica dei primi cinque venditori EV degli Stati Uniti.




