Tredicesima edizione a Monaco: 43 team, prestazioni estreme e soluzioni ibride a metanolo, due strade per il futuro sostenibile.

Allo YCM Speed Record di Monaco, lo scorso luglio, l’elettrico in acqua ha viaggiato a due velocità. Da un lato la Frauscher x Porsche 790 Spectre, capace di toccare i 51 nodi. Dall’altro l’Arcistratega di AS Labruna, dieci metri di fuoribordo elettrici da 300 HP l’uno e 250 kWh di accumulo, che si è fermata a 29 nodi. Ventidue nodi di differenza non sono un dettaglio: raccontano due filosofie progettuali e due scommesse diverse su cosa significhi rendere sostenibile la nautica.

Due elettrici, due mondi

Dietro la cifra nuda — 29 nodi — c’è comunque un podio. Arcistratega è entrata tra le tre imbarcazioni più veloci della prova, dietro solo alla Frauscher x Porsche e a Energy, che ha fermato il cronometro a 45 nodi. Per un full electric da 600 HP presentato nella Open Sea Class, è un risultato che non sfigura. Ma è il divario a essere istruttivo: Porsche ha spinto sul puro rapporto peso/potenza, AS Labruna ha scelto una via diversa. Basta guardare cosa c’è sotto la carena.

Arcistratega non è soltanto un motoscafo veloce. È un concentrato di sistemi: integra Sea 4.0 per il monitoraggio remoto, algoritmi di intelligenza artificiale per la manutenzione predittiva e tecnologia blockchain per il passaporto digitale dell’imbarcazione. Non sono accessori da comunicato stampa. Sono scelte che spostano il baricentro dalla prestazione pura all’affidabilità operativa, e che implicano peso, complessità e un diverso profilo di missione. La velocità, insomma, non era l’unica metrica.

La scommessa ibrida nascosta

A rendere ancora più chiaro il disallineamento è l’architettura energetica. Arcistratega non è un’elettrica pura nel senso più semplicistico del termine: il sistema di accumulo da 250 kWh convive con pannelli fotovoltaici e una cella a combustibile a metanolo dedicata ai servizi ausiliari. In pratica, la propulsione è elettrica, ma il bilancio energetico di bordo ha un cuore ibrido. Non è un compromesso, è un’indicazione di rotta. E non arriva da un cantiere qualunque: AS Labruna sta testando in gara un layout che il mercato osserva con attenzione.

La cella a metanolo a bordo dell’imbarcazione italiana si innesta su un dibattito che ha attraversato i panel tecnici della manifestazione. In quella sede, Pierre Ceccaldi di Capenergies ha indicato il metanolo come una delle soluzioni più facilmente implementabili, grazie a una catena di approvvigionamento già ben consolidata. Parole che pesano, perché pronunciate dentro il primo laboratorio a cielo aperto dedicato alle tecnologie marittime sostenibili, organizzato dallo Yacht Club de Monaco dal 2014. Se la Frauscher x Porsche mostra il potenziale estremo, Arcistratega mostra la praticabilità: velocità sufficiente, autonomia estesa e un combustibile che non richiede infrastrutture portuali da reinventare.

Il metanolo, l’energia che non ti aspetti

Il punto sollevato da Ceccaldi è in realtà la vera posta in gioco. Il metanolo ha una filiera che non parte da zero: viene già movimentato nei porti, ha una supply chain chimica matura e costi che possono scendere rapidamente con volumi crescenti. Non è idrogeno, non è ammoniaca, non è un vettore che richiede un decennio di investimenti prima di diventare credibile. Il segnale che arriva dal laboratorio monegasco è che alcuni team stanno già provando a farne un uso operativo, non dimostrativo, mentre la ricerca accademica si moltiplica: tre università italiane sono salite sul podio confermando, numeri alla mano, la qualità della ricerca nazionale sull’elettrificazione e l’innovazione nautica.

L’edizione di quest’anno, la tredicesima, ha riunito 43 team da una ventina di paesi. Non è tanto il record di partecipazione a contare, quanto il fatto che sempre più attori portano in acqua prototipi pensati per un mercato, non solo per una regata. Il divario tra i 51 nodi della Frauscher x Porsche e i 29 dell’Arcistratega non si chiuderà con una batteria più densa, ma quando il prezzo del metanolo e la disponibilità dei sistemi ibridi renderanno irrilevante il confronto sulla velocità pura. Fino ad allora, la Monaco Energy Boat Challenge resterà il luogo dove le tecnologie si misurano sul campo — e dove un distacco di ventidue nodi può valere più di un record omologato.